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Dopo la Moschea Rossa Musharraf è sempre più in bilico

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Ora che la presa della Moschea rossa è ormai completa, cosa resta del blitz e quali saranno le conseguenze politiche per il Pakistan e, soprattutto, per il suo presidente Pervez Musharraf? Il Capo dello Stato parlerà domani alla nazione in un messaggio quanto mai atteso. Musharraf dovrà spiegare come si è arrivati all'operazione militare, dovrà rendere conto del comportamento dell'esercito e spiegare perchè si è arrivati all'intervento soltanto in questi giorni e in queste modalità. %3Cbr />

La crisi della Lal Masjid nasce da lontano. Le prime schermaglie tra gli studenti della scuola coranica e il Governo di Islamabad risalgono al gennaio scorso: da allora è stata un'escalation, una vera sfida portata dagli estremisti islamici all'esecutivo centrale dal cuore della Capitale. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da provocazioni, rapimenti di civili da parte degli islamisti legati ad Al Qaeda e ritorsioni da parte delle autorità, eventi che sono culminati con l'assedio della moschea e il bagno di sangue che resta ancora difficile da quantificare vista la presenza di molti civili inermi nella struttura assediata.

Musharraf non poteva più tergiversare: la tattica di mediazione e conciliazione con gli estremisti islamici non reggeva più, alla luce di una sfida non più relegata alle regioni tribali del paese o nelle zone di confine con l'Afghanistan ma portata scientificamente nel cuore del paese. Quella degli studenti della Moschea Rossa sarà anche stata una “scelta irrazionale e suicida”, come l'ha definita il politologo pachistano Bakhsh Raees sul quotidiano algerino Al Watan, ma ha portato Musharraf alla più difficile delle scelte. Evitare lo spargimento di sangue - molto spesso di innocenti, vista la criminale strategia degli scudi umani - e in questo modo darla vinta agli islamisti e di pari passo perdere la faccia con l'Occidente o, invece, mandare un segnale di fermezza e di decisione? Il Presidente e Capo di Stato maggiore ha scelto la seconda via, quella impopolare, a costo di mettere a repentaglio la sua carriera politica.

E le critiche non sono mancate. Ma i rilievi mossi a Musharraf non sono puntati tanto sulla scelta di attaccare la Lal Masjid, quanto sulle modalità del blitz. Intervistato dal quotidiano francese Le Figaro, l'ex capo dei servizi segreti pachistani, il generale Asad Durrani, ha dichiarato che la moschea era piena zeppa di “kalashnikov e lancia-razzi, non proprio armi facile da reperire per dei normali studenti di umile origine” ma ha anche parlato di “un'operazione militare mal preparata”. “Da mesi - ha rivelato Durrani - si parlava di sostegni logistici da parte di Al Qaeda ma i servizi hanno fatto poco per raccogliere informazioni e infiltrare a propria volta i loro uomini”.

Quale può essere allora la ricaduta del blitz sui prossimi mesi del Presidente? A detta di molti osservatori, gli ultimi eventi hanno isolato ancora di più l'uomo forte di Islamabad che, nonostante il sostegno di Washington appena riconfermato nelle ultime ore, deve scontare il logorio di otto anni di Governo. Se a livello economico i suoi risultati sono incontestabili (crescita del Pil tra il 6 e l'8%, liberalizzazione delle banche e dei servizi, riduzione dei dazi sulle importazioni a fronte di un indebitamento pubblico che resta molto elevato), sul terreno politico le difficoltà sono maggiori. Il mandato di Musharraf, va ricordato, scade alla fine di quest'anno ma la sua popolarità è in costante calo. E la cosa più preoccupante è che questo avviene presso i settori più moderati del paese, quelli che ne hanno sostenuto la presa del potere e la linea di condotta negli ultimi anni. Il leader paga soprattutto il braccio di ferro che è culminato con la decisione di cacciare Ifitkar Chaudry, il procuratore generale della Corte Suprema, mossa che ha anche scatenato forti proteste di piazza. Dall'estero ha ripreso voce e credito anche l'opposizione incarnata dall'ex premier Benazir Bhutto: “Il regime di Musharraf non è capace di mantenere la promessa di realizzare una vera democrazia. Se si danno ai talebani altri cinque anni di vita truccando le prossime elezioni - ha attaccato la Bhutto dai microfoni di Sky News - allora lo spettro di una presa del potere da parte degli islamisti diverrebbe davvero concreta”.

Musharraf incassa e si prepara al contrattacco: nel discorso di domani ha già fatto sapere che illustrerà “una nuova strategia contro l'estremismo e il terrorismo” e spiegherà i dettagli dell'attacco alla Moschea Rossa. Con un pensiero al proprio destino politico ma anche alla sua vita: venerdì scorso è scampato ad un nuovo attentato, il quinto dall'11 settembre ad oggi.

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