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Dietro ogni piccola star c’è sempre un genitore ansioso di successo

Seduttrici, bamboline super truccate con parrucche e movenze da adulte con aria seria partecipano ai concorsi di bellezza negli States. C’è una serie che le racconta su Discovery real time di Sky. Ma anche da noi non c’è molta differenza. Nel documentario Divine in onda su Sky Cult la sostanza non cambia. Meno aggressivo il look, ma la tipologia delle piccole dive è identica. La storia di tre ragazzine di dieci anni che hanno deciso di lavorare su se stesse per piacersi e piacere con il sogno di diventare dive.

Avere molti soldi e viaggiare con la limousine. Tacchi, shopping, case con piscine. Questi sono i sogni di molte bambine che vengono raccontati. Sogni nutriti guardando fiction e telenovele con le quali sono purtroppo cresciute molte ragazzine. Crescono sognando di poter emulare e divenire delle nuove Greta Garbo. Ma non soltanto, sono anche il risultato dei desideri nascosti e non realizzati dei loro genitori.

Assecondare le richieste narcisistiche dei genitori è sicuramente il primo input al quale rispondono nell’affrontare le baby carriere. Come spiega il direttore del centro adolescenti del Fatebenefratelli  Luca Bernardo. In questi casting le piccole attrici o future modelle vengono accompagnate e sostenute dai genitori che affrontano spese e difficoltà pur di vedere raggiunto l’obiettivo. Servono soldi, sacrifici e tempo per poter seguire le carriere delle promettenti dive. Ma i genitori decisi non si lasciano intimorire e affrontano con spirito combattivo i sacrifici che la carriera delle proprie figlie impone loro.

Essere guardate, criticate e commentate insegna subito a queste preadolescenti come modificare il proprio aspetto e il proprio modo di essere. Imparano a rispondere in modo sempre più sofisticato alle richieste del mercato. Nei casting l’aspetto e le personalità delle ragazze viene giudicato e messo in discussione dagli adulti. In questo continuo gioco di specchi le piccole attrici imparano a divenire narcisi in continua adorazione di se stesse. Questo non è più un gioco ma un pericoloso meccanismo in cui si inizia ad essere qualcosa di diverso da se stessi. Modificare continuamente la propria specificità. Vivere le pressioni degli adulti che ti insegnano a recitare ruoli, ti fa dimenticare e non capire più chi sei. Il miraggio di farti essere  quello che non sei ma che esserlo ti farà guadagnare ed avere è molto seducente. Dunque l’avere e il dover essere sostituiscono l’essere.

Come si fa a mantenere l’equilibrio in simili occasioni? Molto difficile. Essere continuamente giudicate, monitorate, educate a rappresentare un ideale di donna influenza in modo irrimediabile la crescita di queste bambine. Esse si trovano così a vivere una vita già scritta, come quella delle eroine che interpretano. E’ difficile riuscire a separare il ruolo dalla loro vita a quell’età. Diviene un tutt’uno a cui nessuna di loro vuole rinunciare. Essere guardate, adorate, invidiate diviene un modo di vivere. Aspirare ad avere sempre di più, una necessità che si alimenta da sola. L’applauso, il riconoscimento continuo divengono essenziali nella loro vita. Adulte in fretta. Fuori dal mondo dell’adolescenza e proiettate nel mondo fabbricato per loro dagli adulti.

Ragazze istruite a piacere, succubi di modelli indotti dai media. Trasmissioni e spot pensati per far sognare e far divenire delle star. Ragazzine tra i nove e i dodici anni spinte a vestirsi, sognare e vivere come delle dive. Pensare di divenire come Hanna Montana o famose come i cantanti o i ballerini di  Amici, o di far parte del mondo di Patty inizia ben presto a far parte dei loro pensieri. Lontane dal mondo con i toni più pacati e normali che le accoglierà e vedrà le loro profonde frustrazioni. Poiché solo alcune di loro, forse, dopo molti sforzi riusciranno ad essere delle “dive”, magari sicuramente ricche, ma non per forza felici, e di tutte le altre che ne sarà?

Quando i loro sogni si polverizzeranno nello scontro con la realtà, come riusciranno a percepire il valore di una vita che non passa attraverso queste strade? A dare uguale importanza a situazioni, lavori e ruoli che non mettono sotto i riflettori e non fanno avere applausi. E’ difficile ad un’età come la loro poter metabolizzare in modo costruttivo percorsi così complessi,difficili anche per gli adulti. Quindi sarebbe opportuno ricordare ai genitori di valutare quanto può essere distruttivo proporre al figlio/a un sogno che non è il suo e soprattutto non è in linea con la sua età.
 

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