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Donne immigrate, entro luglio il Ddl

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Approvare il disegno di legge prima della pausa estiva e istituire al più presto la Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione delle donne immigrate in Italia: questo il traguardo fissato dai promotori dell’iniziativa, i senatori Alfredo Mantovano e Gaetano Quagliariello, dopo il semaforo verde al ddl arrivato in Commissione Affari Costituzionali (relatrice Elisabetta Alberti Casellati).

La prima stesura del disegno di legge risale all’autunno dello scorso anno, ma a riaccendere i riflettori su quello che Quagliariello ha definito “uno dei fenomeni più sconvolgenti di violenza pubblica e privata nel nostro Paese” è stato senza dubbio il processo di Brescia per l’uccisione di Hina Salem, la mobilitazione che ne è seguita e l’aggressione a Dounia Ettaib, vicepresidente dell’associazione delle donne marocchine in Italia.

Di qui la convinzione che, al di là di quanto accade nelle aule dei tribunali, debba essere la politica a dare una risposta, “altrimenti – osserva il senatore azzurro – le dichiarazioni di solidarietà, le richieste di incontro, persino la concessione di scorte rischiano di finire catalogate alla voce ‘ipocrisia’”.

A snocciolare le cifre che testimoniano l’esistenza di una questione non più differibile è stata, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama, la stessa Ettaib, che ha snocciolato i dati forniti da Souad Sbai, presidente dell’associazione, al Comitato Schengen che l’ha recentemente ascoltata. Il quadro, riferito alle immigrate marocchine ma che evidentemente suscita allarme per il fenomeno nel suo complesso, parla di un 86% di donne analfabete. Di un 80% di donne che non partecipa alla vita economica e civile. Di donne presenti da quasi vent’anni in Italia che non si vedono rinnovare il permesso di soggiorno perché i mariti, poligami, sfruttano la possibilità offerta dalla legge sui ricongiungimenti familiari per l’ingresso e la permanenza di persone diverse dalle legittime consorti. Per non parlare delle violenze.

“Credevamo – spiega Mantovano – che, anche sulla scia dell’omicidio di Hina, la nostra proposta potesse godere di una corsia preferenziale. E invece siamo ancora qui a chiedere che il Senato, centrosinistra compreso, la voti al più presto, per non perdere altro tempo prezioso”. Una cosa per il senatore di An è certa: “Deve cessare il paradosso per cui, ad esempio, la condizione delle donne marocchine oggi in Marocco è più favorevole di quella che vivono le loro connazionali residenti in Italia”. Le straniere, ha rilevato Elisabetta Alberti Casellati “vivono una doppia emarginazione, come donne e come immigrate. Ormai sono più di un milione e 300mila, non possono essere più considerate una ‘appendice’ dell’immigrazione maschile”.

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