Diliberto, la maglietta anti Fornero e il video della discordia

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Diliberto, la maglietta anti Fornero e il video della discordia

22 Marzo 2012

Altro che “non l’avevo vista”, altro che “non me ne ero accorto”.  Oliviero Diliberto quella scritta La Fornero al cimitero, che campeggiava a caretteri cubitali bianco su nero sulla maglietta della manifestante davanti a Palazzo Chigi, l’ha vista eccome. Non solo perché ce l’aveva sotto gli occhi ed è davvero difficile che una frase tanto brutale e feroce passi inosservata, ma anche perché con quella signora ci ha chiacchierato, scherzato e parlottato per cinque minuti abbondanti.

A sgamare e sbugiardare il segretario Pdci ci ha pensato Youtube, che diffuso in rete il video che lo vede intrattenersi amabilmente con la signora. Nonostante l’evidenza dei fatti lui continua a fare orecchie da mercante – "Io non ho nulla di cui scusarmi non indossavo io la maglietta" – e addirittura se la prende con la Fornero che ieri aveva risposto (più che comprensibilmente) con sdegno all’offesa con un suo comunicato: "La Fornero mi sembra un po’ nervosa – ha dichiarato al programma la Zanzara – il fatto che la Cgil non abbia firmato l’accordo la innervosisce e alza il tiro su argomenti come quello della maglietta per non parlare delle misure del governo. Dovrebbe essere lei a chiedermi scusa per le parole che ha usato su di me".

Altra intervista, questa volta rilasciata ieri a Radio 24, altra scena ai limiti del paradosso: "La Fornero è intervenuta prima di quello che io ho dichiarato se io fossi stato la Fornero avrei fatto almeno una telefonata per accertarmi della realtà dei fatti prima di fare certe dichiarazioni”.

Ma è proprio la realtà dei fatti, con quegli scherzi e quelle chiacchiere annesse, a dirci esattamente questo: quella scritta il caro Diliberto l’ha vista. Certo che l’ha vista. Il video che mostra il suo sguardo rapito dalla frase sulla maglietta non mente, i due erano l’uno di fronte all’altro. Lui però si rifiuta di ammettere.

Il punto è che nell’era di internet e dei social media tutto è sotto gli occhi di tutti, senza filtri, mediazioni, interpretazioni. La forza di un’immagine, di un video che racconta meglio di tante parole ciò che in un preciso momento accade, è un documento difficile da disconoscere. E colpisce il fatto che certi leader un po’ datati, politicamente e ideolgicamente, non abbiano ancora capito – o imparato – che le bugie hanno le gambe corte, anzi cortissime.