Dossier SISMI, Pollari: ora dico tutta la verità

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Dossier SISMI, Pollari: ora dico tutta la verità

09 Luglio 2007

“In questa atmosfera da regime,
sono disponibile a dire tutta la verità, difendendo nei fatti il ruolo mio e
del servizio”. Queste le parole con cui Niccolò Polari spiazza tutti.

E così,
al centro della bufera per la vicenda dei dossier sui magistrati e sugli
esponenti politici spiati, sollecita una commissione parlamentare di inchiesta
davanti alla quale potrà provare “che il Sismi ha soltanto servito il Paese,
senza violare le regole e senza rappresentare quella realtà che oggi viene
vista come eversiva”.

L’ex capo del Sismi preferisce non
parlare direttamente e chiede, dunque, al senatore Sergio De Gregorio,
presidente della Commissione Difesa, di fargli da portavoce: “Sarei felice di
poter raccontare la mia verità, nell’ambito di una complessiva
operazione-trasparenza, riguardo al Sismi dagli anni ’80 in poi”. E ancora
dichiara Pollari: “Potendo raccontare la storia di un Servizio e il ruolo della
politica sarei in grado, dalle rendition in poi, di aprire il capitolo dei
misteri italiani, compresi il sequestro Abu Omar, la missione Unifil in Libano,
le responsabilita’ dei massacri di bambini e civili, la mancata liberazione dei
soldati israeliani nelle mani di Hezbollah e delle fazioni palestinesi, e la
storia degli ultimi ostaggi italiani”.

Ma oltre a calarsi nel ruolo di
portavoce, De Gregorio fa molto di più e, nel suo blog, con toni espliciti,
esorta l’ex capo del Sismi a raccontare i segreti della politica”. “Vista la
macelleria indegna del servizio – prosegue – consiglierei al Generale di
rendersi protagonista della più imponente operazione-verità della storia della
Repubblica, rinunciando alla propria innata riservatezza”. Infatti Pollari “ha
servito il paese e mai ha immaginato di spiare giudici o giornalisti. Assistere
al massacro di un uomo che ha consentito all’ Italia e agli italiana di vivere
in casa propria difesi dall’ aggressione del terrorismo di Al Qaeda, risolvendo
all’ estero questioni delicatissime per il paese e la politica, è uno spettacolo
indecente”.

Secondo De Gregorio bisognerebbe infatti
“uscire dalle strette mura del Copaco. Non si può promuovere la ricerca della
verità all’interno di un organo in cui sussiste il vincolo del segreto per i
commissari. La disponibilità di Pollari va accolta senza tentennamenti e deve
servire a mettere la parola fine a questa stagione di veleni”.

Dall’intervento De Gregorio,
diffuso ieri pomeriggio, si sono inevitabilmente riaccese numerose polemiche. Il
presidente del Copaco (Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti
italiani), Claudo Scajola, dichiara che “é utile e urgente verificare le carte,
capire la verità è interesse di tutti. E’ necessario capire cosa c’é dietro l’
intera vicenda. Non intendo entrare in polemiche e strumentalizzazioni, che non
fanno bene a nessuno. Intendo, invece, condurre il Copaco a un sereno, serio e
approfondito esame delle carte”. Intanto il vice presidente del Comitato, Massimo
Brutti, definisce di “estrema gravità ” le parole di Pollari e chiede
che siano attribuiti al Copaco poteri “più penetranti” per accertare a tutti i livelli
le responsabilità. Dichiara che “se l’ex direttore ha da rivelare delle verità
delle quali non ha finora parlato dinanzi agli organi istituzionali che si sono
occupati delle attività del Sismi, venga al Copaco e dica ciò può servire a
tutela della verità e della democrazia”. Mantovano (An), invece, chiede che il
comitato diventi commissione d’inchiesta sui dossier del Sismi. Questa
intelligente proposta è legata all’essenza stessa dell’organo, che nasce nel
1977 per verificare che l’attività dei servizi segreti italiani (SISMI e SiSDE)
si svolga nel rispetto delle finalità istituzionali stabilite dalle leggi.