Dopo 161 anni l’inno di Mameli diventerà ufficiale
21 Luglio 2008
di Sara Panella
Sta per terminare la provvisorietà dell’inno italiano.
Finalmente dopo 161 anni di vita l’inno di Mameli riceverà il riconoscimento ufficiale dal Parlamento, grazie a due iniziative: una promossa al Senato dall’esponente del Pdl Romano Comincioli, l’altra a Montecitorio avanzata da Marina Sereni, capogruppo dell’Ulivo alla Camera nella XV legislatura.
Il testo, creato nel 1847 da Goffredo Mameli e suonato da Michele Novaro nello stesso anno, è divenuto assieme al Tricolore il simbolo del Risorgimento prima e dell’unità d’Italia poi.
Nonostante la sua lunga vita, l’inno è rimasto provvisorio perchè nessun atto formale nè del Parlamento, nè del Governo ne ha sancito l’ufficialità.
L’Inno di Mameli, ormai, lo cantano anche i calciatori della nazionale, dopo le polemiche che avevano investito gli azzurri per il loro ‘silenziò ai mondiali del 1994 e del 1998. La ‘svoltà nel 2002, ai mondiali in Giappone e Corea, dopo le sollecitazioni del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che in più di un’occasione aveva invitato tutti ad onorare i versi di Mameli sulle note del Novaro.
Ma proprio in quell’occasione scoppia un altro caso attorno all’opera di Mameli: l’arrangiamento rock proposto dalla cantante Elisa deve diventare la sigla delle trasmissioni televisive dedicate al mundial.
Nel 2000 aveva fatto scalpore la proposta, provocatoria, di Gianni Baget Bozzo di sostituire ‘Fratelli d’Italià con un inno a Berlusconi. E ancor prima la Lega aveva riacceso polemiche nate più di un secolo prima, rilanciando l’idea di sostituire ‘Fratelli d’Italià con il verdiano ‘Va pensierò.
