E’ ancora Renzi vs D’Alema: “Lui e Berlusconi si amano”

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E’ ancora Renzi vs D’Alema: “Lui e Berlusconi si amano”

10 Settembre 2016

Renzi torna a ironizzare: “Berlusconi e D’Alema si amano, rispettiamoli”. Prosegue lo scontro Renzi-D’alema sul referendum, e così continua tra i due il botta e risposta a distanza. Per il presidente del Consiglio il nodo caldo di questi mesi è il referendum sulla riforma costituzionale che si terrà tra fine novembre e inizio dicembre: “La partita più grande è il referendum, dice, perchè non è in ballo un governo o la storia personale dell’uno o dell’altro. È in ballo la credibilità del Paese”. L’ex presidente del Consiglio la pensa in modo opposto, e sfida Renzi lanciando i Comitati per il no.

Da un lato Renzi che provoca D’Alema: “Quella che sarà sottoposta al referendum non è riforma che dà più poteri al premier. Di riforme che davano più poteri al premier ce n’erano due: una voluta da Berlusconi, una da D’Alema, ma non sono passate”.  

Dall’altro D’Alema che provoca Renzi.  D’Alema spiega che la sua posizione è condivisa da costituzionalisti come, “il professor Casavola, il professore De Siervo, il professor Onida, che non sono dei pericolosi estremisti e che non hanno distrutto nessun partito. E che non sono nemmeno iscritti al Pd, ma pensano che questa riforma è sbagliata e dannosa per il Paese”.

E ha poi dato la stilettata finale con il solito sarcasmo: “Alle battute peraltro ripetute che un giovane così creativo come il presidente del Consiglio dovrebbe cambiare non si risponde. Avremo occasione di fare dibattiti seri sulla Costituzione. Sulla Costituzione c’è libertà di coscienza, quando sono in gioco i valori fondamentali della vita democratica. La libertà è garantita a tutti gli iscritti e io mi giogo di questa libertà garantita dallo Statuto del partito“.

E poi di nuovo Renzi: “D’Alema ce l’ha con me perchè non l’ho nominato Alto rappresentante della politica estera europea. Io ero disposto a farlo, ma per quel ruolo ci voleva una donna, anche se si tagliava i baffi se ne sarebbero accorti. Ma il punto centrale è che io non credo si possa fare una battaglia politica per un risentimento personale: si fa politica per sentimento, non per risentimento”. 

Recentemente anche Bersani ha preso le distanze da D’Alema e dai Comitati per il no in vista del referendum costituzionale di autunno: “Io dico che i paletti sono che un partito ha il diritto-dovere di dare un’indicazione, che davanti a temi costituzionali c’è l’assoluta libertà di ciascuno di fare il suo ragionamento. Io faccio il mio, ma non faccio i comitati per il no”.

Renzi si è poi messo a rispondere anche ai toni di polemica della Cgil. “Io – spiega Renzi – sono per non personalizzare il referendum, ma guardiamo il merito della riforma, anche perchè se si personalizza si deve dire che Berlusconi vota no, Grillo vota no, Salvini vota no, votano tutti no, ci metto dentro anche D’Alema“. 

Le ultime parole di Renzi sono poi per Grillo. “Sono stato serio verso Beppe Grillo: nessuna polemica nessun insulto, nessuno gli sta rinfacciando le figuracce di Roma. Lui ci ha detto nei mesi scorsi che siamo un partito di corrotti. Ma io difendo l’orgoglio la dignità e l’onestà degli iscritti dei militanti del Pd che è l’unico partito di cui si discute. Noi sull’onestà non prendiamo lezioni da nessuno. La trasparenza c’è nella nostra riforma, c’è chi la scrive nel blog e chi la scrive in Costituzione.”

D’Alema ha replicato alle parole del premier. “Alle battute peraltro ripetute che un giovane così creativo come il presidente del Consiglio dovrebbe cambiare non si risponde. Avremo occasione di fare dibattiti seri sulla Costituzione. Sulla Costituzione c’è libertà di coscienza, quando sono in gioco i valori fondamentali della vita democratica. La libertà è garantita a tutti gli iscritti e io mi giogo di questa libertà garantita dallo Statuto del partito”.