Dietro le quinte delle liste del PdL

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Dietro le quinte delle liste del PdL

11 Marzo 2008

Il via definitivo alle liste del Pdl è arrivato poco prima
delle 20 di ieri sera. Alcune regioni avevano già da qualche ora terminato il
lavoro mentre per quelle più spinose si è arrivato a trattare fino alla fine. Cellulari
che squillavano, fax e mail di suppliche per trovare un buon posto in lista che
arrivavano continuamente. Ma alle 20 i giochi si sono chiusi, e come spesso
accade il giorno dopo è quello delle analisi, delle valutazioni ma anche delle
recriminazioni.

Nel complesso il lavoro di compilazione delle liste del PdL è
stato estenuante, come era da attendersi visto che per la prima volta An e Fi
avevano deciso di presentarsi insieme alle elezioni. E poi c’era da mettere in
ordine anche la questione dei piccoli del centrodestra che cercavano spazio e
posti per i loro rappresentanti.

Un puzzle non facile ma alla fine tutto è
andato liscio. Infatti a livello nazionale si registra una generale
soddisfazione per il lavoro fatto. Pochi i musi lunghi. Sparuto il gruppo di
quelli che possono dirsi scontenti. Certo, le amarezze ci sono ma in molti casi
riguardano le singole realtà locali.

E’ il caso ad esempio di Forza Italia in
Lombardia ed in Campania dove si registrano malumori e dissensi. In Lombardia
ad essere sotto accusa è il criterio di preferire nomi nuovi, in certi casi
sconosciuti, rispetto ai vari consiglieri comunali, provinciali e regionali.
Posti di secondo piano, nel fondo delle liste, per dare spazio alle novità,
alle new entry. “Un modo di procedere ben diverso rispetto ad An – spiegano i
lombardi delusi – dove sono stati premiati i valori della militanza e del
territorio”.

Musi lunghi anche in Campania dove è la vecchia guardia, quella
dei Martusciello tanto per fare un nome, che recrimina per essere stata messa
da parte. Anche dalle parti di An però le recriminazioni non mancano,
soprattutto dopo la vicenda Ciarrapico. “Ci siamo impiccati ai numeri senza
pensare che sarebbe stato meglio valutare insieme i nomi da mettere in lista”.
Risponde così un autorevole esponente di via della Scrofa quando gli si chiede
di dare uno sguardo alle liste. “E’ vero siamo stati capaci di portare a casa
128 parlamentari ma poi non abbiamo tenuto conto delle strategie di Fi. In
Campania, ad esempio, è stata catapultata Michaela Biancofiore, trentina, che
con il territorio campano ha davvero ben poco da condividere”.

E la scelta di
Ciarrapico conferma: “L’imbarazzo di Fini e dei suoi colonnelli la dice lunga
sul fatto che tra An e Fi non c’è stato molto dialogo su chi candidare. Ma
ormai è andata così”. Parole confermate anche dal fatto che An aveva chiuso le
sue liste prima di Forza Italia affidando agli azzurri il compito di riempire
le caselle lasciate vuote come d’intesa dai vertici finiani.

Dubbi e critiche
che però rimangono circoscritti visto che come detto a livello nazionale il
clima che si registra è quello della soddisfazione per il lavoro svolto.

In assoluto sono state confermate le
anticipazione della vigilia. Forza Italia ha portato a casa circa il doppio dei
rappresentanti che andranno ad An. Una proporzione fatta sui dati delle ultime
elezioni politiche e dei sondaggi che circolano. Questo spiega anche la regola
del due ad uno che è stata seguita in generale per stilare le liste nelle singole
regioni. Sul fronte dei piccoli partiti anche qui il sereno tende a dominare a
parte, naturalmente, qualche eccezione.

E’ il caso di Michela Brambilla, la
grande animatrice dei Circoli della Libertà che per la verità raccoglie ben
poco. Solo cinque rappresentanti sparsi per l’Italia in confronto ai trenta che
circa un mese fa aveva richiesto ai vertici forzisti. Ridimensionamento o imposizione
per via delle eccessive richieste degli alleati, il fatto è che cinque soli
esponenti “brambilliani” appaiono davvero pochi. Ecco allora spiegata la voce
che circola da qualche ora e che vedrebbe la Brambilla compensata e premiata al
momento della formazione del governo con un ministero o un viceministero. Si
vocifera addirittura quello per il Commercio internazionale.

Tranquillo,
invece, appare Gianfranco Rotondi che dopo il pranzo domenicale con Berlusconi
ha visto confermati i suoi quattro parlamentari uscenti. Lui dovrà traslocare
dal Senato alla Camera mentre il suo fido Giampiero Catone dovrà vedersela in
Campania.

Quattro potrebbero essere anche gli uomini di Carlo Giovanardi mentre
sia la Mussolini che De Gregorio potranno contare solo sul loro peso personale.

Accordi rispettati anche per Lamberto Dini che con i suoi Liberal Democratici
arriverà a quattro esponenti. In tutto sono 25 i posti prenotati ed affidati
alle forze minori. Concluse le liste ora la prossima tappa è per dopodomani: la
manifestazione per la presentazione dei candidati Pdl all’Auditorium di
Confindustria all’Eur dove Berlusconi e Fini lanceranno la sfida elettorale al
Pd.