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Libertà di rompere le scatole

Difendiamo i Troll da Beppe Grillo

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Il Troll, un essere maligno che popola le leggende norreniche, indica comunemente quegli utenti del web che stanno in Rete per fare casino, indispettire gli altri, generando litigi infiniti grazie al loro comportamento scorretto.

Beppe Grillo ha denunciato pubblicamente i Troll che infestano il suo blog, evocando non meglio identificati pagamenti ai suddetti scocciatori da parte di qualche centrale esterna al suo network. Ma da profondo conoscitore del web quale si professa, Grillo dovrebbe anche essere riconoscente ai Troll.

La presenza dei Troll, col tempo, servirà ad abituare i grillini a tollerare il dissenso. Con le loro identità liquide e sempre al confine con i fake, i Troll serviranno a democratizzare il blog di Grillo, rendendo la comunicazione interna multidirezionale più che unidirezionale com'è adesso. In un certo senso, saranno utili a stemperare l'eccessivo liderismo del movimento.

Sopportare e gestire con leggerezza e ironia i Troll vuol dire avere uno spirito antiautoritario, com'è quello di Internet. I Troll d'altra parte non fanno altro che "provocare la rissa" come dicevano i coniugi Price nel loro insuperato manuale di scrittura web, "Hot Text!". Di conseguenza favoriscono anche incosciamente la partecipazione e la condivisione di informazioni.

Nei forum o sui social network, i Troll sono spesso attivi nello smascherare i fake o nel denunciare il comportamento di certi "moderatori" troppo vittima del proprio ruolo. Per tutto e questo e molto altro, invece di arrabbiarsi, Grillo si faccia una risata. Siamo tutti Troll.

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