Home News Dopo Ricucci bufera su Fazio e Caltagirone

Dopo Ricucci bufera su Fazio e Caltagirone

0
13

Non ha portato fortuna all’editore del “Messaggero” Francesco Gaetano Caltagirone e all’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, la pubblicazione a rate dei verbali di Ricucci risalenti all’epoca del suo arresto.

Come per incanto ridestata da un antico sonno, la magistratura romana, che pure i verbali li conosceva benissimo per esserseli fatti trasmettere svariati mesi fa da quella milanese, ieri ha deciso il oto costruttore romano, a capo di un impero editoriale che comprende anche “Il Mattino” di Napoli, insieme all’ex governatore di via Nazionale nel registro degli indagati con ipotesi accusatorie gravissime relative alla tentata scalata di Unipol nei confronti della Bnl: insider trading, aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza.

Insomma tutto quello su cui invece in un paese normale si chiederebbe a Bankitalia di vigilare per prevenire.

Le accuse scaturirebbero dall’attività investigativa svolta dalla Guardia di finanza, che ha inviato il 30 maggio scorso a piazzale Clodio una dettagliata informativa in materia di Unipol e dintorni. Poi si parla anche di dichiarazioni rese negli interrogatori da alcuni indagati. Cioè di pentiti del sistema Unipol. L’inchiesta dei pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli ha coinvolto anche i tre immobiliaristi Danilo Coppola, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto. Che Ricucci avesse già parlato con gli inquirenti è cosa nota a tutti visto che i suoi verbali inondano da giorni le prime pagine del “Corriere “ e della “Repubblica” che hanno iniziato praticamente lo stesso giorno la campagna stampa su Unipol. Ora sembra che abbiano vuotato il sacco anche gli altri due. E potrebbero presto arrivare altri avvisi, stavolta finanzieri e a politici della sinistra di governo.

Oggetto d’indagine è il cosiddetto “contropatto” costituito nell'estate del 2004 da immobiliaristi e finanzieri per contrastare chi guidava Bnl. Gli spagnoli del Banco del Bilbao erano allora interessati alla scalata che sembrava già cosa fatta grazie all'appoggio di Generali e Diego Della Valle. Al vaglio degli investigatori ci sono passaggi, ritenuti sospetti, di azioni tra soci del contropatto che avevano portato alla raccolta e alla vendita a Unipol di oltre il 27 per cento di Bnl con plusvalenze per decine di milioni di euro. In pratica un aggiotaggio in grande stile preceduto da un insider trading direttamente spifferato dagli altissimi piani di Bankitalia.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here