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Documentario No Tav in Senato, “usato per criminalizzare polizia”

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E' polemica in Senato sul documentario No tav "Archiviato". Dice il senatore Carlo Giovanardi: "E' inqualificabile la richiesta del senatore Luigi Manconi tramite il Gruppo del PD di proiettare in sede istituzionale al Senato della Repubblica il documentario 'Archiviato' che richiama alcune delle pagine piu' tristi della storia del nostro paese quando era di moda stare 'ne' con le Brigate rosse ne' con lo Stato'. In questo caso il documentario propaganda la tesi delle presunte opposte violenze in Val di Susa dei dimostranti NO Tav e delle Forze dell'ordine aggredite dai dimostranti, citando l'obbligatorieta' dell'azione penale per reprimere ogni forma di violenza ma lamentando nel contempo che la Magistratura abbia archiviato le accuse nei confronti di poliziotti e carabinieri".

"Ringrazio il Presidente Grasso per aver riunito su un tema molto delicato il Consiglio di presidenza del Senato," scrive in una nota il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri a proposito della riunione che si è svolta in tarda mattinata a Palazzo Madama. "E' evidente che il Senato debba concedere le proprie sale per convegni e iniziative connesse all'attività dei gruppi parlamentari e che a tutti debba essere garantita libertà di espressione e di opinione - osserva a proposito dell'oggetto dell'incontro", osserva il senatore. "Tuttavia, deve essere chiaro che un conto sono le iniziative che fanno capo ai gruppi parlamentari, altro ciò che viene patrocinato dal Senato". "In particolare è singolare che il gruppo del Pd voglia patrocinare la proiezione di un documentario che potrebbe rivelarsi pesantemente denigratorio dell'azione delle forze di polizia, impegnate in Piemonte da mesi e mesi nell'ordine pubblico con uno sforzo che è costato numerosi feriti. Ciascuno può esprimere le proprie opinioni, ma è evidente che nell'ambito della protesta No Tav ci sono stati gravi episodi di violenza che hanno visto le forze di polizia come bersaglio. Mi auguro che il gruppo del Pd voglia riflettere sull'opportunità di un'iniziativa di questo tenore in una sala del Senato. Peraltro grazie alle iniziative di FI anche il Pd sta votando i nostri documenti parlamentari in materia di destinazione di risorse per il riordino delle carriere e il rinnovo dei contratti del comparto sicurezza-difesa", sottolinea. "I nostri carabinieri, i nostri poliziotti, di tutto hanno bisogno tranne che di documentari che li offendano. Siamo grati a chi in Piemonte e in ogni parte d'Italia difende la sicurezza dei cittadini e ci auguriamo che chi ha proposto questa iniziativa trovi altri luoghi dove esercitare una propaganda francamente inopportuna".

Sul tema interviene il senatore del Pd, Stefano Esposito, che dichiara: "In merito alla proiezione di un docufilm sui presunti abusi della polizia in Val di Susa e contro la presunta repressione giudiziaria del movimento no TAV, è necessario chiarire che tale iniziativa non è minimamente ascrivibile al gruppo del Partito Democratico del Senato". "In realtà l'iniziativa è stata autorizzata dall'ufficio di presidenza del Senato presieduto da Grasso, che ha stabilito che da oggi è a disposizione di tutti i senatori che ne faranno richiesta a titolo individuale, una sala nella quale sarà possibile organizzare proiezioni sotto la diretta responsabilità politica dei singoli richiedenti. Per quanto riguarda il senatore Manconi che ha richiesto la proiezione del docufilm sulla TAV, è da inquadrarsi come iniziativa personale. Vorrei segnalare quindi al senatore Gasparri che il gruppo Pd non è nè organizzatore nè attore di questa vicenda. Ed è bene precisare che tale docufilm non è solo, a mio giudizio, un attacco inaccettabile nei confronti delle Forze dell'ordine ma lo è anche nei confronti della Procura della Repubblica di Torino. Essa ha giustamente esercitato l'azione penale non nei confronti del movimento no TAV ma nei confronti di quelle frange violente che si sono impadronite del movimento e che nulla hanno a che fare con la protesta civile e democratica di quanti dissentono. Immagino tra l'altro - conclude Esposito - che con questo nuovo regolamento a breve verrà anche proiettato il documentario contro i vaccini che tanta polemica ha suscitato nei giorni scorsi". 

"Il senatore Esposito parla di cose che non conosce", ribatte Gasparri. "L'ufficio di presidenza del Senato non ha autorizzato alcuna iniziativa diffamatoria nei confronti della polizia. Io stesso ho fatto mettere a verbale la mia opinione critica circa la proiezione del documentario. Nel corso dell'ufficio di presidenza ci è stato detto con chiarezza che la sala è stata con insistenza chiesta dal vertice del gruppo del Pd al quale era stata rappresentata dalla Presidenza qualche fondata perplessità. Il Pd quindi ha fatto propria questa iniziativa come e' stato chiarito in maniera autorevolissima nel corso del consiglio di presidenza. Tant'è che il sen. Calderoli ha giustamente chiesto che quel gruppo mettesse il simbolo del partito a firma di questa iniziativa. Esposito, quindi, si rivolga ai vertici del suo gruppo e non a me che ho avuto anche il buonsenso di rappresentare privatamente ai suoi vertici in quale pasticcio si stessero ficcando. E' il suo gruppo e il suo partito, il Pd, che avallano il linciaggio morale delle forze di polizia. Se non è d'accordo può sempre cambiare partito e proporsi come assessore alla Raggi. In Campidoglio fanno fatica a trovarne e lui è un noto esperto di amministrazione romana". 

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