Home News E se quella contro il mercurio fosse un’altra campagna allarmistica?

I divieti della UE

E se quella contro il mercurio fosse un’altra campagna allarmistica?

2
62

Da piccoli, quando si rompeva il termometro, col mercurio ci abbiamo giocato tutti inseguendo le mille palline che si formavano sul tavolo o per terra: era un gioco innocente, adorato dai bambini che talvolta aiutavano un tantino il destino favorendo la rottura. E’ per questo che pochi hanno fatto caso, ed ancora meno persone hanno capito, perché nel 2007 Bruxelles ha vietato l’uso nei termometri per misurare la febbre; il tema non aveva l’appeal di risvegliare le coscienze e l’attenzione dei cittadini. Eppure il mercurio è  uno dei peggiori veleni facilmente accessibile, con il quale siamo venuti in contatto per anni e che ancora possiamo talvolta incontrare in maniera inconscia nei cibi.

Un gravissimo esempio di avvelenamento ambientale sono le centinaia di tonnellate che attualmente vengono sciolte nel Nilo e che stanno impestando tutto il suo corso fino alla foce, i pesci, gli animali, la flora. Perché avviene questo? Perché in Sudan da qualche mese è stato scoperto l’oro nel nord del paese, lungo il fiume. Il risultato è che oltre 200.000, sì duecentomila cercatori, in maggioranza sprovveduti e pronti a tutto si sono riversati nella zona: transumanza tragica da ogni angolo dell’Africa. Tutti usano ancora il vecchio metodo di fissare le poche pagliuzze d’oro che riescono a recuperare nei loro mastelli proprio con il mercurio che poi riversano semplicemente nell’acqua del fiume  senza curarsi dei terribili effetti che stanno provocando e che continueranno a provocare per accumulazione nel tempo.

Gli effetti di questo tipo di inquinamento sono stati del tutto ignorati per anni anche se oggi qualcosa si comincia a conoscere: caso eclatante è quello di Minamata, una città giapponese della prefettura di Kumamoto, che ha addirittura dato il nome ad una particolare sindrome, la malattia di Minamata. Legata ad una delle maggiori catastrofi ambientali mai occorse nel paese. Si tratta una sindrome neurologica causata da intossicazione acuta da mercurio. I sintomi includono atassia, parestesie alle mani e ai piedi, generale debolezza dei muscoli, indebolimento del campo visivo, danni all'udito e difficoltà nell'articolare le parole. In casi estremi porta a disordine mentale, paralisi, coma e morte nel giro di alcune settimane dai primi sintomi. Una forma congenita della malattia può essere trasmessa al feto durante la gravidanza. 

La malattia fu scoperta per la prima volta in questa città nel 1956 ma soltanto anni dopo ne fu compresa la causa: il rilascio di un composto del mercurio, il metilmercurio, presente nelle acque reflue della Società petrolchimica Chisso che bellamente le ha riversate, senza alcun filtraggio, in mare dal 1932 al 1968. La sostanza si è accumulata nei molluschi e nei pesci della baia antistante la città così come nella zona di mare circostante. Il bilancio è impressionante: ad oggi sono state riconosciute ufficialmente oltre 2500 vittime e di queste oltre i due terzi sono decedute a causa della malattia; moltissimi i casi di malformazioni sopravvenute nei bambini nati in quel periodo nella zona. Più di 10.000 persone hanno ricevuto risarcimenti dalla Chisso ma le cause legali e le richieste di risarcimento continuano ancora con dure battaglie legali.

Il governo giapponese e l’industria chimica fecero ben poco per prevenire e per gestire il disastro ambientale conseguente né meglio fu fatto per la riapparizione della malattia nella Prefettura di Nigata nel 1965. Tutto ciò significa che i giapponesi prima, e noi quindi, dobbiamo rinunciare ai nostri sushi di tonno rosso? Certamente no visto che l’effetto è dovuto all’accumulo, continuo nel tempo e nella zona inquinata , nella catena alimentare e che il mercurio è sempre più bandito in tutto il mondo.

Ed in Europa che succede? Bandito il mercurio dai termometri ed il mercurocromo dai disinfettanti, il dibattito si è acceso sulle piombature dentarie. La domanda è ragionevole: il mercurio contenuto nelle otturazioni è velenoso? Non c’è il rischio che la sostanza, evaporando lentamente a bassa temperatura nella bocca distilli il suo veleno nel tempo entrando in circolo nel nostro corpo? E che dire del rischio dei dentisti? Molti ricercatori ritengono che il problema non esista perché l’evaporazione è rapida ed avviene soltanto per un tempo ristretto al momento della posa  dell’otturazione.

Alcuni paesi, per sicurezza, lo hanno abolito del tutto come la Norvegia, altri come Germania, Svezia  e Danimarca, ne hanno ristretto l’uso nell’amalgama dentario. In Italia, pur non essendoci un divieto formale, di fatto non si usa quasi più. Anzi gli esperti, se da una parte tranquillizzano sulla potenziale pericolosità delle piombature che ci portiamo in bocca, dall’altra fanno notare che sarebbe più pericoloso, per un paziente che preso da timore volesse eliminare tutte le sue piombature, cambiarle in altre più moderne. In questo caso, infatti, la trapanatura per eliminare  l’otturazione provocherebbe alte temperature ed una fuoriuscita certa di vapori di mercurio.

Il tema è ancora dibattuto ed il mercurio, così come l’ingestione sotto qualche forma di metalli pesanti, viene spesso considerato da alcuni specialisti come uno dei determinanti più rilevanti della malattia di Alzhaimer. Chi avrà ragione?  E’ certo che la tossicologia è in tutti i paesi la sorella povera della ricerca medica per cui studi seri ed approfonditi ancora oggi non sono mai stati realizzati. D’altra parte, se fosse vero il peso critico delle piombature dentarie in alcune delle sindromi più gravi, ci dovremmo aspettare un mondo di zombies visto che il 90 per cento della popolazione dei paesi sviluppati ha subito e subisce cure dentarie con otturazioni di qualche sorta.

Qui sorge quindi un sospetto: non è che, come in molti altri casi, questa campagna sulla pericolosità del mercurio utilizzato nelle cure dentarie  nasca per interessi diversi da quelli della salute pubblica? E magari  da ambienti vicini alle multinazionali che producono le nuove otturazioni che hanno basi resinose? Forse stiamo peccando, ma come dice qualcuno, c’è il rischio che si colga nel segno. E poi tra qualche anno anche le resine faranno paura e saranno diventate pericolose: aspettiamo innovazioni tecnologiche nel campo e ne vedremo delle belle. Così va il mondo.
 

  •  
  •  

2 COMMENTS

  1. gli affari innanzitutto
    La nostra civiltà vive di terrorismo pseudo scientifico. Si fanno con questo sistema ottimi affari, e si fa girare la ruota dell’economia. Incidentalmente la fabbrica giapponese scaricava in mare mercurio inorganico, che veniva trasformato dalle alghe in metilmercurio.

  2. Se si è ignoranti sull’argomento perché scriverci un articolo?
    Forse sarebbe stato più corretto verso i vostri lettori, prima informarvi per evitare di scrivere cose che possono spingerli a compiere azioni anche molto pericolose per la loro salute.
    Potevate chiedere a me per esempio che conosco bene i danni che provoca l’amalgama al mercurio ed io non ho altri interessi che evitare che ad altri succeda ciò che è accaduto a me, cioè nel fiore della giovinezza ritrovarsi totalmente disabili e intossicati cronicamente da mercurio ed altri metalli tossici.
    Se c’è qualcuno che trae vantaggio dal fatto che la gente si ammala di patologie croniche degenerative è senza ombra di dubbio l’industria farmaceutica, perchè fornisce loro farmaci costosissimi, spesso a carico del servizio sanitario nazionale, per tutta la vita.

    Caro il mio dottor giornalista, glielo spiego io che cos’è l’amalgama al mercurio e quanto è pericolosa, dato che lei non lo sa perchè è tra i fortunati a cui ancora non è scoppiato il sistema immunitario, ma mi creda è solo questione di tempo… presto o tardi chi ha amalgami in bocca, di qualcosa si ammala… a qualcuno verrà un’emicrania da cui non riesce a liberarsi o l’insonnia, ma altri si ammaleranno come me. L’accumulo di mercurio ed altri metalli pesanti non perdona, le consiglio di leggere attentamente i tantissimi documenti sul mio sito e guardare i video.

    AMALGAMA AL MERCURIO: SE LA CONOSCI LA EVITI
    Io non ho potuto evitarla, come circa 30 milioni di italiani. Così dissero nel
    1997 a “Report”, trasmissione di Rai 3. E’ andata meglio agli abitanti di Svezia,
    Norvegia e Danimarca, dove è bandita da anni, mentre in Italia il Decreto
    Sirchia del 2001 vieta che sia messa a bambini di età inferiore ai 6
    anni, donne incinte, nefropatici e allergici, ma non viene quasi mai
    rispettato.
    In medicina si dovrebbe adottare il principio di cautela, quindi nel
    dubbio che una cosa faccia male, se ne dovrebbe usare una che dia più
    garanzie, poiché di materiali alternativi ce ne sono tanti e visto soprattutto
    che l’amalgama non è mai stata testata. Mi hanno otturato i denti con quel
    materiale fin da quando avevo 3 anni e solo da pochi ho scoperto, quanto sia
    dannosa per la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha
    dichiarato che gli amalgami dentali sono la principale fonte di
    esposizione al mercurio per la maggior parte delle persone nei paesi
    industrializzati.
    L’amalgama dentale oltre agli altri metalli tossici contiene più del 50% di
    mercurio che è l’elemento più tossico al mondo, secondo solo al
    plutonio. È un veleno enzimatico che uccide ogni essere vivente, è
    mutageno e cancerogeno, danneggia le membrane cellulari, quindi non
    può essere considerato un materiale biocompatibile. Inoltre dopo circa
    7 anni inizia a ossidarsi causando spesso infezioni croniche soprattutto
    alle vie urinarie.
    Fin dalla posa nella cavità dentale, il mercurio inizia a evaporare e lo farà 24
    ore su 24 per tutta la vita e quei vapori andranno a fissarsi soprattutto nel
    cervello, ma anche negli organi e nelle ossa, accumulandosi ad altri metalli
    tossici che una volta entrati nel corpo (cibo, farmaci, inquinamento, ecc.) non
    possono essere eliminati, soprattutto in presenza di fonti tossiche, quali gli
    amalgami al mercurio. Pochi sanno che nel momento in cui sono messi
    in bocca, sono considerati “presidio medico” e una volta rimossi
    diventano “rifiuti tossici speciali”. A noi pazienti viene continuamente
    ripetuto di stare tranquilli, che non è vero che c’è pericolo, però non ci dicono
    che quando i dentisti si ammalano, sono tutelati dalla legge (D.M. 27 Aprile
    2004, G.U. n.134 del 10 Giugno 2004), perché il Ministro Maroni inserì al punto
    7, tra le malattie professionali, quelle causate dall’amalgama, ma per i pazienti
    che li avranno in bocca tutta la vita, non c’è nessuna garanzia.
    Il pericolo più grande si corre quando l’amalgama viene rimossa trapanandola,
    al massimo qualche dentista usa la “diga”(piccolo telo di gomma), che
    non può assolutamente proteggere dai vapori e micropolveri trapanati,
    che saranno assorbiti dalle mucose e respirati da paziente e
    odontoiatra. In Svezia a Uppsala, c’è addirittura una clinica statale
    specializzata nella rimozione, mentre in Italia sono pochi i dentisti che
    conoscono il protocollo di rimozione protetta. A Roma, a Palazzo Marini grazie
    all’Onorevole Scilipoti, l’unico, per ora, tra i circa 1000 parlamentari che si sta
    impegnando, è nato il “Comitato Nazionale sull’Amalgama al Mercurio”,
    con lo scopo principale di informare la popolazione dei pericoli, dell’esistenza
    del Mineralogramma, convincere gli odontoiatri a utilizzare il protocollo
    protetto, ma non solo, infatti, è già pronto un Disegno di Legge.
    Avere più di 3 grossi amalgami in bocca può essere causa di
    INTOSSICAZIONE CRONICA da metalli tossici (cosa ben diversa
    dall’intossicazione acuta), rilevabile soltanto con un test chiamato
    “MINERALOGRAMMA”, che finché non avremo una legge sarà possibile fare
    solo privatamente e a pagamento, anche se è usato da anni come test
    diagnostico di routine soprattutto in America, ma anche in Europa. Tale tipo
    d’intossicazione può essere causa, di svariate patologie più o meno serie, a
    seconda di svariati fattori… dal banale mal di testa a patologie autoimmuni
    serie ed invalidanti, come è successo a me.
    Ho la sclerosi multipla dall’88. Solo quando ero ormai grave ed i medici mi
    tolsero ogni terapia perché il mio organismo non le sopportava, mi sono
    dedicata alla ricerca ed ho scoperto tutto quello che ho scritto sopra. Ero
    arrivata al punto che stavo perdendo totalmente la vista ad un occhio, senza
    contare gli altri problemi gravissimi, mali attribuiti alla sclerosi, ma ho scoperto
    che non era così. Infatti, dopo la rimozione protetta e l’estrazione di un dente
    devitalizzato ricoperto di amalgama, ho riacquistato la vista ed ho tutt’oggi
    10/10, poi man mano che mi disintossicavo sono scomparsi altri disturbi, mai
    più tornati, ne cito solo alcuni: infezione cronica alle vie urinarie per la quale
    avrei dovuto mettere un catetere fisso dietro consiglio dello specialista,
    formicolii, mancanza di sensibilità, incontinenza sfinterica, ritenzione urinaria,
    stanchezza cronica, debolezza, poi anche disturbi che non c’entravano con la
    malattia come candida, stomatiti, dermatiti, caduta dei capelli… pian piano che mi
    disintossicavo, anche il sistema immunitario ricominciava a funzionare
    correttamente e così la mia sclerosi è ferma da 7 anni, come dimostrano le
    risonanze magnetiche. Purtroppo per i danni permanenti non c’è rimedio.
    Per questo da anni, prima con il sito http://www.cristianadistefano.it che contiene un
    forum pieno di documenti, video, testimonianze, ecc. e poi con il gruppo sugli
    amalgami al mercurio, su facebook, sto cercando di informare quanta più gente
    posso su questi pericoli, di modo che possano fare prevenzione, cercando un
    dentista che adotti veramente un protocollo di rimozione protetta degli amalgami
    e poi disintossicandosi con l’integrazione mirata di oligoelementi, fornita dal
    medico che esegue il mineralogramma. I chelanti chimici prima della totale
    rimozione sono dannosi e successivamente inefficaci in caso d’intossicazione
    cronica.
    Cristiana Di Stefano

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here