Draghi a Bruxelles: Agire subito su energia o vincerà Putin

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Draghi a Bruxelles: Agire subito su energia o vincerà Putin

Draghi a Bruxelles: Agire subito su energia o vincerà Putin

21 Ottobre 2022

Mario Draghi a Bruxelles non usa mezzi termini. L’Europa “deve mettere a disposizione degli Stati un fondo comune non solo per gli investimenti ma anche per i mitigare i prezzi”.

Un passo in più rispetto al tetto al prezzo del gas che divide i partner della Ue. In un momento critico per le economie nazionali, tra caro energia e la recessione in arrivo.

“I Paesi devono avere lo stesso spazio fiscale non solo per una questione di solidarietà ma anche per salvaguardare il mercato unico”.

Altrimenti, aggiunge Draghi a Bruxelles, se l’Ue si divide, sarà una vittoria per Putin.

Il vertice Ue andrà avanti fino a notte inoltrata.

È l’ultimo intervento di Draghi a Bruxelles, da premier italiano al Consiglio europeo.

Per il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, “Non sarà facile ma ci sono tutti gli elementi per arrivare a un accordo. Dobbiamo mandare un messaggio forte ai nostri cittadini”.

Mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha ricordato che “sul tavolo ci sono due proposte per un tetto ai prezzi: il price cap al Ttf e al gas per la produzione dell’elettricita’”.

L’intesa sembra ancora lontana, nonostante i passi avanti rispetto al vertice di Praga. I Paesi europei però restano divisi sul price cap.

Tra chi vorrebbe prendere questa misura e chi la considera una minaccia alle forniture.

Il cancellierr austriaco Nehammer, la ha sintetizzata così. “Sempre meglio avere il gas a un prezzo alto che non averlo proprio”.

La paura è che con il price cap il gas vada a finire in Asia.

Sul tavolo c’è la ipotesi spagnola con gli stati che interverrebbero a calmierare il costo delle bollette. Lasciando ai fornitori la possibilità di vendere il gas a prezzo di mercato.

Ma per farlo, perlomeno nel nostro Paese, servirebbe un fortissimo sforzo fiscale.

Germania e Paesi Bassi restano contrari al price cap, seguendo politiche stataliste per la crisi energetica, dopo averle criticate ad altri in passato.

“Siamo il più grande sostenitore dell’Europa, paghiamo il 26% del bilancio europeo. E abbiamo sviluppato meccanismi di solidarietà comuni, quali il Next Generation Eu. Tra l’altro molti di quei fondi non sono stati ancora usati e si devono usare”, attacca il tedesco Scholz.

“Non dobbiamo mettere a rischio l’approvvigionamento”. La Germania chiede di diversificare i fornitori esteri.

Per l’olandese Mark Rutte, “dobbiamo dare mandato alla Commissione di valutare ulteriori opzioni”.

Si continua a negoziare mentre ad essere minacciato è il patto franco-tedesco simbolo dell’unità europea.

Macron ha incontrato i colleghi di Spagna e Portogallo per decretare l’abbandono del progetto di gasdotto dalla Spagna alla Germania.

Chiedendo invece un Corridoio dell’energia verde che colleghi Portogallo, Spagna e Francia con la rete energetica dell’Ue.