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La pandemia

Ecco come la pandemia cambia la globalizzazione e i rapporti di forza

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In principio furono web, new economy. Poi vennero spread, downgrade, agenzie di rating, 5G. Adesso è la volta di spillover. Spieghiamo, per i meno esterofili, cos’è questo nuovo arrivato: trattasi del “salto di specie” che può compiere un virus, da una specie animale ad un’altra. Da un pipistrello, o una scimmia, all’uomo. E che c’entrano tra loro il web, lo spread e lo spillover? C’entrano, perché dai termini che irrompono nel dibattito pubblico e fanno poi presa nella coscienza collettiva possiamo comprendere anche il campo di gioco su cui si misurano i rapporti di forza, e di competitività, all’interno del contesto globale.
Il primo ventennio di questo millennio ci ha insegnato quanto la dematerializzazione dell’economia, se non governata, possa dar luogo a disastri.Ora il campo da gioco è cambiato e il Coronavirus ce lo insegna. D’ora in poi molto si giocherà sul terreno della scienza, della medicina, della capacità di prevenire l’insorgere di pandemie.
Il centro di ricerca statunitense Predict ha individuato, negli ultimi anni, 500 coronavirus prima sconosciuti proprio nei pipistrelli, e di questi 5 potrebbero compiere lo spillover, ossia il salto, nell’uomo. David Quammen, autore di un fortunatissimo libro sul tema (Spillover, Adelphi), ha affermato che il prossimo stato di specie potrebbe avvenire nella foresta amazzonica, dove la manipolazione ambientale da parte dell’uomo e l’interazione forzosa con specie animali selvagge potrebbe innescare un altro, pericolosissimo, meccanismo come quello già avvenuto in Cina che sta assediando le nostre società. Ipotesi di prospettiva, che al momento ci vede indifesi ma non può trovarci impreparati.
Per questo, la lezione di questi mesi è molto importante e segna l’innesco di qualcosa di nuovo. In cui il confronto tra Nazioni e organizzazioni sovranazionali avverrà sulla capacità di trovare una cura o arrivare ad un vaccino (quello per il coronavirus vede al momento in campa 90 progetti). Il nuovo “petrolio” possono essere strumentazioni mediche, specie d’emergenza o di protezione. Quanto tutto questo abbia un connotato geopolitico lo abbiamo visto nei giorni in cui la crisi in Italia stava raggiungendo il suo livello più acuto, con il dramma degli ospedali lombardi congestionati, numeri di terapie intensive da allarme rosso e la terribile contabilità dei morti. In quella fase, la corsa alla solidarietà verso il nostro Paese è scattata proprio da Paesi in grande affanno sul piano dell’immagine internazionale.
La Cina innanzitutto, che ancora ha un enorme debito di trasparenza con il mondo intero circa l’origine del virus. Ma anche Cuba, Venezuela e la Russia (anche se in quest’ultimo caso la situazione di partenza è ben diversa).  Questo significa che la reazione alle crisi sanitarie sarà il perno della nuova architettura che si va costruendo. Significa che occorrerà investire in ricerca scientifica (L’Italia, nel novero dei Paesi Ocse è al 27esimo posto quanto a Pil impiegato allo scopo, l’1,4) e che sarà necessario declinare l’obiettivo in chiave demografica. Ad esempio, l’alta mortalità di anziani per Covid 19 spinge al dovere di adottare politiche innovative di tutela e protezione, a partire da un’implementazione delle strutture RSA, senza tralasciare una formazione sempre  delle persone che si occupano di loro (anche a livello domestico) secondo obiettivi avanzati.
Infine, ma questo richiama il contesto sovranazionale, significa cambiare regole del gioco. A livello di intelligence internazionale, ne va tenuto conto, già oggi si esplora la possibilità che il Covid-19 sia uscito accidentalmente da un laboratorio di Wuhah (la tesi prevalente nella comunità scientifica però è quella di un “salto” da un pipistrello). E quella che oggi è un’ipotesi di cui ancora si attendono prove, fissa già un’eventualità comunque concretizzabile domani. E l’Occidente, almeno in questo caso, contrariamente a quanto avvenuto con la preponderanza finanziaria deve far valere il primato che lo fonda, ossia la centralità della persona umana. E farla valere nei confronti di regimi che, oltre al mercato e alla tecnologia così come venuto finora per la Cina, potrebbero utilizzare la scienza, anche in maniera ostile, per allungare la loro influenza sul mondo.
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