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“E’ fallita la Ue, non l’Italia”

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Le promesse e le premesse non mantenute dall'Europa, la difesa del bipolarismo, un centro moderato non radicale, un ramoscello d'ulivo nei confront: di Raffaele Fitto: sono questi i punti cardine del pensiero di Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario del Pdl al Senato, che ieri mattina a Bari ha incontrato la stampa e, in se­rata, ha partecipato ad un convegno promosso da Alfredo Mantovano («nessun asse - ha precisato - ma par­tecipo in qualità di ospite, così come Mantovano partecipa agli incontri di Magna Carta»).

Un governo, quello di Monti, «ac­cettato» dal Pdl sull'altare della difesa dell'economiae della sovranità del Pae­se. «Ma l'Europa, - dice Quagliariello -alla prova da sforzo è fallita» Il motivo? «Il mancato tentativo di costruire una sovranità europea». In questo scena­rio, «è cambiata la natura dell'asse franco-tedesco che oggi non garantisce che se stesso». Conclusione: si è diffusa nei mesi scorsi l'analisi provinciale per cui «il caprio espiatorio era l'Italia» e che fosse sufficiente cambiare il ma­novratore (cioè Berlusconi) per rad­drizzare la barra. Può nascere un'Eu­ropa con un euro forte e uno debole? «Non posso escludere nulla, ma l'euro forte sarebbe l'area del marco».

Il Pdl appoggia il laboratorio-Monti, ma Berlusconi ha lanciato la campa­gna elettorale. Non è una contraddizione - spiega il senatore del Pdl - per­ché «questo è un governo di missione e Berlusconi si riferisce al fatto che man­cano 300 giorni lavorativi alla scadenza della legislatura». E i toni, nuovamente al di sopra delle righe, sui comunisti? «Dinanzi allo scenario della crisi - pre­cisa - la differenza tra la mentalità li­berale e quella di sinistra verrà alla luce».

Quindi, sostegno al governo Monti, «che ci sarà fino a quando questo go­verno sarà utile alla sua missione che è di salvare il Paese». Quagliariello va­lorizza l'unità del partito e lancia l'al­larme: «Smontare il bipolarismo signi­fica smontare il Pdl«.

Sul futuro di Berlusconi ha precisato che l'ex premier ha un obiettivo di fon­do: «Che il Pdl e la costruzione del partito dei moderati possa sopravvi­vere alla sua esperienza politica e che il bipolarismo sia una conquista stabile per l'Italia». E se su questa piattaforma alle «prossime elezioni si tornerà a vin­cere credo che un po' di meriti gli ver­ranno dati». Poi ha lanciato il monito alla Lega «a non rompere l'alleanza».

Infine Quagliariello non si è sottrat­to alle questioni interne del Pdl pu­gliese. A partire dal rapporto con l'ex ministro Fìtto: «Negli ultimi tempi io e Fitto abbiamo espresso analisi coin­cidenti su molti argomenti. Indubbia­mente questo ha il suo peso. Il con­fronto deve continuare. Si è fatto un tesseramento libero e ora ci sarà la stagione congressuale». Nessun asse privilegiato con Mantovano, ma l'au­spicio di congressi con un'unità reale e non fittizia, «Solo se ciò non dovesse avvenire - ha precisato - sarebbe pos­sibile pensare ad eventuali assi, ma ora è bene pensare all'unità del partito».

Infine una punzecchiata al centro­sinistra, a Vendola e Emiliano che «fin da quando sono stati eletti hanno pen­sato ad altri incarichi perdendo dì vista la propria squadra e il modo di com­portarsi di questa. Ma quest i nodi stan­no per arrivare al pettine».

Infine arriva la dichiarazione (poi smentita) di Emiliano contro Vendola. Non vorrebbe commentare, poi si la­scia sfuggire: «E' una buona notizia che la sinistra faccia a meno di Vendola».

(Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno)

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