Home News Diaspora 5 Stelle: due miserie in un corpo solo…

La speranza mai nata

Diaspora 5 Stelle: due miserie in un corpo solo…

0
154

È tutto talmente cambiato rispetto alle origini che non è nemmeno più possibile dire chi abbia tradito cosa. Tra Camera e Senato nel 2020 il Movimento 5 Stelle ha perso 33 parlamentari se si sommano fuoriusciti ed espulsi. Ovviamente tanto ha pesato il tema economico (con molti degli eletti incapaci di rispettare la regola delle restituzioni), ma il fenomeno è ben più profondo e radicato. Nella diaspora grillina ha tradito chi se ne è andato ventilando uno stravolgimento dei principi fondanti del Movimento o ha tradito i principi chi è rimasto in un Movimento completamente diverso da quello immaginato dal guru Casaleggio-padre?

Alleanze, secondo mandato, Europa, ambiente, candidature… una metamorfosi totale. E quel che peggio ancora tutto nel nome di quel ‘Gianroberto’  che per tanti ha rappresentato un semi-dio. Parafrasando Gaber si potrebbe dire che il Movimento che immaginava di volare si è schiantato sulle rive di una doppia delusione: quella di chi ha abbandonato la nave per il vile denaro (senza ovviamente ammetterlo) e quella di chi ha trasformato la nave stessa per adattarla al potere che avrebbe dovuto abbattere. Appunto due miserie in un corpo solo.

Eppure anche in questa Caporetto il vecchio leader continua a sorridere. Proprio ieri Grillo ha affidato ai social un post ironico su vaccini e isolamento. Scherza Grillo, ma il suo sorriso assomiglia sempre più alla risata disperata del Jocker, dell’anti-eroe sconfitto non con dignità, sul campo di battaglia, ma nell’animo perché lasciato solo dalle truppe e in fondo incapace di riconoscere la propria stessa creatura. Sconfitto senza l’onore delle armi. Il potere alla fantasia, la V di vendetta, i vaffaday, l’orgoglio dell’onestà… tutto cancellato.

La primavera a 5 stelle si è involuta in un autunno grigio, post-nucleare, pieno di frasi fatte e luoghi comuni, materializzatosi in un Governo da peggior prima Repubblica, trasformista e aggrappato alla propria sopravvivenza. Un autunno affollato di ex soldati ora in giacca e cravatta, ripuliti all’esterno dalla polvere delle piazze, ma svuotati all’interno da quel moto che aveva regalato loro quell’attimo fugace di risveglio. E ora nemmeno la metafora delle stelle cadenti sembra adattarsi alla parabola pentastellata, perché non resta nemmeno il ricordo di quell’attimo di bagliore, di quell’ultima speranza ingenua. La nebbia dell’opportunismo (sia di chi ha abbandonato sia di chi è restato) ha avvolto ogni cosa, seppellito ogni lanterna. Dalla infanzia alla morte, senza aver mai davvero vissuto, con l’amore visto da lontano e mai colto. A nulla è valso il sacrificio di alcuni, a nulla è valsa l’illusione di tanti.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here