Droga. Distribuivano cocaina nel centro-nord Italia, arrestati 20 albanesi

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Droga. Distribuivano cocaina nel centro-nord Italia, arrestati 20 albanesi

08 Luglio 2009

Il "cervello" in Albania, le centrali operative nell’hinterland milanese, a Rimini e in Valle d’Aosta le diramazioni in tutto il nord e il centro Italia. Così un’organizzazione di albanesi gestiva un vasto traffico di cocaina, che proveniva dall’Olanda per poi essere rivenduta sul mercato italiano.

Ad incastrare la banda è stata la guardia di finanza di Aosta, coordinata dal pm Pasquale Longarini. Il bilancio dell’operazione, denominata "White eagle", è di 23 provvedimenti restrittivi (18 in carcere e 5 arresti domiciliari), di cui 20 eseguiti.

Il clan originario della zona di Tropoje, nord dell’Albania, ordinava la droga a dei connazionali residenti in Olanda, la portavano in Italia tramite corrieri e poi la smerciavano attraverso parenti o connazionali ma anche pusher italiani. A gestire tutto dalla madre patria un potente boss albanese, che richiedeva le partite di cocaina all’ingrosso, contattava acquirenti e venditori, stabiliva i prezzi e le modalità di consegna.

In Italia il principale referente era Sokol Gjoli, 32 anni, residente a Sarre (Aosta): sotto di lui l’organizzazione era strutturata su vari livelli, fino ad arrivare ai corrieri e agli spacciatori al dettaglio. Una volta in Italia la droga veniva nascosta in Valle d’Aosta e spostata, a seconda delle richieste di mercato, a Milano e a Rimini, da dove ripartiva per Varese, Firenze, Perugia, Pesaro, Roma e altre zone del nord e del centro Italia.

Spesso le cessioni avvenivano in conto vendita: eventuali disaccordi sui pagamenti dovevano essere regolati in Albania per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine italiane. Dell’organizzazione facevano parte anche due valdostani e un milanese, due arrestati e uno ai domiciliari, con ruoli di secondo piano. I vertici gestivano i traffici con grande cautela: la droga durante i viaggi veniva nascosta in intercapedini ricavate dalle auto, principalmente nel vano air-bag.

Le indagini della guardia di finanza di Pollein erano iniziate nell’ottobre scorso dopo il fermo di un piccolo spacciatore. Poi sono cominciate a diventare complesse, e c’è voluto l’ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche, ma anche di telecamere fisse. Gli agenti hanno così scoperto che la centrale di smistamento dei traffici era principalmente in Valle d’Aosta: in un caso i finanzieri, mascherati da turisti con tanto di racchette da neve, sono persino riusciti a recuperare 375 grammi di cocaina nascosti in un muretto a secco in un paese della periferia aostana. Altra droga era stata sequestrata in un blitz ad Aosta e a Fano. In totale l’operazione ha permesso di sequestrare oltre 2 chili di sostanza stupefacente, oltre a 7 auto utilizzate dai corrieri.

"Eliminate braccia e gambe dell’organizzazione, ora non resta che prendere il cervello", commentano gli investigatori.