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Dopo tredici anni di attesa il sì della Giunta alla nuova rete scolastica

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Il documento atteso da tredici anni ieri ha avuto il via libera della Giunta regionale. Da sottolineare che il tutto è avvenuto sulla base di criteri concordati con l'ufficio scolastico Regionale e con le organizzazioni sindacali della scuola, ovviamente nel rispetto della legislazione nazionale. Circostanza non facile e soprattutto non scontata, in un momento di tagli e razionalizzazione delle risorse che hanno reso necessari, quando non imposto, sacrifici.

Ciò che conta, comunque , è il risultato e per la regione Abruzzo si tratta dell’ennesimo, importante, passo avanti. Perché il via libera al documento di Indirizzo per la programmazione della Rete Scolastica Regionale significa porre al centro dell’azione di governo l’obiettivo del miglioramento della qualità non solo del sistema dell’istruzione, ma anche della ricerca, della formazione e del lavoro. Obiettivo che non può prescindere da un rafforzato collegamento con il territorio.

“Un documento complesso - spiega l'assessore all'Istruzione Paolo Gatti - che è strettamente connesso alla necessità di costruire una efficace risposta ai bisogni educativi e sociali dei nostri ragazzi e delle famiglie. Le linee guida approvate prevedono, tra l'altro, l'istituzione di nuovi indirizzi di studio per le scuole secondarie affrontando un processo di cambiamento complesso – continua l’assessore - che pone le basi per una nuova offerta formativa regionale, rispettosa delle identità sociali ed economiche dei territori ma anche della situazione complessiva che il Paese sta vivendo”.

Migliorare l’offerta formativa, del resto, è il punto di partenza per costruire una società capace di affrontare e cogliere le opportunità dei profondi cambiamenti sociali che stanno avvenendo; compito della scuola è quindi quello di educare e orientare proprio la risorsa più importante: il capitale umano. Dalla capacità di quest’ultimo, infatti, dipende la possibilità di un territorio di generare sviluppo e attrarre investimenti. Ne consegue che il rafforzamento dell’istruzione e della formazione diventa un compito centrale per l’azione del governo regionale.

Dopo il sì della Giunta, la parola ora spetta alle Province: quelle che hanno riconosciuto e condiviso il documento fin dal mese di settembre, dovranno elaborare e rimettere i Piani provinciali al tavolo tecnico regionale che ne valuterà la compatibilità con il quadro normativo di riferimento prima del definitivo via libera da parte della Giunta regionale che dovrà avvenire entro fine anno.

L’assessore Paolo Gatti ha infine voluto sottolineare il proprio apprezzamento “per l'atteggiamento costruttivo di una parte dell'opposizione con la quale abbiamo anche apportato delle utili integrazioni”. Con un unico rammarico. E cioè il fatto che le note di elogio per il lavoro svolto non si sono tradotte in un voto positivo.

 

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