E’ in Pakistan che si confezionano le bombe destinate all’Occidente
25 Marzo 2009
Il 29 Agosto del 1996 il Sunday Times riportava la notizia di un raduno di terroristi islamici in Inghilterra organizzato da Hizb-u-Tahrir, un organismo dedito alla propaganda che coordina varie formazioni islamiste, per raccogliere i fondi necessari al mantenimento delle famiglie dei "martiri" e disporre dei commando suicidi provenienti dai ceti più poveri e disperati del mondo islamico. Tredici anni dopo, Hizb-u-Tahrir torna a farsi viva. Il messaggio è sappiate che la maggior parte delle cellule dormienti di al Qaeda in Europa si trovano a Londra, Birmingham e Luton, e che preparano sanguinosi attentati in Occidente. Lo confermerebbero indiscrezioni trapelate da documenti riservati del ministero della Difesa inglese, dall’M15 e da Scotland Yard.
Nell’edizione domenicale del Daily Telegraph, il capo dell’M15 inglese ha parlato di “una minaccia diretta per la sicurezza nazionale” chiedendo una collaborazione più dinamica con i servizi statunitensi. Da circa 18 mesi, il 40 per cento dell’attività d’intelligence Usa contro il terrorismo si concentrerebbe in Inghilterra. L’ex agente CIA e consigliere di Obama sulla questione pakistana, Bruce Riedel, ha detto al Telegraph: “La comunità anglo-pakistana è considerata il miglior meccanismo a disposizione da Al Qaeda per lanciare un attacco contro gli Stati Uniti”.
La Cia è preoccupata soprattutto per le “rat-line” terroriste che passano in territorio inglese. Attraverso questi canali transitano armi ed esplosivi provenienti da aree del mondo dove si è combattuto o dove sono ancora in corso conflitti, luoghi in cui è praticamente inesistente ogni controllo sul materiale bellico. Se sei un malintenzionato e vuoi rifornirti di armi ed esplosivi c’è Darra, 45 chilometri da Peshawar, in una regione pakistana immediatamente a ridosso del confine afghano. E’ un villaggio composto da basse case in legno e in muratura che si affacciano su una main street che ricorda le cittadine del Far West. La regione del Zarghun Khel (la “Stirpe dei Zarghun” dal nome della tribù che vi risiedeva originariamente) domina un passo che, nella lingua locale, è noto appunto come Darra. Con il passare del tempo, il villaggio è diventato il “Darra Bazar”: il Bazar del Passo.
Già nel 1897, in seguito a un accordo fra le tribù Pathan e il governo di Sua Maestà, i discendenti di Zarghun avevano il permesso fabbricare delle repliche dei fucili Lee Enfield; oggi questa area tribale è diventato il principale polo per la costruzione di armi artigianali, di munizionamenti di piccolo e medio calibro, di dispositivi per esplosivi. Artigiani capaci di ricavare dalle testate di guerra i buster necessari per rendere più efficace qualsiasi innesco; mine anti-uomo e anti-carro, alcune smontate per recuperare le componenti principali come detonatori, buster, cariche esplosive. Dispositivi a strappo, a pressione, attivati elettricamente o attraverso radiocomandi ottenuti con l’adattamento di apparati radio o telefoni cellulari. Mine anti-uomo in plastica, utilizzabili, dopo opportune modifiche, per innescare cariche esplosive anche consistenti.
Tutta merce facile da contrabbandare. I detonatori hanno quattro centimetri di lunghezza, meno di 5 millimetri di diametro, qualche grammo di peso. I buster pesano qualche centinaio di grammi. E ancora accenditori meccanici in metallo o in plastica, più piccoli di un contenitore di rossetto per signora. Una mina anti-uomo può diventare una scatola di fondotinta per trousse , un detonatore può essere inserito nella scheda madre di un computer portatile, un accenditore a strappo può diventare un comune oggetto per contenere pillole medicinali, profumi o altri oggetti simili. Ecco perché i servizi inglesi e americani tengono gli occhi aperti sulle rotte del Terrore.
