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La svolta

Ecco come BoJo sta rivoluzionando l’intelligence britannica

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C’è un nuovo capo a Vauxhall Cross, sede dell’MI6, il servizio d’intelligence esterno del Regno Unito. Si chiama Sir Richard Moore e sostituirà Sir Alex Younger che ricopriva l’incarico da 6 anni. Nato in Libia, Sir Richard è entrato all’MI6 nel 1987 e attualmente ricopriva il ruolo di Political Director al Foreign Office. In precedenza era stato ambasciatore del Regno Unito in Turchia, dal 2014 al 2017 e può vantare esperienze in Malesia, Pakistan e Vietnam. Il suo compito sarà quello di fermare il terrorismo, impedire attività ostili nei confronti di Londra da parte degli Stati nemici e dare allo UK un cyber advantage, un vantaggio cibernetico, in un ramo dell’intelligence e dell’anti-terrorismo che si è sempre più sviluppato negli ultimi anni.

“Sono onorato di essere stato nominato al vertice del Secret Intelligence Service (SIS)”, ha affermato Sir Richard. La sua nomina è stata proposta dal Segretario di Stato agli Affari Esteri, Dominic Raab, di concerto con il Primo Ministro Johnson. Continua così il ricambio nelle alte sfere del deep state e del mandarinato britannico iniziato dopo la vittoria dei Tories alle elezioni dello scorso 12 dicembre.

Appare evidente l’intento di imprimere un marchio non solo nelle scelte politiche più a breve termine da parte dei Conservatori, ma anche quello di cambiare le radici del “Governo Permanente” britannico anche alla luce del cambiamento epocale rappresentato dalla Brexit e dall’evoluzione dei rapporti tra la Cina e l’Occidente. Se Younger si era congedato con un avvertimento sul ruolo di Huawei nel 5G del Regno Unito, con Moore Johnson si assicura un uomo di grandi conoscenze anche a livello geopolitico: la sua esperienza nel Medio e Lontano Oriente è un viatico fondamentale per il reappraisal della presenza del Regno Unito in aree a forte instabilità. Peraltro, la notizia della sua nomina avviene nel giorno in cui sia Londra che Ankara hanno annunciato “decisi passi in avanti” verso un accordo di libero scambio tra le due nazioni.

L’MI6 quindi segue il suo gemello MI5 nella scelta di un nuovo capo. Il Security Service aveva infatti scelto Ken McCallum come nuovo Direttore Generale lo scorso mese di aprile. Un altro esperto di cybersecurity e un altro conoscitore dei Paesi islamici.

Ma non è stata solo l’intelligence a cambiare volto con Johnson. Il capo negoziatore della Brexit, David Frost, era stato nominato National Security Adviser dopo l’addio del Cabinet Secretary, Mark Sedwill, che ricopriva il doppio incarico di segretario del Consiglio dei ministri e Consigliere per la Sicurezza Nazionale. La nomina di Frost aveva causato non pochi problemi interni a Johnson, con l’ex premier Theresa May – ora deputata per la cittadina di Maidenhead – che aveva aggredito in aula ai Comuni Michael Gove – il numero due del Governo – accusando l’esecutivo di avere scelto per un ruolo delicato un “politico senza alcuna esperienza nel settore”.

Ma è stato proprio l’addio di Sedwill a causare le polemiche più roboanti sulla stampa britannica e a Whitehall. Johnson è stato accusato di avere dato il benservito al suo collaboratore più importante in quanto non allineato con il Governo sulla Brexit. La ricerca del sostituto di Sedwill è in corso, ma trovare il profilo giusto per un ruolo così delicato non è facile: il Cabinet Secretary è il cuore dell’amministrazione e dell’esecutivo, per certi versi il suo potere è superiore anche a quello del Primo Ministro.

Oltre a Sedwill, hanno abbandonato il ruolo di segretario generale (Permanent Secretary) dei loro ministeri anche Sir Simon McDonald al ministero degli Esteri e Sir Philip Rutnam al ministero dell’Interno. Quest’ultimo ha fatto causa al ministero e al suo ministro, Priti Patel, per unfair dismissal, “ingiusto licenziamento”.

Ma è a Downing Street e al Cabinet Office dove le cose stanno cambiando ancora più velocemente. Già durante la pandemia Alex Chisholm era stato nominato come nuovo Segretario Generale del Cabinet Office e Chief Operating Officer (COO) di tutta la PA britannica. Una mossa che sembrava già limitare il potere di Sedwill. Ma non sono solo i Conservatori a usufruire dei servizi dei civil servants, siano essi in carica o in pensione. Per compiere la ristrutturazione interna del partito Laburista il suo leader, Sir Keir Starmer, ha assunto Sir Bob Kerslake, ex capo di Whitehall, che ora siede alla Camera dei Lord.

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