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Dopo le nozze-boom di New York in America non serve più il Gay Pride

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Davanti alla Hall of Fame di Cleveland, lo storico museo del rock americano, quel pomeriggio c’era molta più folla e musica del solito. La città sul Lago Eire ospitava il gay pride dello stato dell’Ohio, manifestazione che negli Stati Uniti ha caratteristiche per certi versi uniche. Certo è colorato, allegro, variegato, pieno di musica, come le manifestazioni gemelle in Europa. Ma è anche uno spaccato della società americana. Vi si trovano per esempio gli stand delle chiese protestanti (link ad Alleluia) che sostengono i diritti e le richieste omosessuali, incluso il matrimonio. Chiese e congregazioni metodiste, episcopali, battiste o di altra natura, inclusa una “Arcidiocesi cattolica di Cleveland” la cui appartenenza alla Chiesa Cattolica è alquanto dubbia vista la sua partecipazione al gay pride cittadino.

Vi si trovano anche stand dei Veterans for equal rights, una associazione di ex militari omosessuali che promuove i diritti dei gay, sfoggiando con lo stesso orgoglio la divisa d’onore dei Marines e la spilla arcobaleno. Ci sono ovviamente i reduci hippy, oggi con i capelli bianchi e i nipoti al seguito. E ci sono i gay afro-americani, ma le due comunità bianca e di colore non si mescolano molto: nell’enorme spazio sul Lago Eire dove termina la parata, quasi tutti gli afro-americani stanno su uno dei prati vicino al palco del dj-rapper, e quasi tutti i bianchi dall’altra parte del parco ad ascoltare musica folk. Il gay pride a sua volta non rappresenta tutto l’universo omosessuale americano. Quella stessa sera in un roof party, una festa privata sulla terrazza di un condominio di eleganti loft, capita di chiacchierare con un altro tipo di coppia gay. Una coppia che non aveva partecipato alla manifestazione e ne metteva in dubbio l’utilità e l’opportunità, visto ormai il grado di accettazione e integrazione nella società americana, per lo meno nel nord degli Stati Uniti.

Ad ogni modo, tutta la comunità omosessuale aveva da festeggiare quel giorno, perché lo stato di New York aveva appena deciso di istituire il matrimonio per persone dello stesso sesso, il same-sex marriage, aggiungendosi ai cinque piccoli stati (Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont, più Washington D.C.) che già contemplavano questa forma di unione. La decisione dello stato di New York è stata importante per almeno due motivi. In primo luogo è il primo grande stato americano a muoversi in questa direzione, raddoppiando così la popolazione che vive in stati dove sono possibili i same-sex marriage. In secondo luogo, la legge è passata grazie al voto determinante di alcuni parlamentari repubblicani. Tradizionalmente è stato il partito democratico a battersi per questa riforma del diritto civile, e in generale per i diritti dei gay, a livello sia statale che federale.

Obama non si è schierato esplicitamente a favore dei same-sex marriage, anzi prima delle elezioni si era detto contrario anche per non alienarsi il sostegno degli elettori più moderati. La sua amministrazione ha però adottato diversi provvedimenti in favore della comunità omosessuale, tra cui l’abbandono in ambito militare della politica “don’t ask, don’t tell”, che consisteva in un tacito patto per cui i gay che si arruolavano non dichiaravano la loro omosessualità né veniva loro chiesto di negarla, sostituita da una esplicita accettazione delle reclute omosessuali nell’esercito. Anche nello stato di New York la legge sui same-sex marriage è stata sostenuta dal partito democratico, che controlla la Camera dello stato.

Approdata nel Senato a maggioranza repubblicana, il dibattito è stato lungo e acceso, con le associazioni contrarie alla legge che hanno promesso di contrastare alle prossime elezioni i parlamentari repubblicani che avessero votato a favore della legge. Alla fine tre repubblicani si sono schierati per il sì, consentendo l’approvazione del provvedimento. Allo stesso tempo il parlamentare democratico Ruben Diaz ha votato no, esprimendo la contrarietà della comunità latino-americana da cui è stato votato rispetto ai same-sex marriage. In una società in costante cambiamento come quella americana, anche le tradizionali posizioni rispetto ai diritti dei gay sembrano in evoluzione, con una riflessione apertasi in campo repubblicano e i democratici non più al 100% gay friendly.
 

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