Dl anticrisi. Altolà di Fini: “Non ammissibili parti del maxiemendamento”

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Dl anticrisi. Altolà di Fini: “Non ammissibili parti del maxiemendamento”

23 Luglio 2009

"Non sono ammissibili le norme in tema di energia e sugli studi di settore contenute nel maxiemendamento del governo al decreto legge anticrisi, su cui sarà posta la questione di fiducia". A riferirlo è il presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’assemblea di Montecitorio, specificando che "pur rendendosi conto delle ragioni del governo, vi sono delicati profili di problematicità".

"Non posso non sottolineare – ha detto Fini nel suo intervento in Aula – che anche nel caso di questo decreto ci sia stato un consistente ampliamento dell’intervento normativo rispetto all’originario contenuto, anche durante l’esame in Commissione". Il presidente della Camera ha poi richiamato gli interventi in materia del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e ha sottolineato che il binomio tra maxiemendamenti e fiducia crea "difficoltà nel rapporto tra maggioranza e opposizione, Governo e Parlamento". Secondo Fini, per il futuro è necessaria una "riflessione sulla prassi di conversione dei decreti legge e quanto prima una regolamentazione della materia per un corretto rapporto Governo-Parlamento sull’iter legislativo".

Tutto il resto del maxiemendamento del governo è ritenuto ammissibile. Immediata la risposta del governo: "Condividiamo perfettamente le ragioni della presidenza" ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, rispondendo in aula a Montecitorio ai rilievi di Gianfranco Fini.

Il maxiemendamento del Governo prevede infatti nove varianti formali e tre correzioni sostanziali al testo approvato dalle Commissioni. Il ministro ha però precisato che le tre modifiche di sostanza riguardano la stretta sulle banche, la sanatoria per le new slot e il controllo del Parlamento sul budget della Corte dei Conti, nonché l’esercizio dell’azione disciplinare della magistratura contabile.

In particolare per quanto riguarda le banche, ha detto Tremonti, il testo della Commssione sarà cancellato "perché in contrasto con gli standard internazionali e le norme europee, fermo restando che dal punto di vista politico, l’intento espresso dai parlamentari viene assorbito dalla scelta di operare con un avviso comune per una forte moratoria del sistema bancario nei rapporti finanziari".

Fini ha quindi preannunciato la sospensione di 15 minuti della seduta. L’opposizione ha protestato perché il preannuncio della fiducia non è stato comunicato direttamente dall’Esecutivo in Aula.