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Doug Casey non ha dubbi: “L’Europa dei burocrati è destinata a fallire”

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“L’Unione Europea è destinata a fallire”. Doug Casey, noto scrittore americano, in una intervista all’International Man, ha detto di avere pochi dubbi sul futuro dell’Unione Europea: l’Europa “dei burocrati” così concepita ha le ore contate. “L'UE è stata costruita su fondamenta di sabbia, destinata a fallire fin dall'inizio. L'idea di tenere insieme popoli così diversi come svedesi e siciliani, i polacchi e gli irlandesi è stata concepita male. Ci sono differenze linguistiche, religiose e culturali, e nello standard di vita. Costruzioni politiche artificiali come questa non durano mai a lungo”.

E, sempre secondo Casey, a testimonianza della veridicità della sua “profezia” ci sarebbero i fatti. “Il mercato libero in realtà è di un'idea arbitraria di "commercio equo", che equivale a regolare tutto”. E questo “oltre alle sue disastrose conseguenze economiche, crea malintesi e confusione nella mente della persona media”. Bruxelles altro non è sen non “un altro strato di burocrazia in cima a tutti gli strati nazionali e strati locali per la media europea a cui affrontare”. Unire popoli così diversi ha provocato e rafforzato “forze centrifughe” all'interno di questi paesi europei: in Spagna, i baschi e i catalani vogliono spaccarsi, e nel Regno Unito gli scozzesi vogliono rendere il Regno Unito un po’ meno unito. Anche in Belgio, sede dell'Unione europea, le probabilità che le Fiandre arrivino a chiedere l’indipendenza sono molto elevate”. Ecco perché, secondo lo scrittore americano, la Brexit sarà presto in buona compagnia: “La Brexit è l'inizio della fine. Altri paesi lasceranno l'Ue. Il prossimo potrebbe essere l'Italia e se Marine Le Pen vince le elezioni, anche la Francia uscirà dall’Europa”.

E a chi si preoccupa che la fine dell’Ue possa provocare sconquassi nei mercati, risponde così: “Una volta che l'Ue si dividerà, ci saranno enormi opportunità di investimento. Liberare un'economia aumenta ovunque la prosperità e le opportunità”.  E a trarne vantaggio ci sarebbero non solo gli americani ma anche gli stessi europei. “Purtroppo – conclude Casey - la maggior parte degli americani sono abbastanza isolati. E gli europei sono così abituati al socialismo che afferrano ancora meno le opportunità economiche rispetto agli americani”.

Insomma, il quadro tratteggiato da Casey è chiaro: un istituzione artificiale ed estremamente burocratizzata non serve praticamente a nessuno. E i popoli europei se ne stanno accorgendo. Occhi puntati alla corsa all'Eliseo.

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