“E ora subito la nuova legge o larghe intese per sempre”

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“E ora subito la nuova legge o larghe intese per sempre”

“E ora subito la nuova legge o larghe intese per sempre”

05 Dicembre 2013

Se si tornasse alle urne adesso ci sarebbe solo la certezza matematica dello stallo, nel 2014 bisogna fare le riforme «Certo che ho l’amaro in bocca! La lezione per noi, per tutta la politica. è che quando la corda la tiri troppo, alla fine si spezza». Il ministro delle riforme, la sera in cui muore il Porcellum, è l’uomo giusto da tenere d’occhio. Ora non ci sono più alibi, ora governo e parlamento devono correre.

Quagliariello, prima questione: il parlamento dei nominati, eletto sulla base di una legge incostituzionale, è ora delegittimato?

«Sciocchezze, basta leggere il comunicato della Consulta, dove è scritto chiaramente che "il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali"».

C’è un piccolo problema. Se la legge è incostituzionale come faranno a essere "convalidati" quelle decine di deputati ancora in attesa?

«Da domani fino a quando ci sarà il deposito della sentenza della Consulta, cioè tra alcune settimane, ci sono i tempi tecnici per convalidare tutti quanti».

Parliamo allora di politica. Questa sentenza accorcia la legislatura o allunga la vita al governo?

«La fine del Porcellum non blinda la legislatura in quanto tale, blinda la necessità di fare le riforme in questa legislatura. E rafforza il programma del governo Letta, facendo capire a chi faceva ancora finta di non vedere che il nostro è un governo di emergenza nazionale».

Parla ai suoi amici di Forza ltalia?

«A loro ma non solo. Mi riferisco a tutti quelli che puntano al voto anticipato. Ci rendiamo conto che la sentenza ci lascia nelle mani un proporzionale puro? Ai "falchi" di tutti i partiti faccio notare che, se si tornasse domani a votare, ora ci sarebbe la certezza matematica di un altro governo di larghe intese».

Dunque che fare? Portare la riforma alla Camera come vuole Renzi?

«Oltre alla legge elettorale nel 2014 dobbiamo approvare la riforma per cambiare il bicameralismo perfetto e ridurre il numero dei parlamentari. Chi può pensare che queste cose si possano portare a casa con una maggioranza à la carte?»

Dunque quale strada propone?

«Nei prossimi giorni dobbiamo lavorare a chiudere un accordo di maggioranza. Noi, come governo, daremo subito un segnale con un’iniziativa immediata, facendo ,partire la riforma del bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari».

Quando?

«Il disegno di legge l’ho bello e pronto, sta qui nel mio cassetto. Un minuto dopo che il Parlamento ci voterà la fiducia potrà essere presentato in Consiglio dei ministri».

E la legge elettorale?

«Ora non abbiamo più l’affanno della corsa, la "safety net" l’ha fatta la Corte costituzionale. Probabilmente il Parlamento l’avrebbe fatta meglio se non fossero prevalsi i soliti massimalismi. Comunque non escludo affatto, in caso di stallo, un disegno di legge del governo anche su questa materia».

Ripeto la domanda. Quale legge elettorale? È vero che avete già scelto il doppio turno di collegio?

«No. La legge che faremo dovrà accordarsi con la forma di governo e, su questo, sarà bene discuterne in maniera esplicita fra le forze politiche. Sulle preferenze o sui collegi si dovrà fare una scelta, entrambi garantiscono un rapporto più diretto fra cittadino ed eletto. La nuova legge dovrà per certo rispondere a quattro requisiti».

Avanti.

«Primo, abbandoniamo un’illusione: conoscere la sera stessa delle elezioni chi governerà è un auspicio, ma la certezza non si può avere finché saremo in un sistema parlamentare. Secondo: la legge dovrà agevolare la stabilità dei governi. Terzo: dovrà consentire all’elettore di conoscere e giudicare il proprio rappresentante e – quarto – dovrà agevolare un riequilibrio delle presenze dei due sessi».

Dica la verità, con Renzi vi siete messi già d’accordo?

«Per correttezza, visto che ci sono altri due candidati alla segreteria, ancora non l’ho incontrato. Ma dopo l’otto dicembre si accelera».

Grillo chiede il ritorno al voto subito con il Mattarellum…

«Di ogni cosa ora si può ragionare con calma perché la safety net c’è. Ma noi vogliamo parlare di riforme al plurale: vogliamo votare per una sola Camera che dia la fiducia e per eleggere un minor numero di parlamentari. Chi invoca il voto subito vuole in realtà che non cambi nulla e che tutto resti così com’è, per speculare sul disastro dell’Italia».

(Tratto da Repubblica)