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Dubbi sulla squadra di Gordon Brown contro il terrorismo

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Gli attentati falliti di Londra e Glasgow hanno subito messo alla prova la leadership di Gordon Brown. Il nuovo premier britannico ha ribadito che il paese non si lascerà intimidire dal terrorismo, ma sono in molti a mettere in dubbio la coerenza e la fermezza di fronte alla minaccia islamista di alcuni nuovi ministri nominati in dipartimenti chiave contro il terrorismo.

Brown vuole distinguersi da Blair per dare nuovo slancio alla leadership laburista ed ha sottolineato che il suo è un “gabinetto di cambiamento”.  Ciononostante, alcuni ministri sono già molto noti al pubblico per aver prestato a lungo servizio nell’era Blair. Jack Straw, già ministro dell’Interno e degli Affari Esteri, è diventato Lord Chancellor, un posto che racchiude le responsabilità del giudice più alto del paese con quelle di un ministro della Giustizia. Alastair Darling è stato promosso alla testa del dipartimento del Tesoro dopo aver ricoperto negli ultimi nove anni incarichi ministeriali alla sicurezza sociale, alle pensioni e ai trasporto. Un altro laburista con grande esperienza ministeriale alle spalle è Alan Johnson, designato alla Sanità dopo essere stato ministro dell’Istruzione pubblica, ministro dell’Industria e del commercio e ministro delle Pensioni.

Dunque, non si può dire che la squadra di Brown manchi di esperienza governativa. Ma Brown, proprio per un incarico così delicato in tempi di elevata minaccia terroristica, ha scelto una figura non di primo piano: Il nuovo ministro dell’Interno è Jacqui Smith che si trova per la prima volta a ricoprire un ruolo di tale responsabilità. Nella sua carriera è stata “junior minister” con delega alle pari opportunità e all’Istruzione scolastica.

I detrattori di Brown sostengono che la nomina di una donna a un ruolo tanto di spicco sia semplicemente una mossa propagandistica per contrastare le critiche che il neo premier ha subito per aver ridotto i ministri donna da otto a cinque. Ad ogni modo, la scelta della Smith è controversa. Brown ha intenzione di presentare una nuova legge anti-terrorismo che tuttavia potrebbe incontrare l’opposizione dell’ala sinistra del partito. In questo caso, sarebbe necessario un ministro di alta statura per difendere la nuova legge in parlamento e al pubblico. Fino al 28 giugno il ministro dell’Interno è stato John Reid, forte sostenitore della  linea dura di fronte alla minaccia terroristica. Grazie alla sua fermezza Reid godeva del favore popolare, ma i cattivi rapporti con Brown l’hanno convinto ad abbandonare l’incarico con la fine della premiership di Blair. Il Daily Telegraph ha bollato come “gioco d’azzardo” la scelta di Brown di nominare una persona di poca esperienza all’Interno, come responsabile della lotta contro il terrorismo.

Ma non è solamente all’Interno che la linea della fermezza di fronte al terrorismo potrebbe essere compromessa. Anche alla Difesa e agli Affari Esteri, Brown ha fatto scelte apparentemente contraddittorie. Come ministro della Difesa il nuovo premier ha mantenuto Des Browne; una mossa che potrebbe essere segno di continuità con quella che è stata la politica di sicurezza nazionale di Blair. Tuttavia, per gli Esteri Brown ha deciso di puntare in una direzione diversa, nominando ministro il 41enne David Miliband. Miliband è generalmente considerato un politico di grande talento e per qualche tempo è stato perfino considerato come un rivale di Brown alla corsa per la premiership. Ciononostante, dietro le quinte ha manifestato il suo disaccordo con la politica estera degli ultimi anni, specie sull’intervento in Iraq e sul sostegno britannico a Israele nella guerra dell’estate 2006.

Ancora più sorprendente è l’insediamento di Sir Mark Malloch Brown come sottosegretario agli Affari Esteri. In precedenza, Malloch Brown è stato vice di Kofi Annan alla segreteria delle Nazioni Unite e in questa veste ha spesso polemizzato con gli Stati Uniti. Durante il conflitto in Libano ha usato toni molto duri verso l’amministrazione Bush, al punto che l’ambasciatore americano all’Onu, John Bolton, ha chiesto Malloch Brown di scusarsi per aver insultato il popolo statunitense; richiesta puntualmente rifiutata da Malloch Brown.

Anche se è ancora troppo presto per stabilire come cambierà la politica anti-terroristica del Regno Unito di Gordon Brown, le modalità con cui ha dato vita al suo gabinetto non hanno dato l’impressione di una linea politica chiara e coerente.

 

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