Diciamo no all’Italia senza governo di Grillo

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Diciamo no all’Italia senza governo di Grillo

28 Marzo 2013

In realtà Beppe Grillo non sta negoziando al rialzo con il Pd e non aspetta neppure di prendersi il governo con un nuovo giro elettorale. Beppe guarda sempre "oltre" i problemi contingenti (fin troppo oltre), ad un quadro del tutto rivoluzionato che ha poco a che vedere con la politica odierna. 

Se i partiti tradizionali non si daranno al più presto la sveglia per contrastare la visione, oltre che la presenza parlamentare, dei "grilli", rischiano di subire, passivamente, questa rivoluzione. Grillo e i suoi portavoce alla Camera e in Senato del resto puntano a destrutturare le istituzioni. Con il web, Internet.

La nuova piattaforma informatica di Casaleggio di cui si favoleggia da settimane, come pure la dichiarazione odierna di Beppe, "Non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le pmi o per i tagli delle Province. Il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani", dimostrano quanto andiamo scrivendo.

L’obiettivo di medio e lungo periodo di Grillo e Casaleggio è quello di modificare il concetto di rappresentanza come lo intendiamo oggi, prima svuotando il governo e rimettendo al centro dei giochi il parlamento, e poi svuotando il parlamento e offrendo ai cittadini un (pericoloso) potere diretto e senza mediazioni politiche di intervenire nelle scelte strategiche per il Paese.

Ma il governo è un organo costituzionale che non può essere aggirato, lo dice la nostra carta fondativa. Per quanto limitato all’ordinaria amministrazione, in carica c’è ancora Monti. E soprattutto, nel 2012 i tempi medi per l’approvazione delle leggi contavano a livello parlamentare 613 giorni, a livello governativo 200. Quanto tempo servirebbe con un clic? Semplificare e accorciare i tempi con un colpo di mouse ci assicurerebbe leggi e riforme strutturate?

Le forze politiche "responsabili" dovrebbero opporre alla democrazia del basso di Grillo un nuovo progetto in chiave semipresidenzialista, altro che referendum on line.