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E’ una strana sinistra sessuofobica quella che plaude a Bagnasco

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La stampa “di sinistra” e anti-berlusconiana ha prodotto una lettura molto conveniente del discorso del Cardinale Bagnasco per piegarlo ai più immediati  scopi di polemica politica. Ma ha fatto anche di più e di peggio: ha omaggiato e plaudito proprio i passaggi che la cultura liberale, libertaria, progressista e laica avrebbe dovuto avere il coraggio di criticare se non fosse tutta intera accecata dall’odio e dalla voglia di rivalsa.

Così facendo ha tradito le sue radici, la sua identità e ha condotto un’opera di diseducazione profonda e in definitiva di tradimento verso il popolo di sinistra che vi si riconosce. Ora è vero che questo popolo applaudirebbe anche un boia se la sua scure si potesse abbattere solo sul collo del presidente del Consiglio eppoi tornare nel dimenticatoio della storia. Ma se si lasciano attecchire certi incubi e si sfamano simili brame poi diventa molto difficile liberarsene.

“C’è da purificare l’aria” titolano quasi tutti i giornali di oggi citando un passaggio di Bagnasco. E i più lo traducono direttamente con l’invito a Berlusconi a mollare, a farsi da parte, essendo lui e lui solo ciò che ammorba il clima civile e politico. Eppure il presidente della Cei, per arrivare a quella frase oggi presa a bandiera della liberazione dal regime del Caimano, percorre un tragitto molto chiaro.

Il punto di partenza non è Berlusconi ma “la questione morale” che secondo Bagnasco esiste eccome ma “non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto” e riguarda sia “l’ambito privato che quello pubblico”, sia i cittadini che le istituzioni. L’impegno della politica, tutta quanta, deve essere rivolto a  “combattere la corruzione, piovra inesausta dai tentacoli mobilissimi”. In questo modo si purifica l’aria. E non ci interessa qui evocare nomi e circostanze che dovrebbero indurre i neo-tifosi di Bagnasco a guardare dentro casa propria per contribuire a quella purificazione. Ma piuttosto rilevare che lo sguardo di Bagnasco raccoglie un orizzonte più vasto rispetto al pettegolezzo telefonico di questi ultimi mesi e non si cura di avallare vie d’uscita che sta ai politici ricercare.

Ma come dicevo c’è di peggio nel modo in cui la sinistra e i suoi giornali si sono spellati le mani per il discorso del presidente della Cei. Bagnasco parla di “comportamenti licenziosi e relazioni improprie” e dice che sono “in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà”, poi parla ancora di comportamenti “non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui”. (evidenziazioni dell'autore)

Che cosa applaude la sinistra in queste parole, in cosa si è trasformata in nome dell’antiberlusconismo? Bagnasco introduce elementi scontati di morale cattolica, ma davvero i laici, le femministe, il popolo viola, i gay, i vatica-taliban, le famiglie di fatto e quelle allargate, il mondo glbt, possono applaudire all’idea oggettivamente sessuofobica di “comportamenti licenziosi in se stessi negativi”? E quali sono? Ce lo dicano per favore. E quali sono i comportamenti intrinsecamente tristi e vacui? Davvero credono che Bagnasco pensasse solo alle notti di Arcore e non anche – a suo buon diritto – anche alle loro proprie stanze da letto. Davvero il popolo della libertà sessuale, dell’anti-ingerenza clericale è disposta a spalancare le porte dei propri peccati solo perché sia lecito irrompere in quelli di Berlusconi?

Non sta certo a noi dirlo, a noi che abbiamo sempre ritenuto legittima e anche preziosa la voce della Chiesa nella scena pubblica quando si parli di cose umane, come la vita, la morte, il sesso, la maternità, la riproduzione, il matrimonio. Ma con quale coraggio si applaude oggi a Bagnasco che pretende giustamente di dire la sua sui costumi morali e sessuali degli italiani (Berlusconi in primis ovvio) quando fino a ieri gli si ingiungeva di tacere sui matrimoni gay o sull’inseminazione artificiale?

Davvero, in nome di Berlusconi, la sinistra intende fare della sessuofobia, del senso del pudore, dell’ortodossia sessuale, della fedeltà o della continenza una sua bandiera politica? Dobbiamo forse aspettarci che il prossimo leader del Pd e dintorni sia innanzitutto estraneo da comportamenti licenziosi e da relazioni improprie e giuri sulla Bibbia di non incorrere in pratiche tristi e vacue? Se è così ci pare di poter dire che molti dei potenziali concorrenti non arriverebbero neppure alle primarie.

 

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21 COMMENTS

  1. Prolusioni e puntualità delle esegesi
    Ci daremo da fare nell’esegesi del discorso del Presidente della CEI? Forse dovremo pure menarla per sostenere la tesi che non è detto che sia l’obbedienza al sesto comandamento a qualificare in modo precipuo – esclusivo anzi – il politico. Quanti leggeranno interamente la prolusione e ne valuteranno il senso complessivo? Non sarà certo qualche sporadico accenno al pansessualismo, ai comportamenti licenziosi, alle relazioni improprie (si penserà che il riferimento potrebbe essere al Vendola del sesso adolescenziale o alla Concia del matrimonio gay?) a far perdere ai media e al pubblico il senso profondo e complessivo del discorso. O no? Che so, si parla di rapporti cristallizzati: ad esempio il rapporto (di)pietrificato fra Silvio che non fa il passo indietro che piacerebbe a Casini e Casini stesso che glielo chiede scleroticamente; si potrà pensare che almeno due sono gli attori responsabili della cristallizzazione? E “L’improprio sfruttamento della funzione pubblica” si penserà che è appannaggio di Silvio solo o pure dei tanti governi locali? E se c’è “l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali”, e se “Si rincorrono… racconti”, e se “colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi”, potrà un’ipocrita come me pensare che è più grave e attivo scandalo sputtanare che esser sputtanato? Comunque – con l’assenso di Lapalisse – gli uomini sono uomini, un Vescovo è un Vescovo, un politico è un politico, un Santo è un Santo.

  2. Doppio ruolo di Loquenzi
    Io mi domando come può avvenire che Giancarlo Loquenzi la sera ne I giornali di domani faccia resoconti cosi equilibrati e acuti, e poi su L’ Occidentale scriva articoli così stomachevoli

  3. Quello vero è quello
    Quello vero è quello stomachevole…si prenda un paio di alka seltzer e se ne faccia una ragione

    g.l.

  4. masochismo
    Mi sono sempre chiesto quale sia il grado di sanità mentale di quei commentatori che perdono tempo ed energie a leggere e chiosare gli articoli di un giornale chiaramente schierato nel centro destra, quando il loro cuore batte devotamente verso altri lidi.
    Sono numerosi, accaniti, tempestivi, informati e mi viene il dubbio che facciano parte di quell’esercito di nullafacenti annidati nei servizi pubblici con tanto tempo a disposizione e collegamento gratuito ad internet. Il loro impegno è quello di offendere e manifestare odio profondo verso l’avversario-nemico.
    Ho quasi la certezza che appartengono alla categoria dei masochisti che si masturbano mentalmente e trovano godimento estremo nel leggere scritti che sconvolgono le idee radicate nella parte deteriore del loro animo.

  5. @omeromastix
    La sua contorta anamnesi piscologica non prevede che qualcuno possa rispondere a interlocutori di idee diverse al fine di un confronto politico, cercando di capire l’altro o eventualmente confutarlo in base a valide argomentazioni? Che senso ha parlare solo con chi e’ d’accordo?

  6. @omeromastix
    Ma pensa te… ed io che pensavo che l’esercito dei nullafacenti di cui parli fosse proprio formato dai sostenitori (pochi e sempre meno, mi sembra) di questa farsa “giornalistica”…

  7. Idee e dialettica
    “Io mi domando come può avvenire che Giancarlo Loquenzi la sera ne I giornali di domani faccia resoconti cosi equilibrati e acuti, e poi su L’ Occidentale scriva articoli così stomachevoli”. Egregio Ruggero 28/09/11 09:02, ma le pare che a codesti ironici “interlocutori di idee diverse al fine di un confronto politico” allo scopo magari di “capire l’altro o eventualmente confutarlo in base a valide argomentazioni” si addicano argomentazioni di replica? (e questoi caso è anche abbastanza sul leggero).

  8. Berlusconi o non Berlusconi
    Berlusconi o non Berlusconi mi pare che qui si stiano perdendo di vista tre principi basilari: 1) IL PECCATO ED IL REATO SONO DUE COSE DIVERSE; 2) OGNUNO, A CASA SUA, è LIBERO DI FARE QUEL CHE GLI PARE SE NON DANNEGGIA IL PROSSIMO; 3) IL DIRITTO ALLA PRIVACY VALE PER TUTTI (come da art.15 della “costituzione più bella del mondo”), punto.

  9. Loquenzi, la sinistra non è diventata d’amblè pinzochera…
    Prescindo dalla considerazione per cui chi detiene un incarico pubblico debba svolgerlo con “disciplina e onore” come dice la costituzione (art. 54). Ma, ripeto, questo dovrebbe essere palmare e risaputo. Il fatto è che, credo, si stia facendo un’operazione, e mi riferisco anche all’articolo del direttore Loquenzi, di scantonamento tipica di una certa stampa schierata. Non me ne stupisco. Non si deve provare alcuna sorpresa. La strategia è conosciuta. Ritengo però che quando dall’opposizione e da vari commentatori si sono levate voci a sostegno delle parole di Bagnasco si sia fatto semplicemente perché queste (mi sembra inequivocabile) costituiscono una dura reprimenda contro questo pdc. La questione riguarda la rilevanza politica delle parole del presidente della cei. E non credo che a sinistra si apprezzi il contenuto morale della dichiarazione del capo dei vescovi, perché non si punta l’indice contro la satiriasi di b. o si biasima la lubricità del costume, ma si prende atto del fatto che questo premier è stato sfiduciato dall’intero establishment e da tuti i vertici e i fronti sociali, politici, istituzionali, economici e ecclesiastici italiane (tranne che dal parlamento purtroppo….).

  10. la differenza tra le
    la differenza tra le democrazie e varie forme di dittature, autocrazie, dispotismi più o meno illuminati sta tutta lì: “tranne che dal parlamento”…e aggiungerei nel diritto di dire “purtroppo” o “per fortuna” con identica legittimità

  11. @direttore Loquenzi
    Direttore, da un punto di vista costituzionalistico la sua posizione non fa una grinza; la differenza però tra le dittature e i regimi liberali sta nel fatto che se il despota si assegna, cesaristicamente, la facoltà di governare anche contro l’interesse del popolo, in democrazia un primo ministro è obbligato, o dovrebbe esserlo (in virtù di un maggiore rapporto fiduciario tra sè e l’elettorato), laddove le sue vicende personali confliggano con la carica a tal punto da periclitarne la funzione pubblica, a rassegnare le dimessioni dal proprio incarico, proprio per onorare quel patto sottoscritto anche attraverso il giuramento fatto solennemente sulla carta costituzionle.

  12. nei regimi liberali…
    … se un governante governa contro l’interesse del popolo è lo stesso popolo a deciderlo, non corporazioni irresponsabili, piazze urlanti e congreghe di saggi

  13. Puntuale come una cambiale
    Puntuale come una cambiale. Quando si tratta di difendere Berlusconi arriva la pippa sull’ipocrisia della sinistra. Quello di cui ha bisogno l’area di centrodestra è di onestà intellettuale e di credibilità. E invece fa di tutto per screditarsi. La sinistra che plaude a Bagnasco è ridicola e ipocrita? Sì. Ma è ugualmente ridicola e ipocrita la destra in senso uguale e contrario che dopo essersi crogiolata nel clericalismo più opportunista, oggi fa finta di non capire le parole di Bagnasco oppure lamenta le intrusioni ecclesiastiche (ma non è roba da laicisti?). I clericalissimi della destra improvvisamente mettono su un altro disco e un’altra faccia. Mentre i laicissimi della sinistra si scoprono a pendere dalle labbra di un vescovo. Stessa disinvoltura da una parte e dall’altra. Ma ovviamente Loquenzi come sempre, vede, sente, scrive e commenta le cose a metà. Perchè come sempre è fazioso, schierato e doppiopesista. Un liberale come Giannino da mesi spiega che fa più male chi si dice liberale e fa il contrario perchè non sputtana solo sè stesso ma il liberalismo. Infatti Giannino è dotato di grande credibilità, gode di ammirazione, stima e fiducia. Un elettore di B. oggi ha il doppio dei motivi per incazzarsi di uno di sinistra. Ma qui niente: il blog di Loquenzi, è un bunker. Questa si chiama militanza. Non importa altro che difendersi e attaccare, l’onestà nel merito delle questioni è una zavorra, una roba da donnicciole, evidentemente.

  14. Questo giornale non nasce
    Questo giornale non nasce per dare un colpo al cerchio e uno alla botte ma per dire quello che ci preme quando ci preme. Questo giornale non ha mai criticato l’ “ingerenza” della Chiesa nelle cose pubbliche e si guarda bene dal farlo anche quando questa colpisce Berlusconi. Se qualcuno nel centro destra si regola diversamente fatti suoi. Questo giornale non è un bunker altrimenti lei non saerbbe qui.
    P.S. Mi piacerebbe tanto essere Giannino ma sono solo Loquenzi e mi devo accontentare.

  15. siete ridicoli
    traduco in due parole il troppo, inutilmente, puntiglioso articolo di Loquenzi così: “la patonza deve girare di più! anche all’Occidentale”

  16. La strana visione della sinistra
    Non si riesce a comprendere bene per quale motivo la sinistra in genere si scandalizzi per le avventure sessuali di Berlusconi ma trovi del tutto normali quelle di Marrazzo o Vendola.

  17. E’ solo una questione di coerenza
    E’ una questione di coerenza: se uno si dichiara cattolico e chiede i voti dei cattolici contrapponendosi alla “sinistra laicista e relativista”, e poi mette in pratica comportamenti come quelli di Berlusconi, è un incoerente e un ipocrita. Tutto qua. Quindi è giusto chiedere alle autorità religiose di intervenire: stanno intervenendo su persone che si sono poste come “baluardo” della chiesa, quindi devono rispondere alla chiesa. Altrimenti uno fa così: non si pone come baluardo della chiesa e se ne frega dei suoi dettami. Se invece Berlusconi vuole i voti cattolici ma al CONTEMPO vuole praticare uno stile vita libertino, paganissimo, edonista, è liberissimo di farlo, ma poi lo deve rivendicare. Lo deve difendere. Deve dire: “Sì, io sono un grande difensore dei valori di autodeterminazione, libertà sessuale e financo libertinaggio”. Non recitare la parte del bravo padre di famiglia casto e fedele. Altrimenti è solo un bugiardo, un ipocrita e un incoerente. Come del resto molti dei suoi elettori, purtroppo.

  18. @Valter
    1) Marrazzo si e’ dimesso, Berlusconi no;
    2) Vendola e’ forse andato con prostituti minorenni con aereo di stato?

  19. Il punto infatti non è ciò
    Il punto infatti non è ciò che Berlusca fa con minorenni e non nelle orgette organizzate a casa sua e a sue spese…nè che i cattolici incoerentemente lo votino (pensate ai preti pedofili…) o meno… il punto è se l’orgia di turno serve a creare una nuova parlamentare, una consigliera comunale, se la patonza è strumento di avanzamento e carriera in ambiti politici, economici, industriali, ecc…, tutto qui. Chi scrive per questo giornaletto on line se lo è meritato a colpi di penna credo, piacciano o meno le idee che esprimono i vari autori, non voglio pensare che scrivano qui per essersi “piegati”(nel vero senso della parola) alle logiche del sesso=progresso tipiche di questio governicchio patetico che ci fa coprire di ridicolo nel mondo!

  20. Il giudizio sui politici…
    Il giudizio sui politici si dà sopratutto sulle leggi fatte o non fatte. Prodi è un cattolico sposato una sola volta, ma è per i dico/pacs/unioni civili. Berlusconi non è cattolico, sposato e divorziato più volte, ma non ha toccato l’Istituto Familiare. Concordo che sarebbe meglio per lui, per i suoi figli e per l’Italia tutta, se avesse un comportamento diverso. Va detto anche che non risulta che abbia fatto un bunga-bunga-pride.

  21. @Loquenzi non è questione
    @Loquenzi non è questione di cerchiobottismo. Ma di onestà intellettuale, nel raccontare qualcosa non si può dimenticarsene sempre una parte. La sua libertà di pensiero è strana.. la porta ad attaccare sempre e comunque a testa bassa una sola parte politica e a non attaccare mai seriamente l’altra parte. Non è davvero un’invocazione al cerchiobottismo.. è solo che io mi porrei delle domande se fra due persone mi trovassi SEMPRE d’accordo con una e MAI d’accordo con l’altra. Certo è possibile, se per es. fossi un clone della prima.. ma è difficile da credere. Quando uno scrive un editoriale sceglie a cosa dare spazio e peso e le sue scelte parlano per lei. A me dicono questo: fazioso, militante, squilibrato, schieratissimo. Si offende? mi spiace. Se ne frega? non fa nulla. Altre opzioni? veda lei.

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