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L'intervento

Disegno legge Zan: nessuno usi i bambini

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Nella discussione sul Disegno di Legge Zan, approvato dalla Camera e ora approdato al Senato, troppe volte distratti o maliziosi commentatori non fanno riferimento a quello che sta scritto nel testo ma alle bugie che vengono diffuse dai sostenitori della legge.
Basterebbe leggersi il bel testo pubblicato dal Centro Studi Livatino per capire quanto questo disegno di legge nulla abbia a che fare con la violenza e le discriminazioni, ma sia un goffo tentativo di criminalizzare tutti coloro che per esempio ritengono che i bambini abbiano diritto ad avere un padre ed una madre o si oppongono alla abominevole pratica dell’utero in affitto.
Proprio oggi tra l’altro Papa Francesco interviene su Repubblica per esaltare la figura del Magistrato martire Rosario Livatino, alla cui memoria ed al cui insegnamento si rifà il centro studi a Lui intitolato.
Prendiamo ad esempio l’art 7 così come approvato dalla Camera, con il quale si istituisce la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere…
In questa giornata il comma 3 dell’articolo prevede poi l’organizzazione di cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile a cui devono concorrere le scuole nonché le altre Amministrazioni Pubbliche.
Si tratta in sostanza di andare a spiegare nelle scuole che è reato rifarsi ai princìpi del diritto naturale, e dunque avanzare obiezioni alla teoria dell’identità sessuale “a la carte” descritta dalla proposta di legge Zan all’articolo 1, secondo il quale “per identità di genere si intende la identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’ aver concluso un percorso di transizione”. Tesi, peraltro, avversata anche dalle femministe e dalle stesse organizzazioni omosessuali femminili.
Davanti a questo arrogante manifesto ideologico, con tintinnar di manette per i dissidenti, il Senato della Repubblica non può cedere alle pressioni di lobbies potenti e organizzate e deve difendere con decisione i principi fondamentali contenuti nella nostra Costituzione laica e repubblicana.

Carlo Giovanardi, Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella

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