Donne in politica crescono

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Donne in politica crescono

Donne in politica crescono

25 Marzo 2008

Buone notizie per le candidate alle elezioni politiche di
aprile arrivano da un rapporto presentato all’Onu a fine febbraio dall’Unione
Interparlamentare. Fondata nel l889, con sede a Ginevra , l’UIP e la più antica
organizzazione multilaterale che raggruppa 146 Parlamenti più 7 assemblee
regionali, con status di osservatore presso il Palazzo di vetro.

Secondo la ricerca effettuata, le donne parlamentari
continuano a guadagnare posizioni anche se il progresso è lento. Sull’insieme
dei legislatori, le donne sono il 17,7%; leggermente inferiore la percentuale
delle donne con portafogli ministeriali: 16,1%. Questo comunque rappresenta un
aumento del 2% rispetto al 2005. Interessante guardare queste cifre da vicino:
ci sono ormai 20 paesi dove le donne che siedono in Parlamento sono il 30%, e
crescono in quei Paesi che addirittura ne eleggono oltre il 40%, guidati dal
Rwanda con il 48,8% di elette seguito da Svezia e Finlandia. Il tradizionale
bastione del femminismo nord-europeo è comunque insidiato da Paesi più
tradizionalisti come Argentina e Costa Rica, con rispettivamente il 40 e il 37%
di elette.

Ancora, interessante è che oltre la metà dei Paesi che hanno
passato la soglia del 30% sono quelli in via di sviluppo che hanno raggiunto
questo traguardo applicando il sistema delle quote. La maglia nera va senz’altro
ai Paesi arabi, con una media regionale del 9%, con l’eccezione degli Emirati
che sono balzati dalla 0 al 22,5%. Il tutto precipita quando si parla delle più
alte cariche istituzionali, visto che su 150 Capi di Stato o di Governo solo il
4,5% sono donne.

Coraggio, dunque, c’è ancora molto da fare, soprattutto da noi. Mi
auguro che nel nuovo Parlamento vengano elette molte più colleghe rispetto alla
passata legislatura. Certo, con il ritmo attuale, arriveremo alla parità solo
nel 2050. Un traguardo francamente troppo lontano.