Di Pietro sospeso per tre mesi dall’Ordine degli avvocati

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Di Pietro sospeso per tre mesi dall’Ordine degli avvocati

Di Pietro sospeso per tre mesi dall’Ordine degli avvocati

05 Marzo 2009

L’ambigua posizione di Di Pietro non si è rivelata solo dalla sua entrata nell’arena della politica, ma veniva già da prima. Il Consiglio nazionale forense ha confermato la sanzione del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bergamo che aveva già stigmatizzato il "doppio ruolo" dell’ex pm di Mani Pulite.

Ma facciamo un passo indietro. L’8 marzo del 2002 Pasqualino Cianci, amico d’infanzia di Tonino, è stato ritrovato ferito accanto al corpo senza vita della moglie Giuliana. Mentre era in ospedale, Di Pietro, accorso da Milano, ne assume la difesa. Trascorsa una settimana ecco che cambia idea: Di Pietro rinuncia all’incarico non appena ha "sentore" che l’amico potrebbe finire indagato, come di lì a poco effettivamente avviene. E alla prima udienza in Corte d’assise Cianci, ormai imputato, si ritrova l’amico del cuore sostenendo la tesi dell’accusa.

Cianci presenta quindi un esposto all’Ordine di Bergamo. Esposto che viene accolto, in gran parte, e tradotto nella sanzione disciplinare di tre mesi per infedele patrocinio. "La condotta del professionista – si legge nelle motivazioni della decisione – integra certamente la violazione dei doveri di lealtà, correttezza e di fedeltà (articolo 5, 6, 7 del codice deontologico forense) nei confronti della parte assistita e integra altresì l’illecito deontologico". A seguito degli accertamenti svolti, e della sussistenza degli illeciti contestati, "non può che conseguire la sanzione disciplinare". Calcolata in tre mesi di sospensione dell’esercizio della funzione di avvocato in quanto "adeguata alla gravità dell’illecito compiuto".

A proposito: in primo grado Cianci – che urla la sua innocenza – è stato condannato a 21 anni per uxoricidio.