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Ecco dove Ibrahim ha ragione e dove sbaglia

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Raymond Ibrahim ha ragione a sostenere che l’Islam radicale e jihadista è immenso e che il suo fanatismo è come un ventre sempre gravido; ha ragione a dire che non ci sono limiti, oggi, alla sua possibilità di produrre nuovi terroristi, e di fatto è ciò che accade in tutto il mondo.
La sua idea di “cauterizzare” le ferite dell’Idra dalla mille teste sempre capaci di rigenerarsi è appunto il problema che attanaglia chiunque sia in lotta col terrore. Come farlo? Innanzitutto si tratta certo di chiudere i finanziamenti delle organizzazioni e degli Stati terroristi: il blocco dei fondi e dei commerci legati a quelle e a questi è indispensabile, e perciò è così importante che, per esempio, non solo che si attuino le sanzioni stabilite dall’ONU nei confronti dell’Iran, ma che le banche e le industrie che negli Stati Uniti e in Europa hanno a che fare con l’Iran, scelgano con difficile autodeterminazione di tagliare scambi talvolta anche molto lucrosi. Con gli USA avviene già in abbondanza, speriamo che anche anche l’Italia sia capace di farlo. Difficile anche tenere i rubinetti chiusi di fronte a situazioni umanitarie difficili, come quella dei Palestinesi, in cui il dilemma è evidente: i finanziamenti all’Autonomia spesso finiscono a finanziare Hamas, un partito terrorista e genocida al governo, anche se Fatah vorrebbe attuare una politica almeno apparentemente più conciliante. Naturalmente il coordinamento dei servizi e lo scambio di informazioni è un altro momento molto importante della cauterizzazione, perché l’Idra ha anche la capacità di sorgere in molte aree geografiche e di coordinare le sue azioni oltre l’immaginazione. I mezzi di comunicazione, specie l’Internet, sono un grande campo di intervento.

Ma in alcuni casi, nonostante quello che dice Ibrahim, quelli che vengono chiamati, per uscire dalla metafora dell’Idra, targeted killings, servono semplicemente ad evitare che omicidi e attacchi terroristi già programmati o per strada vengano attuati: penso che eliminando i pianificatori o gli esecutori prescelti, ne siano stati evitati non pochi. L’Idra attiva è molto più veloce e precisa di quella che si deve ancora attivare. In questi casi, e potremmo elencarne a decine, si tratta di scelte rispetto alle quali non c’è altra strada che agire. E ci sono anche leader eccellenti la cui sostituzione richiede a volte persino anni di lavorio in cui, così, si salvano molte vite.

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