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E Soru baratta la Sardegna per un posto d’onore nel Pd

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Sardegna pattumiera privata di Bassolino. È questo, secondo alcuni,  il nuovo destino di uno dei paradisi ambientali del Mediterraneo dopo il sì senza se e senza ma del governatore sardo Renato Soru allo smaltimento della spazzatura napoletana.

Una decisione così affrettata e solitaria – nemmeno l’ombra di un tentativo di concertazione con gli enti locali, già saliti da ieri sulle barricate – da far pensare che ci sia qualcosa sotto.

Qualcosa di maleodorante, malignano in molti, che potrebbe avere a che fare con l’intenzione del patron di Tiscali di barattare la sua disponibilità ad accogliere seduta stante la “monnezza” della Campania con la conquista di un seggio sicuro nel pantheon del Partito democratico.

Il condizionale è d'obbligo, certo, ma le ultime mosse del presidente parlano da sole. Stamattina, in un vertice convocato a palazzo Chigi per discutere di trasporto pubblico locale, ha scelto la linea del silenzio dichiarando di non aver sollevato la questione rifiuti davanti al governo.

Un’alzata di spalle che lascia in ambasce mezza isola, diventata ormai l’epicentro di un terremoto che dalla discarica di Pianura si è spostato verso il Porto canale di Cagliari, teatro da ieri pomeriggio di scontri e mobilitazioni di massa contro l’importazione del pattume straniero. Un centinaio di militanti di Irs, Indipendentzia Repubrica de Sardigna, ha presidiato per ore i moli del porto industriale del capoluogo, rallentando l’attracco del “Via Adriatico”, il primo traghetto carico di quella che è stata subito ribattezzata “spazzatura coloniale”.

Scena che si è ripetuta poco dopo, con inevitabile seguito di risse e tafferugli, non appena ha fatto la sua comparsa in rada la seconda nave zeppa di rifiuti, la Italo-ro Three partita mercoledì sera da Napoli. Tanto che solo a tarda notte i ventidue camion che trasportavano i rifiuti campani sono riusciti a sbarcare e ad avviarsi verso il termovalorizzatore della Tecnocasic di Macchiareddu, a una decina di chilometri da Cagliari.

Oltre cinquecento tonnellate di sacchetti neri. Uno strappo non da poco alle regole vigenti. Da sette anni infatti una legge regionale vieta il trasporto e lo stoccaggio nell’isola dei rifiuti provenienti da altre regioni, divieto ribadito dal sindaco di Cagliari Emilio Floris, che ha rispolverato un’ordinanza comunale emessa nel 2006 e mai revocata, seguito a ruota dal collega di Olbia Gianni Giovannelli, che non ha esitato a emettere un nuovo provvedimento anti-rifiuti.

Intanto stasera il presidente della Regione sarda Soru ha convocato una conferenza stampa per arginare in extremis le critiche per la decisione unilaterale di accogliere i rifiuti napoletani, mentre nella notte appena trascorsa il giardino della sua villa cagliaritana è stato invaso da una trentina di sacchi di immondizia scaricata per protesta dai cassonetti vicini.

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