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Dimissioni: quando arriva il giorno di Fini?

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“Non sono diventato presidente della Camera perché ho vinto un concorso. Quando si votò nel 2008 ci fu un accordo politico tra me e Berlusconi: se vinciamo tu vai a Palazzo Chigi, io a Montecitorio”, quindi “nel momento in cui si rompe quel patto io sono pronto a dimettermi nello stesso momento in cui si dimette Berlusconi”. Così Gianfranco Fini, in un'intervista andata in onda nella trasmissione Anno zero del febbraio 2011. Almeno stavolta manterrà la promessa?

 

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3 COMMENTS

  1. Dimissioni????? Pfuiiiiiiiii
    E’ tutto pronto. Pochi fedelissimi già lo sanno: appena dà l’addio, di corsa nell’ufficio di Gianfranco Fini per festeggiare la vittoria. Si brinda. (from Dagospia)

  2. Fini Pinocchio
    Un uomo che ha rinunciato ad avere un minimo di dignità, dopo aver mentito tante volte, continuerà imperterrito ad occupare una poltrona che non merita ma che ha svilito da quando l’ha occupata.

  3. DAL 14 DICEMBRE 2010 AL 12 NOVEMBRE 2011: GRAZIE GIANFRANCO
    Dichiarazione integrale rilasciata dal ministro uscente Gianfranco Rotondi: “Ho telefonato all’on. Italo Bocchino. La mia coscienza mi ha suggerito un gesto di galateo come i sindaci sconfitti fanno col vincitore: gli ho riconosciuto che ha vinto lui, perché Fini resta presidente della Camera e noi andiamo a casa. Onore al merito del combattente che ci ha battuto.”.
    Risposta de “Il Futurista”: No, caro ex ministro. Fini non ha vinto secondo la tua nobile ottica poltronistica per cui resta presidente della Camera. Fini ha vinto molto di più. In un clima politico degenerato e corrotto il presidente di Fli ha mostrato in tempi non sospetti dissenso nei confronti di leggi incostituzionali e soprusi di leadership sottraendosi al ricatto berlusconiano della presunzione di onnipotenza e sfidando se stesso in una battaglia ben più difficile. Una battaglia di dignità, che ha pagato con mesi di attacchi da parte dei mezzi di informazione “feltrusconiani”, con l’incomprensione interna e la finale fuoriuscita d parlamentari venduti al berlusconismo, con l’ingratitudine di altri deputati che non hanno voluto crederci fino in fondo.
    Una battaglia di coerenza, che parte dal principio ineludibile che non esiste maggiore incoerenza che rimanere arroccati su punti di vista superati, mentre la società è continuamente in movimento. Una battaglia di lealtà nei confronti di elettori
    che non hanno mai votato un bipolarismo malato dove il partito azienda di maggioranza è succube del suo azionista di riferimento. Una battaglia che il presidente Fini ha vinto grazie alla passione sua e di tutti coloro che lo hanno sostenuto, perché passano gli uomini, passano le poltrone, passa il potere, ma non passerà mai la passione.
    Quindi no ex ministro. Futuro e libertà ha vinto molto di più.

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