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Dubbi sulla moralità del moralizzatore Di Pietro

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Per il Pd di Walter Veltroni l’apparentamento con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro sta rivelandosi un boomerang. E questo non solo perché la figura dell’ex pm di “mani pulite” ha fatto storcere il naso a tutti i garantisti e riformisti presenti nel nuovo partito veltroniano. “Ma anche” perché il grande moralizzatore della politica italiana si ritrova di nuovo sotto inchiesta con accuse pesantissime che vanno dal falso in atti pubblici alla truffa aggravata di contributi erogati dallo stato alle formazioni politiche. Accuse tutte da dimostrare e per le quali c’è stata anche un richiesta di archiviazione, non accolta dal gip, da parte della procura di Roma. Richiesta in realtà motivata con il fatto che la legge sul finanziamento pubblico dei partiti non prevede precise fattispecie penali sull’utilizzo dei soldi erogati dallo stato. Insomma una lacuna normatica che potrebbe salvare l’ex eroe di “tangentopoli”. Ma che lascerebbe intatti tutti i sospetti “morali” sull’utilizzo di quei soldi.

Che nel caso dell’Idv assommano ormai a 22 milioni di euro.  E che, nelle tante denunce che hanno raggiunto Di Pietro (alcune squisitamente civili o politiche), si ritiene siano stati gestiti e utilizzati con criteri esclusivamente personalistici.

Il prossimo 27 febbraio davanti al gip romano Carla Santese potrebbe persino essere disposto un rinvio a giudizio per l’ex simbolo di “tangentopoli”. O peggio ancora essere chiesto un supplemento di indagine che rischia di rovinargli la campagna elettorale. Tutta puntata sulla moralità, la trasparenza e  perfino sulla perentoria richiesta di abolire ogni contributo per i partiti politici.

C’è da dire che Di Pietro è perseguitato anche da altre denunce di appropriazione indebita di quei fondi pubblici. Come quella degli eurodeputati Achille Occhetto, Giulietto Chiesa e Elio Veltri (ex amici che ora ne dicono peste e corna ai microfoni di Radio radicale) i quali lo accusano di essersi intascato i cinque milioni di rimborso elettorale per le europee lasciando  a secco il famoso “cantiere”.

E proprio nella stessa data del 27 febbraio il parlamento italiano deciderà se aprire un’istruttoria per congelare i rimborsi elettorali dovuti all’Idv per le prossime politiche. Questo per evitare che per la prima volta in Italia siano pignorati i soldi della Camera dei deputati e del Senato della repubblica su precisa istanza di soggetti terzi.

Come se non bastasse tutto ciò, Di Pietro da giorni è bersagliato dai suoi ex sodali, non solo l’ex amministratore dell’Idv, Mario Di Domenico, il cui esposto ha generato l’inchiesta in cui è indagato, ma anche i tanti responsabili regionali silurati dal Tonino nazionale.

Il più duro con lui è stato Franco Romano, ex responsabile della Calabria, che lo ha praticamente accusato di essersi annesso tutte le clientele una volta appannaggio dell’Udeur.

In un’intervista a Radio radicale, Romano ha parlato anche di una new entry dell’Idv in Calabria, l’avvocato Armando Veneto, legale di mafiosi e esponenti della ‘ndrangheta, che nel 1979 aveva tenuto l’orazione funebre del boss Girolamo Piromalli e che per questo è anche citato negli atti della commissione antimafia.

Di Pietro ovviamente si difende e dice che tutte queste cose altro non sono che accuse già in parte scartate dalla magistratura civile e penale e parla genericamente di fango preelettorale buttato su di lui.

Restano alcuni pesanti rilievi a suo carico contenuti anche nell’esposto presentato da altri vecchi collaboratori alla fine della campagna elettorale del 2006. I quali accusarono l’Italia dei valori di essere gestita in maniera assai disinvolta, spesso non pagando neanche le contribuzioni a chi ci lavorava.

Come resta il mistero sulla società Antocri, dai nomi dei tre figli del magistrato (Anna, Totò e Cristiano), proprietaria di case poi affittate al partito e di investimenti immobiliari persino in Romania.

Il sospetto dei magistrati infilato nell’esposto di Di Domenico è anche sulla provenienza di quel denaro contante con cui gli appartamenti sono stati comprati e riaffittati al partito: non è che per pur caso le somme anticipate per integrare i mutui siano state direttamente prelevate dai finanziamenti pubblici?

Sotto accusa è anche lo statuto dell’Italia dei valori, già duramente censurato dal presidente della prima sezione del tribunale civile di Milano, Giuseppe Tarantola, il quale si mostrava assai meravigliato che “venisse consentito al fondatore di approvare i rendiconti preventivi e consuntivi per milioni di euro” . Praticamente senza alcun controllo. Come a dire: lo statuto dell’Idv permetteva a Di Pietro comportamenti contrari alla legge civile. E forse anche a quella penale.

Magari nulla di illecito è mai stato commesso, però la trasparenza amministrativa dell’Idv con queste premesse sembra non essere superiore a quella di tante altre forze politiche. E rischia di ridicolizzare una campagna elettorale, come quella voluta dall’ex pm, tutta centrata su ben diversi “valori” di legalità di quelli di cui parlano i documenti contabili in mano ai giudici e al parlamento italiano.

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16 COMMENTS

  1. o ci fai o ci sei…
    “I fatti in questione derivano da una serie di denuncie presentate da uno dei simpatizzanti e soci aderenti all’Italia dei Valori che ha deciso di andare via perché non condivideva più la nostra politica, e ha messo in piedi un’infinita sfilza d’atti giudiziari, ben 13 in sede civile ed uno in sede penale. Tutte le cause in sede civile sono terminate e hanno visto soccombente e condannato alle spese processuali. Questo soggetto non ha nemmeno pagato le spese processuali a cui era stato condannato dai vari tribunali, ben 13, e gli è stata sequestrata e messa in vendita la casa, proprio perché non adempiva ai provvedimenti del giudice con riferimento alle sue false affermazioni negli atti di citazione proposti. Sempre per gli stessi fatti, questo soggetto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, che già dal marzo dell’anno scorso ha richiesto l’archiviazione per l’insussistenza dei fatti.” O lei è disinformato o è volutamente falso.

  2. ma per favore…
    informatevi prima di scrivere castronerie. di pietro è stato attaccato proprio dai giornali del buon berlusconi, guarda caso…mr. pluriprescritto. andate a vedere quantomeno l’altra fonte prima di scrivere questi articoli (nello specifico il sito di di pietro stesso, che spiega in maniera abbastanza chiara ed inequivocabile come sono andate le cose). questa campagna elettorale ahimé è ancora più squallida della precedente.

  3. Di Pietro
    E vai!!!!Questa poi non me l’aspettavo, anche Di Pietro è della CASTA? Spero di no. In ogni modo c’è da riflettere sulla lunga lista di presunte irregolarità in cui sarebbe incappato l’ex magistrato messe in luce dalla magistratura inquirente. E’ il caso che Di Pietro faccia autocritica?

  4. Ma lascia perdere
    Di Pietro è stato l’unico partito a rifiutare i finanziamenti politici di AUTOSTRADE SPA verso IdV, dato il palese conflitto di interessi del ministro delle infrastruttura, tutti gli altri partiti hanno accettato la “mazzetta” legale. Io sono fermamente convinto che DiPietro, persona che stimo, possa portare molti più vodi di quanti ne faccia perdere disturbando i pochi “garantisti a oltranza” che in ogni caso albergano tipicamente in forza italia e non nel PD. Tra l’altro, io NON condivido alcune scelte sviluppiste di DiPietro, come costruire la TAV a tutti i costi, ma non posso che attestarne l’alto profilo politico e morale. Se non la pensi così, forse è meglio che ti iscrivi all’UDC, UDEUR, PDL e altri ricettacoli di politici affaristi.

  5. Di Pietro è onesto, ma anche…….
    … ma anche spregiudicato. Essendo un grande esperto di leggi, pensa di poter fare tutto. I vecchi collaboratori scaricati non sono credibili. Ma Veltri si. E Veltri dice che dal 2002 Di Pietro si è circondato di persone poco raccomandabili. Senza contare che nel 2001 pur di raccattare voti, offrì dei posti in lista persino agli ultrafascisti di Fiore. Ma chi è senza peccato…

  6. di pietro
    E dagli all’untore! Nel caso l’untore quello vero sta nella stampa (si fa per dire) berlusconiana. Il mio voto è per Veltroni; quanto a Di Pietro la sua onestà non si discute, ci mancherebbe. Il bailamme odierno (Di Pietro fa paura ai disonesti, eh?) finirà come i precedenti… già una condanna è stata irrogata, come si sa, e soccombente è stato non il nostro Tonino, ma l’untore. In ogni caso non si dovrebbero pubblicare commenti anonimi Alfonso Antonio Scala Lombardo termoli faggi,165 86039 CB (Molisano d’adozione)

  7. Io penso che Antonio Di
    Io penso che Antonio Di Pietro e’ una persona seria, siamo in campagna elettorale e il pdl che sicuramente e’ in affanno ci sta riprovando come accadde in passato con Previti, Pacini Battaglia & company,contro Di Pietro. Piuttosto il pdl che parla tanto di liste pulite, come mai candida in puglia un ex parlamentare dell’udc eletto nel molise il 13 maggio 2001 e’ sta’ proprio dietro Giovanardi? Questo ex parlamentare e’ stato arrestato in una inchiesta denominata (Black Hole)
    malaffari nella sanita’ bassomolisana. Questo e’ un avviso per gli amici elettori Pugliesi. Attenzione!Attenzione!Attenzione!

  8. Non ho dubbi
    sulla onestà di Di Pietro. E sulla IDV. E’ un buon cane da guardia a favore dei cittadini. Una prova ancora una volta la abbiamo avuta ieri, e chiedo all’Occidentale perché non ne abbia dato notizia, cosa che ieri ha fatto il Corriere della Sera.
    Forse L’Occidentale censura ciò che può danneggiare il centrodestra? Riporto uno stralcio dell’articolo del Corriere della Sera firmato da Stella:
    “l’onorevole Vincenzo Nespoli, appartenente a quell’Alleanza Nazionale a parole schieratissima contro i privilegi castali dei parlamentari, ha presentato in commissione un piccolo emendamento da infilare nel decreto “milleproroghe”. Il quale a questo punto, per usare un’antica battuta di Giuliano Amato, è “l’ultimo treno per Yuma”. L’Unica legge destinata ad arrivare fino in fondo.
    Diceva questo emendamento, guardato con simpatia da uno schieramento trasversale di destra e sinistra, che per quanti avevano “ricoperto funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali” venivano riaperti fino al 31 marzo 2008 tutti i termini per presentare la “domanda di accredito della contribuzione figurativa per i periodi anteriori al 1 gennaio 2007”. In pratica sanava quasi tutto il passato. Un ritocco incredibile, dopo mesi di polemiche sui costi della politica.
    “Ah no, questo no”, si è messo di traverso il dipietrista Antonio Borghesi. E la cosa, non potendo passare se non col silenzio complice di tutti, è saltata. Breve pausa e ci hanno riprovato. Niente da fare. Altra pausa e nuovo tentativo.
    Per ora è saltato tutto. Per ora… – Gian Antonio Stella”

  9. ladri e…comunisti
    Uno che si qualifica soltanto come “Giovanni” dà del ladro a chi si allea con i(dice lui) comunisti;
    ha dimenticato i Previti, i Dell’Utri etc. che mi pare non allineati con i “comunisti”; ha dimenticato la P2 e ha dimenticato che la villa di Arcore è stata acquistata da una “sprovveduta e spaesata” Casati Stampa per un valore , all’epoca di 500 milioni (grazie all’avv. Previti), quanti ne sarebbero occorsi per un appartamentino nel centro di Milano:
    alfonso antonio scala lombardo

  10. Il furbaacchione Antonio di Pietro
    Don Baget Bozzo avrebbe ragione sul “fenomeno” Di Pietro, se l’ex-pm di Mani Pulite fosse davvero quello stinco di santo per il quale egli cerca di gabellarsi, approfittando della comune ignoranza. In effetti, anche Don Gianni, con un semplice “clic” può rapidamente documentarsi su chi è davvero Antonio Di Pietro: profittatore, nepotista, multiproprietario di appartamenti e terreni. Non certo coi proventi dell’attività di magistrato o di parlamentare. Un altro “clic”, et voilà, ecco spiegati anche i moduli gestionali (si fa per dire) di “Italia dei Valori”: un partito(o presunto tale) di cui Tonino è anima, e soprattutto corpo, quale capo di un triumvirato composto da lui medesimo, dalla moglie e da un’amica!
    In questo senso, la sola cosa davvero giusta affermata da Baget Bozzo è che i comportamenti del Di Pietro rivalutano in misura massima i meriti del fascismo storico (ma il concetto si potrebbe estendere ai comportamenti di Berlusconi, Veltroni, e “massime”, di Fini).
    Alla buon’ora!

  11. INSERISCONO MOLTO DEMOCRATICAMENTE I BLOG CHE VOGLIONO
    Gli affari di Di Pietro l’ho trovata sul Blog di Grillo, non ho capito chi l’abbia scritta e la riporto tale e quale. ho già scritto che trovo di Pietro una che la morale se l’è appiccicata addosso, l’italia dei valori è un’associazione privata composta da sole tre persone che gestisconoe controllano tutto il flusso dei finanziamenti. 22ml di euro di rimborsi elettorali dalla prima campagna elettorale di Di Pietro ad oggi, gestiscono inoltre un numero considerevole di operazioni immobiliarie, il tutto condito da bilanci poco chiari zeppi di spese non documentate.L’italia dei valori, nasce davanti ad un notaio ed è costituita da Di Pietro, Silvana Mura (che Di Pietro definisce sua carissima amica) e da Mario Di Domenico un avvocato, anch’egli amico, che farà ottenere la pensione d’invalidità alla sorella di Di Pietro, Pierina, a tempi di record.
    L’associazione (Italia dei valori) è blindatissima, per entrarvi è necessario essere autorizzati dall’assemblea della maggioranza dei soci, alla presenza di un notaio.Il presidente dell’associazione, Di Pietro, ha poteri assoluti, può approvare bilanci da solo, può decidere la linea politica, può decidere chi candidare.Mario Di Domenico, il terzo socio fondatore, dopo un po’ comincia ad avere delle perplessità, scopre che i 50ml di lire da lui versati all’inizio dell’avventura per finanziare il partito non comparivano nei bilanci, tenta di capirci qualcosa, ma alla fine ha paura possa rimanere invischiato in qualche impiccio e decide di andarsene perchè un giorno qualcuno avrebbe potuto dirgli che “non poteva non sapere”.Di Domenico viene allora sostituito dalla moglie di Di Pietro. Ora quindi, a gestire l’italia dei valori vi sono marito, moglie e un amica di vecchia data. Il figlio di Di Pietro è consigliere provinciale in Basillicata,

    la figlia Anna ha fatto praticantato giornalistico nell’ormai chiuso giornale dell’italia dei valori, per non dimenticare Cimadoro, cognato di Di Pietro, eletto in passato nelle liste dell’italia dei valori, aveva poi abbandonato per passare all’udeur, ora torna sui suoi passi e lo attende, per le prossime europee, un posto come capolista nell’italia Nord Est nel partito di Di Pietro …. Di Pietro a Mastella gli fa un baffo?Grazie ai “poteri assoluti”, Di Pietro ha deciso il trasferimento della sede di partito dalla Brianza a Milano, in un immobile sito in Via Casati 1a che, di li a poco, è stato acquistato da una società che si chiama AnToCri (Anna, Toto e Cristiano, i tre figli di Di Pietro), acquistato l’appartamento ha pensato giustamente di affittarlo al partito, l’anno seguente acquista un appartamento a Roma che diventerà la sede del partito nella capitale, anche in questo caso previo contratto d’affitto… un pizzico di conflitto d’interessi??? La tesoriera del partito, Silvana Mura, decide la regolarità del tutto, dimenticando di essere anch’ella coinvolta nella società AnToCri, il/ex compagno della Mura è amministratore della AnToCri.Per acquistare il patrimonio immobiliare della società intestata ai figli, Di Pietro ha fatto dei mutui, ma ha tirato fuori in contanti più di 1ml di euroin tre anni… Arrivato a Milano da magistrato Di Pietro non è che nuotasse nell’oro. Entrato in Politica, grazie ad intervento divino comincia ad acquistare appartamenti, coincidenza… forse.
    Due appartamenti a Bergamo, uno a Bruxelles, uno a Roma, e altri ancora, più una società immobiliare in Romania in società con Cristiano Testa. La masseria di famiglia è stata ingrandita, ristrutturata e sono stati aggiunti decine di ettari poi piantati a ulivo.

    Cristiano Testa è stato nominato nel consiglio di amministrazione di un autostrada che si deve costruire in Lombardia, guarda caso dopo che Di Pietro è diventato ministro delle infrastutture.L’essere iscritto all’italia dei valori, non da diritto di opinare sulla linea politica ne sulla decisione delle candidature ne, soprattutto, di chiedere conto del denaro dei finanziamenti o vedere i bilanci.Molti di coloro che hanno tentato di veder chiaro nei bilanci, sono stati costretti a lasciare il partito.Alle europee Di Pietro fece un accordo politico con Ochetto e Giulietto chiesa, i rimborsi elettorali ammontavano a 5ml di euro, la somma, dopo i risultati elettorali, era da dividere in due, ma essendosi Di Pietro con astuto ingegno, accollatosi l’onere di depositare il simbolo, il rimborso è per intero a nome di Antonio Di Pietro, che ha pensato bene di rifiutare il dovuto agli alleati. Il machiavellico Di Pietro pensa bene di far firmare prima delle elezioni e a tutti i possibili eletti, un documento in cui rinunciano ai rimborsi elettorali, che, ovviamente, sono destinati al partito e non ad un singolo, non è il caso, credo, delle europee di cui sopra.Sunto da un intervista a “Laura Maragnani”, giornalista di “Panorama” (negli anni di mani pulite manifestava davanti al tribunale di milano a sostegno di Di Pietro).(ho solo aggiunto qualche lieve coloritura)E’ possibile ascoltare l’audio al seguente link:LinkPrima della Maragnani parla Franco Romano, coordinatore dell’Italia dei valori a Catanzaro… anche questa intervista è interessante.

  12. Gli affari di Di Pietro l’ho
    Gli affari di Di Pietro l’ho trovata sul Blog di Grillo, non ho capito chi l’abbia scritta e la riporto tale e quale. ho già scritto che trovo di Pietro una che la morale se l’è appiccicata addosso, l’italia dei valori è un’associazione privata composta da sole tre persone che gestisconoe controllano tutto il flusso dei finanziamenti. 22ml di euro di rimborsi elettorali dalla prima campagna elettorale di Di Pietro ad oggi, gestiscono inoltre un numero considerevole di operazioni immobiliarie, il tutto condito da bilanci poco chiari zeppi di spese non documentate.L’italia dei valori, nasce davanti ad un notaio ed è costituita da Di Pietro, Silvana Mura (che Di Pietro definisce sua carissima amica) e da Mario Di Domenico un avvocato, anch’egli amico, che farà ottenere la pensione d’invalidità alla sorella di Di Pietro, Pierina, a tempi di record.
    L’associazione (Italia dei valori) è blindatissima, per entrarvi è necessario essere autorizzati dall’assemblea della maggioranza dei soci, alla presenza di un notaio.Il presidente dell’associazione, Di Pietro, ha poteri assoluti, può approvare bilanci da solo, può decidere la linea politica, può decidere chi candidare.Mario Di Domenico, il terzo socio fondatore, dopo un po’ comincia ad avere delle perplessità, scopre che i 50ml di lire da lui versati all’inizio dell’avventura per finanziare il partito non comparivano nei bilanci, tenta di capirci qualcosa, ma alla fine ha paura possa rimanere invischiato in qualche impiccio e decide di andarsene perchè un giorno qualcuno avrebbe potuto dirgli che “non poteva non sapere”.Di Domenico viene allora sostituito dalla moglie di Di Pietro. Ora quindi, a gestire l’italia dei valori vi sono marito, moglie e un amica di vecchia data. Il figlio di Di Pietro è consigliere provinciale in Basillicata,

    la figlia Anna ha fatto praticantato giornalistico nell’ormai chiuso giornale dell’italia dei valori, per non dimenticare Cimadoro, cognato di Di Pietro, eletto in passato nelle liste dell’italia dei valori, aveva poi abbandonato per passare all’udeur, ora torna sui suoi passi e lo attende, per le prossime europee, un posto come capolista nell’italia Nord Est nel partito di Di Pietro …. Di Pietro a Mastella gli fa un baffo?Grazie ai “poteri assoluti”, Di Pietro ha deciso il trasferimento della sede di partito dalla Brianza a Milano, in un immobile sito in Via Casati 1a che, di li a poco, è stato acquistato da una società che si chiama AnToCri (Anna, Toto e Cristiano, i tre figli di Di Pietro), acquistato l’appartamento ha pensato giustamente di affittarlo al partito, l’anno seguente acquista un appartamento a Roma che diventerà la sede del partito nella capitale, anche in questo caso previo contratto d’affitto… un pizzico di conflitto d’interessi??? La tesoriera del partito, Silvana Mura, decide la regolarità del tutto, dimenticando di essere anch’ella coinvolta nella società AnToCri, il/ex compagno della Mura è amministratore della AnToCri.Per acquistare il patrimonio immobiliare della società intestata ai figli, Di Pietro ha fatto dei mutui, ma ha tirato fuori in contanti più di 1ml di euroin tre anni… Arrivato a Milano da magistrato Di Pietro non è che nuotasse nell’oro. Entrato in Politica, grazie ad intervento divino comincia ad acquistare appartamenti, coincidenza… forse.
    Due appartamenti a Bergamo, uno a Bruxelles, uno a Roma, e altri ancora, più una società immobiliare in Romania in società con Cristiano Testa. La masseria di famiglia è stata ingrandita, ristrutturata e sono stati aggiunti decine di ettari poi piantati a ulivo.

    Cristiano Testa è stato nominato nel consiglio di amministrazione di un autostrada che si deve costruire in Lombardia, guarda caso dopo che Di Pietro è diventato ministro delle infrastutture.L’essere iscritto all’italia dei valori, non da diritto di opinare sulla linea politica ne sulla decisione delle candidature ne, soprattutto, di chiedere conto del denaro dei finanziamenti o vedere i bilanci.Molti di coloro che hanno tentato di veder chiaro nei bilanci, sono stati costretti a lasciare il partito.Alle europee Di Pietro fece un accordo politico con Ochetto e Giulietto chiesa, i rimborsi elettorali ammontavano a 5ml di euro, la somma, dopo i risultati elettorali, era da dividere in due, ma essendosi Di Pietro con astuto ingegno, accollatosi l’onere di depositare il simbolo, il rimborso è per intero a nome di Antonio Di Pietro, che ha pensato bene di rifiutare il dovuto agli alleati. Il machiavellico Di Pietro pensa bene di far firmare prima delle elezioni e a tutti i possibili eletti, un documento in cui rinunciano ai rimborsi elettorali, che, ovviamente, sono destinati al partito e non ad un singolo, non è il caso, credo, delle europee di cui sopra.Sunto da un intervista a “Laura Maragnani”, giornalista di “Panorama” (negli anni di mani pulite manifestava davanti al tribunale di milano a sostegno di Di Pietro).(ho solo aggiunto qualche lieve coloritura)E’ possibile ascoltare l’audio al seguente link:LinkPrima della Maragnani parla Franco Romano, coordinatore dell’Italia dei valori a Catanzaro… anche questa intervista è interessante.

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