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Figli e figliastri

Diritto a manifestare: Black Bloc sì, Pro-life no?

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Speriamo che il prefetto di Bologna si renda conto in quale spiacevole contraddizione cadrebbe se decidesse di non autorizzare la veglia di preghiera dell’associazione “No194”. Sono stati i vertici del Pd locale, ti pareva, a chiedere al Prefetto di impedire la manifestazione pro-life che, secondo loro, “offende la cittadinanza”. Il rischio, aggiungono, è che ci siano “spiacevoli conseguenze di ordine pubblico e disagi”.

Perdonateci se ci sfugge quali mai possano essere le “modalità aggressive” di una veglia di preghiera. Ma al di là delle boutade progressiste, che un sorriso lo strappano sempre, ci preme invece ricordare al Prefetto quanto affermato di recente dal sindaco Pisapia: “il diritto di manifestare di chi era contrario a Expo,” ha detto il primo cittadino (e gli incappucciati del Blocco Nero che devastavano Milano ci sembravano contrarissimi), “è un diritto inalienabile”. A patto che si tratti di un “dissenso pacifico”, ha sottolineato giustamente Pisapia.

E cosa credete che sia la manifestazione della “No194” se non un atto di testimonianza non violenta? Per caso avete scambiato Bologna per una di quelle cittadine che lasciamo volentieri all’America più profonda dove si spara sui medici abortisti in una girandola, veramente folle, di odio ed estremismi reciproci? Beh, diamoci tutti una regolata che è meglio. Siamo in Italia, non alla Columbine. Casomai se c’è qualche pericolo riguarda antagonisti e affini i quali, con ogni probabilità, cercheranno d’impedire la veglia davanti all’Ospedale Maggiore con la moderazione che da sempre li contraddistingue.

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