Due stili diversi per il nucleare di Corea e Iran
14 Febbraio 2007
di Redazione
Due importanti notizie arrivano nello stesso giorno sul versante del
riarmo nucleare. La prima riguarda la Corea del Nord e ha le sembianze
di una buona notizia: il regime di Pyongyang sembra essersi piegato
all’idea di un compromesso che dovrebbe portarlo attraverso vari
passaggi alla rinuncia dell’atomica. La seconda arriva da Bruxelles, da
dove è trapelato un rapporto degli esperti di Javier Solana che giudica
ormai inevitabile la bomba iraniana. Il rapporto che doveva rimanere
segreto rivela che i ritardi della corsa di Teheran verso l’atomica
sono dovuti piuttosto a cause tecniche che non alla pressione delle
sanzioni Onu o della comunità internazionale.
Le due notizie vanno entrambe prese con le molle ma almeno rivelano
un diverso stile negoziale. Sul versante coreano ha funzionato il
duetto Cina-America che pur tra i loro dissidi hanno ritenuto
prevalente l’interesse a frenare le follie di Kim Jong-Il.
Sul fronte iraniano il quartetto europeo è invece in affanno.
D’altro canto che cosa aspettarsi da un negoziato in cui uno dei
protagonisti – Jaques Chirac – confessa candidamente di ritenere “non
particolarmente pericoloso un Iran con l’atomica”.
