"Per la verità, per Israele"/8

Ecco la ‘black list’ del boicottaggio contro Israele

6
108

Ieri è arrivato l’annuncio che Gran Bretagna e Spagna non invieranno i propri delegati alla Conferenza biennale sul turismo organizzata dall’Ocse e che il 20 ottobre si terrà a Gerusalemme. Un altro colpo durissimo all’economia israeliana dopo un anno di successi per il boicottaggio anti israeliano.

L’estate si è chiusa con l’Harvard Management Company, braccio finanziario della più antica università americana, che ha comunicato d’avere disinvestito 40 milioni di dollari dalle partecipazioni azionarie in società israeliane. Il sindacato francese della Cgt scuola ha votato per rompere le relazioni con l’Histadrut, il sindacato israeliano laburista. Il Congresso dei sindacati scozzesi ha votato la mozione per il boicottaggio di Israele, così anche la Fédération Autonome Collégial, sindacato di insegnanti pubblici e privati del Quebec, e in Inghilterra l’Unison, il grande sindacato che rappresenta un milione e mezzo di dipendenti pubblici.

Anche le chiese protestanti hanno intrapreso passi concreti verso la rottura di ogni legame con i prodotti israeliani (da ultimo è arrivato il boicottaggio della Methodist Church of Britain). A Bruxelles è stata annullata l’esposizione "La ville blanche, le mouvement moderne a Tel Aviv", realizzata in onore della capitale finanziaria israeliana.

Sul fronte economico, c’è appena stato il ritiro del gruppo francese Veolia dal progetto di costruzione della linea tramviaria di Gerusalemme. Il fondo svedese ha ritirato i propri investimenti dall’azienda israeliana Elbit Systems, perché ha costruito la barriera di protezione in Cisgiordania. Per gli stessi motivi si è mosso il colosso tedesco Deutsche Bank. La banca inglese BlackRock ha ritirato investimenti nelle città ebraiche in Cisgiordania in seguito alle pressioni di tre banche norvegesi che commercializzano prodotti finanziari della BlackRock.

Il centro ospedaliero universitario valdese di Losanna, uno dei principali complessi ospedalieri europei, ha rinunciato al rifornimento di acqua minerale israeliana Eden Springs. Il governo norvegese ha annunciato che il Fondo pensioni ha escluso un gruppo israeliano dal suo "universo di investimento" per motivi etici: "Noi non desideriamo finanziare imprese che contribuiscono alle violazioni dei diritti umani internazionali", ha dichiarato il ministro delle Finanze norvegese Kristin Halvorsen, promotrice di importanti campagne contro Israele. Oslo ha appena annunciato anche di aver bandito dalle proprie acque i sottomarini del colosso tedesco Howaldtswerke-Deutsche Werft, perché faceva ricorso a mezzi realizzati in Israele. Il governo di Madrid ha rifiutato all’Università di Ariel, situata nella principale città israeliana in Cisgiordania, la partecipazione a un concorso internazionale organizzato dalla Spagna.

Il Belgio ha tagliato gran parte dei rifornimenti di armi destinate all’esercito israeliano. E la lista nera del "made in Israel" non finisce qui.

  •  
  •  

6 COMMENTS

  1. E allora?
    Se il fronte dell’opposizione contro Israele è così ampio e variegato, a maggior ragione il signor Meotti non dovrebbe porsi qualche domanda? Faccio fatica a trovare argomenti solidi a sostegno della “legittimità” di Israele. Al contrario, mi vado sempre più convincendo che la nozione di “Stato criminale” che Jaspers aveva coniato, credo nel 1957, per lo Stato nazista si adatti molto meglio allo Stato sionista, cioè a Israele. Pretendere una “legittimità” per Israele non significa dare per “legittimo” il “genocidio” del popolo palestinese? Ma un simile genocidio (di questo si tratta!) a differenza del genocidio degli indiani di America ha il grave difetto di svolgersi sotto i nostri occhi e di richiamarci allen nostre responsabilità. Malgrado la segretezza con la quale Israele conduce le sue azioni, il crimine è troppo grosso per restare nascosto. I firmatari dell’Appello della Nirenstein sono consapevoli delle implicazioni etiche e politiche della loro adesione? Certe interviste rilasciate mi danno l’impressione che non capiscono di cosa in realtà si tratti. Ma se invece sono ben consapevoli di ciò che fanno, allora non posso che provare per loro un grande raccapriccio. Il fatto che abbiano ostentato e resa pubblica la loro adesione, non incrina poi di un millimetro la mia valutazione negativa dello stato di Israele. Avrebbero per lo meno fornirmi una plausibile argomentazione: non la trovo! L’equazione Israele = pulizia etnica della Palestina è ineludibile.

  2. La lista dell’ignominia.E
    La lista dell’ignominia.E della massima ipocrisia,perché,seguendo il discorso dei diritti umani,tutte queste associazioni,enti,banche,sindacati, dovrebbero avere pochissimi rapporti e,certo,non con i palestinesi.

  3. La viltà dell’ANONIMO
    Il commento dell’anonimo è la tipica ignominia vile dell’antisemita, che, essendo l’aperto antisemitismo delegittimato (ancora per poco, pare) dagli avvenimenti della storia del XX Secolo, si manifesta con la menzogna, il pregiudizio, i doppi pesi e misure nei confronti d’Israele.
    Tanto per cominciare, negare il diritto all’esistenza d’Israele, oltre ad essere segno d’immensa stupidaggine – Israele esiste e prospera ed è un’isola di modernità, libertà e diritto in un medio oriente governato da satrapi, che piaccia o no agli antisemiti di ogni tipo – vuole anche dire negare la storia e la legittimità conferita dalle due sole legittime istanze internazionali che l’hanno legalmente decretata: la Conferenza di San Remo del 1922, che stabilì il “diritto del Popolo Ebraico alla propria patria e alla costituzione di uno Stato indipendente ebraico in Palestina”; e la decisione dell’ONU del 29 Novembre 1947.
    Tutti questi paesi, che assistettero imbelli e compiaciuti allo sterminio di milioni di Ebrei in Europa, o che ne presero parte diretta o indiretta, ovviamente sono abituati a pacificare per concessioni tutti i regimi liberticidi sin dagli anni ’30, e continuano a farlo imperterriti.
    Gli assegni dei petrolieri arabi per loro sono evidentemente più importanti della libertà e della giustizia.
    Non si sognano di cessare le relazioni commerciali o diplomatiche con paesi dove si pratica la mutilazione sessuale delle donne, l’inesistenza di ogni democrazia reale o formale, il razzismo di stato (quanti sanno che SOLO I MUSULMANI possono recarsi in visita alla Mecca, per esempio, e quanti hanno mai denunciato tale “Apartheid”?), l’appoggio finanziario e logistico ai terroristi che insanguinano il Medio Oriente e L’europa, la negazione dei diritti umani di base (quanti protestano la PENA DI MORTE in Giordania, nell’Autorità Palestinese, eccetera, per chi vende case o terreni ad Ebrei?), lo schiavismo (ancora praticato de facto se non de jure dalla Mauritania all’Arabia Saudita e altri paesi del Golfo), la corruzione, il feudalesimo, eccetera
    Ai satrapi e agli antisemiti, se non addirittura agli islamo-nazisti, codesti signori preferiscono mandare soldi e continuare in rapporti normali che permettono loro di continuare ad opprimere le loro popolazioni e a seminare la morte, non il progresso.
    Se la prendono con un paese dove, al limite del masochismo, gli arabi votano alle elezioni e sono presenti in parlamento, che continua a produrre ricerca medica e tecnologica che salva vite e migliora la vita quotidiana di mezzo mondo (quanti sono pronti a RINUNCIARE alle invenzioni israeliane: dalle chat ai telefonini, ai processori per computer portatili, alle medicine generiche a basso costo, ai procedimenti chirurgici non invasivi, eccetera?
    Quanti premi Nobel per medicina, biologia, eccetera, hanno vinto negli ultimi 100 anni nei paesi musulmani che cosí tanto premono per cancellare Israele dalla carte geografica e di cui codesti individui sono cosí solerti sostenitori?
    La battaglia per la libertà de mondo occidentale va di pari passo con la lotta in favore d’Israele, come ben disse Eric Hoffer il 26 Maggio 1968 sul Los Angeles Times (http://www.factsandlogic.org/outstanding_hoffer.html):
    “…as it goes with Israel so will it go with all of us. Should Israel perish the holocaust will be upon us…”

    sergio hadar tezza
    UCLA History

  4. Il brevissimo scritto di Eric Hoffer
    Israel’s Peculiar Position
    (traduzione italiana: http://www.facebook.com/note.php?note_id=148764137188)

    In 1968 the LA times ran this article, written by Eric Hoffer, a former longshoreman and non-Jewish American social philosopher. Born in 1902, Hoffer died in 1983, after writing nine books and winning the Presidential Medal of Freedom. Although written 34 years ago, the following is as timely and applicable today as then.

    by Eric Hoffer
    May 26, 1968

    The Jews are a peculiar people: things permitted to other nations are forbidden to the Jews. Other nations drive out thousands, even millions of people, and there is no refugee problem. Russia did it, Poland and Czechoslovakia did it. Turkey threw out a million Greeks and Algeria a million Frenchman. Indonesia threw out heaven knows how many Chinese and no one says a word about refugees. But in the case of Israel displaced Arabs have become eternal refugees. Everyone insists that Israel must take back every single Arab.

    Arnold Toynbee calls the displacement of the Arabs an atrocity greater than any committed by the Nazis.

    Other nations when victorious on the battlefield dictate peace terms. But when Israel is victorious, it must sue for peace. Everyone expects the Jews to be the only real Christians in this world.

    Other nations — when they are defeated — survive and recover, but should Israel be defeated it would be destroyed. Had Nasser triumphed last June he would have wiped Israel off the map and no one would have lifted a finger to save the Jews. No commitment to the Jews by any government, including our own, is worth the paper it is written on.

    There is a cry of outrage all over the world when people die in Vietnam or when two Negroes are executed in Rhodesia. But when Hitler slaughtered Jews no one remonstrated with him. The Swedes, who are ready to break off diplomatic relations with America because of what we did in Vietnam, did not let out a peep when Hitler was slaughtering Jews. They sent Hitler choice iron ore and ball bearings, and serviced his troop trains to Norway.

    The Jews are alone in the world. If Israel survives it will be solely because of Jewish efforts. And Jewish resources. Yet at this moment Israel is our only reliable and unconditional ally. We can rely more on Israel than Israel can rely on us. And one has only to imagine what would have happened last summer had the Arabs and their Russian backers won the war to realize how vital the survival of Israel is to American and the West in general.

    I have a premonition that will not leave me; as it goes with Israel so will it go with all of us. Should Israel perish the holocaust will be upon us.

  5. Libertà di stampa,libertà
    Libertà di stampa,libertà di opinione,tutte sacrosante,tutte presenti nello stato “criminale” di Israele.E presenti,giustamente,sull’Occidentale.Così si possono anche leggere commenti ributtanti come quelli del solito anonimo.Per non dimenticare che esiste anche gentaglia del genere.Che,purtroppo,abbonda.

  6. La fine
    E’ terribile avere di fronte un paese sul quale è impossibile fare critiche perchè subito si è tacciati di antisemitismo.
    Questi possono ormai sparare liberamente sui palestinesi e coprire di vergogna qualsiasi persona semplicemente perchè sono contrari alle loro opinioni o al furto della terra palestinese.

    Subito infatti inizierà la lagna dell’antisemitismo e i bambini addestrati a scuola dalle maestre sul tema del povero ebreo perseguitato e vittima dell’olocausto lo guarderanno come una persona da odiare.

    Furbi questi istraeliani eh !

    Però molti altri popoli sono stati soggetti a pratiche di stermino e non per questo gli si è permesso di rubare la terra ad altri popoli con la forza e passare il resto dell’esistenza a proclamarsi vittime di un mondo formato da cattive persone.

    Se gli israeliani sono sempre meno simpatici al mondo una ragione ci sarà.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here