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Diventare Miss non è questione di culo

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Mentre in Senato la maggioranza si dissolveva sulla Rai, dalle piazze Grillo continuava ad agitare lo spettro dell’antipolitica turbando il sonno alla cosiddetta “casta”, in Calabria si consumava uno dei più violenti conflitti fra magistratura e istituzioni governative mai visti nel nostro Paese, gli italiani hanno passato mezza settimana col fiato sospeso tormentati da ben altri pensieri: è giusto o non è giusto che alle aspiranti Miss Italia si chieda di mostrare il culo?

Le esigenze di completezza di valutazione avanzate dai giurati si sono scontrate contro il muro invalicabile di una ostentata pudicizia in virtù della quale una zoomata sulle terga (in costume da bagno) di 101 fanciulle candidate a fare le reginette di bellezza avrebbe comportato il venir meno del “rispetto dell’essere umano donna”. Quindi vada per le tette (che rispetto ai glutei, sostengono i fautori della tesi avversa, è più frequente che siano passate per lo studio di un chirurgo), via libera come di consueto alle imbarazzanti domande in diretta perché una miss dev’essere innanzi tutto “bella dentro”, ma non sia mai che un operatore si permetta di indugiare anche un solo istante sugli attributi posteriori delle finaliste.

Roba da matti. Non solo e non tanto per la futilità del dibattito, perché da che mondo è mondo s’è visto di peggio. Ma soprattutto perché a prevalere, alla fine, è stato il partito dell’intransigenza. Sarebbe troppo facile aspettare i censori al varco del prossimo varietà in prima serata e relative scollacciate soubrette. Piuttosto vien da chiedersi: s’è visto mai qualcuno presentarsi a fare l’esame da avvocato senza bisogno di dimostrare le proprie doti in fatto di giurisprudenza?

(c.p.)

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3 COMMENTS

  1. Ma allora… può partecipare anche mia nonna!
    Mia nonna è una donna fantastica, colta, dinamica, elegante, fine e riesce ancora a ballare. Certo è scarsa di glutei, ma ora quelli non si devono guardare più!

    Pazzo, pazzo mondo…

  2. A questo punto, date le
    A questo punto, date le nuove regole, propongo di assegnare il titolo di Miss Italia a vita a Rita Levi Montalcini. Così risolviamo il problema una volta per tutte.

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