Diego, Silvio sbaglia. Andiamo a votare per il referendum e votiamo sì!
18 Giugno 2009
Caro Diego,
il referendum si avvicina. Pensare che probabilmente non si raggiungerà il quorum di validità mi rammarica non poco. Ancor di più mi rammarica l’atteggiamento di Silvio, che, in nome di qualche provincia in più, non si schiera apertamente a favore del sì, ma anzi cade nell’utilizzo della ormai ricorrente “tecnica” (quando si tratta di temi cruciali) del “lasciare libertà di voto”. Già la semplice idea che qualcuno si senta in grado di “lasciare libertà di voto” non va giù. C’è bisogno che ce la lasci Silvio o qualcun altro questa libertà? Ovviamente no, ce l’abbiamo già, come ce l’hanno già i parlamentari di ogni partito, che “esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato”, come recita l’articolo 67 della Costituzione. Sarebbe bene ricordarsene più spesso, non solo quando fa comodo.
Qualche giorno fa, sull’uovo di giornata, sono stati pubblicati 10 motivi per lasciare libertà di voto.
I primi 2 si riassumono così: “siccome va già meglio del previsto, non è importante far andare ancora meglio.” Al terzo motivo ha già risposto Maurizio Griffo con l’articolo di ieri: “In una democrazia conflittuale basata sull’alternanza le rendite di posizione non esistono. Certo, l’alternanza non è obbligatoria e spesso procede per fasi non brevi (anche 10 o 15 anni); tuttavia va sempre tenuto presente che la permanenza al potere non dipende da equilibri sistemici (come in Italia nella prima repubblica), bensì dalla capacità di governo. Un governo inetto o inefficace viene di solito punito alle urne se i cittadini dispongono di una alternativa che non sia marcatamente antisistema.” Il quarto motivo è sicuramente rilevante, ma non credo affatto che il PDL abbia bisogno della Lega per imparare ad ascoltare la gente. Il quinto e il sesto sono da remissivi; un governo che vuole lasciare il segno certi rischi li deve correre. Per il settimo basta dire che una cosa non esclude le altre. L’ottavo sembra scritto da D’Alema, nel senso che c’è un’allusione a una situazione peggiore, ma con poca chiarezza. Il nono mi sembra un po’ buonista; la politica spesso è brutale, Casini deve scegliere. Il decimo lo ritengo il motivo più valido della lista, tuttavia, come Silvio può fare una cosa sbagliata ogni 100 cose giuste, così Fini ne può fare una giusta ogni 100 sbagliate!
Quindi caro Diego, io dico di votare sì, senza sprecare questa occasione. Speriamo bene!
