E’ morto Gene Savoy, archeologo degli Incas

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E’ morto Gene Savoy, archeologo degli Incas

19 Settembre 2007

E’ morto l’archeologo ed esploratore statunitense Douglas Eugene “Gene” Savoy, che ha scoperto oltre 40 città perdute degli Incas e di altre civiltà precolombiane in Perù. Savoy ha dedicato oltre 50 anni della sua avventurosa vita allo studio e alla ricerca nella giungla delle civiltà precolombiane.

E’ morto nella sua casa di Reno, in Nevada, all’età di 80 anni. L’annuncio della scomparsa, dovuto a problemi cardio-vascolari, è stato dato dal figlio Sean Savoy, archeologo ed esploratore anche lui, a cui si deve, tra l’altro, tre anni fa la clamorosa scoperta, nelle Ande Peruviane, della più grande metropoli antica della giungla: 65 chilometri quadrati urbanizzati dai Chachapoyas risalenti al VII secolo.

Gene Savoy era famoso come “il vero Indiana Jones”, ovvero l’archeologo che aveva ispirato la saga cinematografica di Steven Spielberg e George Lucas interpretata da Harrison Ford, di cui in questi mesi si sta girando la quarta puntata. Savoy è diventato leggendario per aver scoperto in particolare cinque cittadine di pietra, probabili rovine del popolo preincaico dei Chachapoyaa, vissuto tra il VII ed il XV secolo d.C., la cui esistenza era prima considerata frutto di mere leggende.

Le cittadine, che si estendono lungo 100 chilometri quadrati, si trovano nella precordigliera andina della regione amazzonica di San Martin, nord-est del Perù, a 2800 metri d’altezza.  Gene Savoy era seguito nelle sue spedizioni da gruppi di aspiranti esploratori, che pagavano per stare con lui quando si addentrava nella giungla alla ricerca delle rovine Incas e preincaiche. Savoy era un archeologo dilettante balzato agli onori delle cronache per aver cercato, negli anni Sessanta, il luogo in cui sarebbe stata costruita la Fontana dell’Eterna Giovinezza, il sito dove venne nacosto il Tesoro di El Dorado ed era convinto anche che l’oro di re Salomone proveniva dal Sud America.

Si deve a Savoy la scoperta di alcuni tra i piu’ importanti siti archeologici in Perù. Tra gli altri, nel 1964, portò alla luce la fortezza di Vilcabamba, dove gli Incas poterono rifugiarsi durante l’invasione degli Spagnoli. Nel 1985 l’esploratore Savoy ha scoperto le rovine di Gran Vilaya, un complesso di oltre 20.000 edifici di pietra, situata a 1.800 metri d’altezza nella valle del fiume Maranon. I ritrovamenti archeologici di Savoy, iniziati nel 1957, sono stati sensazionali: tra essi anche quello della città di Chachapoya, un comprensorio composto da strade in pietra, rupi terrazzate, torri funerarie e molte altre strutture sacre. Oltre all’esplorazione della giungla alla scoperta delle rovine, Savoy organizzò spedizioni con l’obiettivo di dimostrare che le antiche civiltà erano state tra loro collegate grazie ai viaggi per mare. Il primo viaggio in questa direzione si svolse tra il nord del Perù e il Messico.

In un altro viaggio tentò di dimostrare i rapporti tra gli Egiziani, i Giapponesi, gli Incas e gli Ebrei, senza tuttavia riuscire ad ottenere i risultati sperati. Gene Savoy ha raccontate le sue avventure archeologiche in quattro libri.