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Dpef,Tps ora ammette: “Il passo è rallentato”

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E Padoa Schioppa fece dietrofront. Le "preoccupazioni" di Almunia sui conti pubblici italiani sono ''da condividere", ha detto il ministro dell'Economia a Repubblica Tv, assicurando di riuscire a chiudere il 2007 "meglio di come Bruxelles ci ha chiesto".

''Né la commissione, né il Fondo monetario fanno i titoli dei giornali italiani di oggi - ha detto stizzito il ministro - Schiaffo o bocciatura non sono i termini che hanno usato queste istituzioni''. Parlando di Almunia ha aggiunto che "il suo giudizio è: non avete cambiato direzione ma avremmo gradito un passo più veloce".

Ieri era infatta arrivata la bacchettata su conti pubblici e Dpef della commissione Ue e del Fondo Monetario internazionale. “L’accusa” dell'Ue era chiara: l’Italia (insieme con altri cinque Paesi) non rispetta il Patto Ue, o meglio, non fa nulla per ridurre il deficit strutturale di almeno lo 0,5% del Pil l'anno. Ma il ministro, interpellato sull’argomento nel corso di un incontro sul federalismo fiscale, ha preferito trincerarsi dietro una sorta di no comment.

Oggi invece è arrivato il  commento del numero uno di via XX Settembre: sul risanamento dei conti pubblici ''il passo è leggermente rallentato''. ha ammesso. Aggiungendo poi che  ''non abbiamo cambiato direzione, né ci siamo fermati''.

Il ministro ha detto che l'obiettivo del bilancio in pareggio poteva essere ''più veloce'' ma il Governo ha deciso di destinare 6,5 miliardi ad altri obiettivi con il recente decreto e il ministro è ''pienamente convinto di questa decisione''. In ogni caso ''per il 2007 il Dpef contiene un obiettivo piu' ambizioso di quello concordato con Bruxelles''.

E ancora: "Prevediamo di chiudere il 2007 meglio di come Bruxelles ci chiede di fare".

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