Ecco la legge elettorale che piace a Berlusconi e a Veltroni

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Ecco la legge elettorale che piace a Berlusconi e a Veltroni

Ecco la legge elettorale che piace a Berlusconi e a Veltroni

07 Dicembre 2007

DISEGNO DI LEGGE

 

Modifiche al testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica

30 marzo 1957, n. 361, in materia di
elezione della Camera dei deputati,

e al testo unico di cui al decreto
legislativo 20 dicembre 1993, n. 533,

in materia di elezione del Senato della
Repubblica

 

 

Articolo 1

(Modifiche al sistema di elezione della Camera dei
deputati)

 

1. All’articolo 1 del testo unico delle leggi recanti
norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto della
Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni,
di seguito denominato “decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957”, il comma 2 è
sostituito dal seguente:

         “2.
Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella
tabella A allegata al presente testo unico. Ogni circoscrizione è suddivisa in
collegi uninominali pari alla metà dei seggi assegnati alla circoscrizione, con
arrotondamento all’unità inferiore. Salvo i seggi assegnati alla circoscrizione
Estero, la ripartizione dei seggi è effettuata in ragione proporzionale, in
sede di Ufficio centrale circoscrizionale, a norma degli articoli 77, 83 e 84,
fermo restando l’elezione in ciascun collegio uninominale del candidato che ha
riportato il maggior numero dei voti validi.” 

 

2. All’articolo 4 del decreto della Presidente della
Repubblica n. 361 del 1957 il comma 2 è sostituito dal seguente:

“2. Ogni elettore dispone di un voto per la scelta
contestuale della lista, ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione
proporzionale, nonché del candidato nel collegio uninominale ad essa collegato,
contraddistinto dal medesimo contrassegno, da esprimere su un’unica scheda
recante i contrassegni di ciascuna lista.

 

3. All’articolo 14 del decreto della Presidente della
Repubblica n. 361 del 1957 il comma 1 è sostituito dal seguente:

“1. I partiti o i gruppi politici organizzati, che
intendono presentare liste di candidati e candidati nei collegi uninominali,
debbono depositare presso il Ministero dell’interno il contrassegno unico con
il quale dichiarano di voler distinguere le liste di candidati nelle singole
circoscrizioni nonché i candidati nei singoli collegi uninominali. All’atto del
deposito del contrassegno deve essere indicata la denominazione del partito o
del gruppo politico organizzato.”

        

4. All’articolo 18-bis, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, sono apportate le seguenti
modificazioni:

a) al comma 2, dopo le parole: “La presentazione delle
liste dei candidati per l’attribuzione dei seggi con metodo proporzionale”
inserire le seguenti: “e dei candidati nei collegi uninominali”;

b) al comma 3, il secondo periodo è sostituito dal
seguente: “La lista è formata da un numero di candidati non inferiore a due e
non superiore alla metà dei seggi assegnati alla circoscrizione, con
arrotondamento all’unità superiore.”

 

 

5. All’articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 361 del 1957, il primo periodo è sostituito dai seguenti: “Nessun
candidato può essere compreso in liste con diversi contrassegni nella stessa o
in altra circoscrizione, pena la nullità dell’elezione. Nessun candidato può
essere incluso nelle liste con lo stesso contrassegno in più di cinque  circoscrizioni, pena la nullità dell’elezione.
Nessun candidato può accettare la candidatura in più di un collegio
uninominale, anche se di circoscrizioni diverse, pena la nullità della
candidatura“.

 

6. All’articolo 20, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 361 del 1957, dopo le parole: “Le liste di candidati”
inserire le seguenti: “e le candidature nei collegi uninominali”.

 

7. L’articolo 77 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 361 del 1957%2C il numero 2) 
è sostituito dal seguente:

“Articolo 77 – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale,
compiute le operazioni di cui all’articolo 76, facendosi assistere, ove lo
ritenga opportuno, da uno o più esperti scelti dal presidente:

1) determina la cifra elettorale circoscrizionale di
ogni lista. Tale cifra è data dalla somma dei voti conseguiti dalla lista
stessa nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione;

2) comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di
estratto del verbale, la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista
nonché il totale dei voti validi della circoscrizione.

        

8. L’articolo 83 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:

“Articolo 83 – 1. L’Ufficio centrale nazionale,
ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali
circoscrizionali, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o più
esperti scelti dal presidente:

1)  determina la
cifra nazionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre
elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste
aventi il medesimo contrassegno;

 2) individua le
liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti
validi espressi nonché le liste rappresentative di minoranze linguistiche

riconosciute,
presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il
cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze
linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi
espressi nella circoscrizione;

 3) comunica ai
singoli Uffici elettorali circoscrizionali l’elenco delle liste di cui al
numero 2).”

 

9.  L’articolo 84
del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, è sostituito dal
seguente:

         “Articolo
84 – 1. L’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio
centrale nazionale le comunicazioni di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3):

1) proclama eletto in ciascun collegio uninominale, in
conformità ai risultati accertati, il candidato che ha ottenuto il maggior
numero di voti validi, escludendo i candidati collegati a liste non comprese
nell’elenco di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3);

         2)
determina la cifra individuale di ogni candidato presentatosi in uno dei
collegi uninominali della circoscrizione e non proclamato eletto ai sensi del
numero 1). Tale cifra è determinata moltiplicando per cento il numero dei voti
validi ottenuti e dividendo il prodotto per il numero complessivo dei voti
validi nel collegio uninominale;

3) per ciascuna delle liste comprese nell’elenco di
cui all’articolo 83, comma 1, numero 3), determina la graduatoria dei candidati
nei collegi uninominali, ad essa collegati, non proclamati eletti ai sensi del
numero 1); a parità di cifra individuale prevale il più anziano di età;

4) per ciascuna delle liste comprese nell’elenco di
cui all’articolo 83, comma 1, numero 3), divide la cifra elettorale
circoscrizionale successivamente per 1, 2, 3, 4… sino a concorrenza dei seggi
complessivamente assegnati alla circoscrizione. I seggi sono attribuiti, salvo
quanto previsto dai numeri 5) e 6), alle liste cui corrispondono nell’ordine i
più alti quozienti ottenuti da tali divisioni. A parità di quoziente, nelle
cifre intere e decimali, il seggio è attribuito alla lista che ha ottenuto la
maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio;

5) al numero dei seggi attribuito a ciascuna lista ai
sensi del numero 4), sottrae il numero di seggi conseguiti dai candidati nei
collegi uninominali collegati alla lista medesima;

         6) qualora il numero di seggi
conseguito nei collegi uninominali dai candidati collegati ad una lista sia
superiore al numero di seggi attribuito alla medesima lista ai sensi del numero
4), fermi restando i seggi conseguiti nei collegi uninominali dai candidati
collegati a tale lista, si procede ad una nuova ripartizione dei seggi restanti
tra le altre liste, ripetendo le operazioni di cui al numero 4) e al numero
5);   

         7) proclama eletti, nei limiti dei
seggi ai quali ciascuna lista ha diritto ai sensi del numero 5) i candidati
compresi nella lista medesima, secondo l’ordine di presentazione. Se qualcuno
tra essi è già stato proclamato eletto ai sensi del numero 1), proclama eletti
i candidati che seguono nell’ordine progressivo di presentazione. Qualora ad
una lista spettino più seggi di quanti siano i suoi candidati, proclama eletti,
sino a concorrenza del numero dei seggi spettanti ai sensi del numero 5) e
seguendo l’ordine delle rispettive cifre individuali, i candidati della
graduatoria di cui al numero 3) che non risultino già proclamati eletti.

         8) comunica all’Ufficio centrale nazionale,
a mezzo di estratto del verbale, le risultanze delle operazioni di cui ai
numeri precedenti, ai fini di cui all’articolo 84-bis”.

 

 

10. Dopo l’articolo 84 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 361 del 1957, è inserito il seguente:

“Art. 84 bis – 1. L’Ufficio centrale nazionale,
ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali circoscrizionali:

    1) qualora una lista abbia esaurito il
numero dei candidati presentati in una circoscrizione e non sia quindi
possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti in quella medesima
circoscrizione ai sensi dell’articolo 84, comma 1, numero 7), assegna i seggi
alla lista nelle altre circoscrizioni della stessa regione o, in mancanza,
delle altre regioni, ove la stessa lista abbia i più alti quozienti non
utilizzati per l’assegnazione dei seggi, ai sensi dell’articolo 84, comma 1,
numero 4). Qualora ciò non sia possibile, per esaurimento dei candidati o
assenza della lista nelle altre circoscrizioni, i seggi sono attribuiti nella
circoscrizione originaria alle altre liste che abbiano ottenuto i più alti
quozienti non utilizzati per l’assegnazione dei seggi, ai sensi dell’articolo
84, comma 1, numero 4);

    2) comunica l’esito delle operazioni di cui
al numero 1) agli Uffici elettorali circoscrizionali ai fini delle relative
proclamazioni.”

 

11. All’articolo 86, comma 2, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 361 del 1957 le parole “di cui all’articolo 84, commi 2, 3
e 4” sono
sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 84 bis, comma 1”.

        

         12.
La tabella A allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 361 del 1957 è sostituita dalla tabella A di cui all’allegato 1
annesso alla presente legge. 

 

 

Articolo 2

(Modifiche al sistema di elezione del Senato della
Repubblica).

 

1. All’articolo 1 del testo unico delle leggi recanti
norme per l’elezione del Senato della Repubblica di cui al decreto legislativo
20 dicembre 1993, n. 533 e successive modificazioni, di seguito denominato
“decreto legislativo n. 533 del 1993”,
sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente
periodo: “Con lo stesso decreto, i seggi assegnati a ciascuna regione sono
ripartiti tra le circoscrizioni di cui alla tabella A allegata al presente
testo unico, dividendo il numero degli abitanti della regione, quale risulta
dall’ultimo censimento generale della popolazione, riportato nella più recente
pubblicazione dell’istituto nazionale di statistica, per il numero dei seggi
assegnati alla regione stessa e distribuendo i seggi in proporzione alla
popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più
alti resti.”;

b) il comma 2  è
sostituito dal seguente: “2. Ogni circoscrizione è suddivisa in collegi
uninominali pari alla metà dei seggi assegnati alla circoscrizione, con
arrotondamento all’unità inferiore.  L’assegnazione
dei seggi tra le liste concorrenti è effettuata in ragione proporzionale a
norma degli articoli 16 e17, fermo restando l’elezione in ciascun collegio
uninominale del candidato che ha riportato il maggior numero di voti validi.”.

 

2. All’articolo 2 del decreto legislativo n. 533 del
1993 le parole “nelle circoscrizioni regionali” sono sostituite con le
seguenti. “nelle circoscrizioni di ciascuna regione”.

 

3. All’articolo 7 del decreto legislativo n. 533 del
1993 è aggiunto, in fine, il seguente comma:

         “2.
Presso la corte d’appello o il tribunale nella cui giurisdizione è il Comune
capoluogo della circoscrizione elettorale è costituito, entro tre giorni dalla
pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, l’Ufficio elettorale
circoscrizionale, composto da tre magistrati, dei quali uno con funzione di
presidente, scelti dal Presidente della corte d’appello o del tribunale”.

 

         4.
All’articolo 9 del decreto n. 533 del 1993 sono apportate le seguenti
modificazioni:

a) al comma 1, dopo le parole: “delle liste di
candidati” inserire le seguenti: “e le candidature nei collegi uninominali”;

b) al comma 4, il secondo periodo è sostituito dal
seguente: “La lista è formata da un numero di candidati non inferiore a due e
non superiore alla metà dei seggi assegnati Alla circoscrizione, con
arrotondamento all’unità superiore.”;

c) al comma 5, le parole: “per ciascuna regione alla
cancelleria della corte d’appello o del tribunale sede dell’ufficio elettorale
regionale” sono sostituite dalle seguenti: “per ciascuna circoscrizione alla
cancelleria della corte d’appello o del tribunale sede dell’ufficio elettorale
circoscrizionale”.

 

         5.
All’articolo 10, commi 1, 2, 3 e 4, del decreto legislativo n. 533 del 1993,
le parole “ufficio elettorale regionale” sono sostituite dalle seguenti:
“ufficio elettorale circoscrizionale”. All’articolo 10, comma 5, del decreto
legislativo n. 533 del 1993, dopo le parole: “delle liste dei candidati” sono
inserite le seguenti: “e delle candidature nei collegi uninominali”. All’articolo
10, comma 7, del decreto legislativo n. 533 del 1993 le parole “uffici
elettorali regionali” sono sostituite con le seguenti: “uffici elettorali
circoscrizionali”.

 

         6.
All’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 533 del 1993 le parole:
“L’ufficio elettorale regionale” sono sostituite con le seguenti: “L’ufficio
elettorale circoscrizionale”.

 

         7.
All’articolo 12, comma 1 e 2, del decreto legislativo n. 533 del 1933 dopo
le parole: “gli uffici elettorali regionali” sono inserite le seguenti: “e
circoscrizionali”.

 

         8.
All’articolo 13, commi 3 e 4, del decreto legislativo n. 533 del 1993 le
parole: “circoscrizione regionale” sono sostituite con le seguenti:
“circoscrizione elettorale”.

 

         9.
All’articolo 14, comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: “e il nome e
cognome dedl candidato nel collegio uninominale”.

 

         10.
L’articolo 16 del decreto legislativo n. 533 del 1993 è sostituito dal
seguente:

         “Articolo
16 – 1. L’Ufficio elettorale circoscrizionale, compiute le operazioni di cui
all’articolo 76 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della
Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
marzo, n. 361 e successive modificazioni, facendosi assistere, ove lo ritenga
opportuno da uno o più esperti scelti dal presidente:

         a)
determina la cifra elettorale circoscrizionale di ogni lista. Tale cifra è data
dalla somma dei voti conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni
elettorali della circoscrizione;

         b)
comunica all’Ufficio elettorale regionale, a mezzo di estratto del verbale, la
cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista nonché il totale dei voti
validi della circoscrizione.

 

11. L’articolo 17 del decreto legislativo n. 533 del 1993
è sostituito dal seguente:

   “Art. 17 – 1. L’Ufficio elettorale
regionale, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici elettorali
circoscrizionali della regione:

         a) determina la cifra elettorale
regionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre
elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste
aventi il medesimo contrassegno;

b) individua le liste che abbiano conseguito almeno il
4 per cento dei voti validi espressi a livello regionale;

c) comunica ai singoli Uffici elettorali
circoscrizionali l’elenco delle liste di cui alla lettera b).

 

12. L’articolo 17 bis del decreto legislativo n. 533 del
1993 è sostituito dal seguente:

“Articolo 17 bis – 
1. L’Ufficio elettorale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio
elettorale regionale le comunicazioni di cui all’articolo 17, comma 1, lettera
c):

a) proclama eletto in ciascun collegio uninominale, in
conformità ai risultati accertati, il candidato che ha ottenuto il maggior
numero di voti validi, escludendo i candidati collegati a liste non comprese
nell’elenco di cui all’articolo 17, comma 1, lettera c);

         b)
determina la cifra individuale di ogni candidato presentatosi in uno dei
collegi uninominali della circoscrizione e non proclamato eletto ai sensi della
lettera a). Tale cifra è determinata moltiplicando per cento il numero dei voti
validi ottenuti e dividendo il prodotto per il numero complessivo dei voti
validi nel collegio uninominale;

c) per ciascuna delle liste comprese nell’elenco di
cui all’articolo 17, comma 1, lettera c), determina la graduatoria dei
candidati nei collegi uninominali, ad essa collegati, non proclamati eletti ai
sensi della lettera a); a parità di cifra individuale prevale il più anziano di
età;

d) per ciascuna delle liste comprese nell’elenco di
cui all’articolo 17, comma 1, lettera c), divide la cifra elettorale
circoscrizionale successivamente per 1, 2, 3, 4… sino a concorrenza dei seggi
complessivamente assegnati alla circoscrizione. I seggi sono attribuiti, salvo
quanto previsto dalle lettere e) e f), alle liste cui corrispondono nell’ordine
i più alti quozienti ottenuti da tali divisioni. A parità di quoziente, nelle
cifre intere e decimali, il seggio è attribuito alla lista che ha ottenuto la
maggiore cifra elettorale e, a parità di quest’ultima, per sorteggio;

e) al numero dei seggi attribuito a ciascuna lista ai
sensi della lettera d), sottrae il numero di seggi conseguiti dai candidati nei
collegi uninominali collegati alla lista medesima;

         f) qualora il numero di seggi
conseguito nei collegi uninominali dai candidati collegati ad una lista sia
superiore al numero di seggi attribuito alla medesima lista ai sensi della
lettera d), fermi restando i seggi conseguiti nei collegi uninominali dai
candidati collegati a tale lista, si procede ad una nuova ripartizione dei
seggi restanti tra le altre liste, ripetendo le operazioni di cui alle lettere
d) ed e);    

         g) proclama eletti, nei limiti dei
seggi ai quali ciascuna lista ha diritto ai sensi della lettera e), i candidati
compresi nella lista medesima, secondo l’ordine di presentazione. Se qualcuno
tra essi è già stato proclamato eletto ai sensi della lettera a), proclama
eletti i candidati che seguono nell’ordine progressivo di presentazione.
Qualora ad una lista spettino più seggi di quanti siano i suoi candidati,
proclama eletti, sino a concorrenza del numero dei seggi spettanti ai sensi
della lettera e) e seguendo l’ordine delle rispettive cifre individuali, i
candidati della graduatoria di cui alla lettera c) che non risultino già
proclamati eletti.

         h) comunica all’Ufficio elettorale
regionale, a mezzo di estratto del verbale, le risultanze delle operazioni di
cui ai numeri precedenti, ai fini di cui all’articolo 17 ter”.

 

13. Dopo l’articolo 17 bis del decreto legislativo n.
533 del 1993 è inserito il seguente:

“Articolo 17 ter – 1. L’Ufficio elettorale regionale, ricevuti
gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali circoscrizionali di cui
all’articolo 17 bis, comma 1, lettera h):

         a)
qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in una
circoscrizione e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa
spettanti in quella medesima circoscrizione ai sensi dell’articolo 17 bis,
comma 1, lettera g), assegna i seggi alla lista nelle altre circoscrizioni
della regione, ove la stessa lista abbia i più alti quozienti non utilizzati
per l’assegnazione dei seggi, ai sensi dell’articolo 17 bis, comma 1, lettera d).
Qualora ciò non sia possibile, per esaurimento dei candidati o assenza della
lista nelle altre circoscrizioni, i seggi sono attribuiti nella circoscrizione originaria
alle altre liste che abbiano ottenuto i più alti quozienti non utilizzati per
l’assegnazione dei seggi, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera d)”.

         b)
comunica l’esito delle operazioni di cui alla lettera a) agli Uffici elettorali
circoscrizionali ai fini delle relative proclamazioni.”

 

 14. All’articolo 18, comma 01, del
decreto legislativo n. 533 del 1993, la parola: “regionale” è sostituita con la
seguente: “circoscrizionale”. All’articolo 18, comma 1, del decreto legislativo
n. 533 del 1993, dopo le parole “dell’ufficio elettorale regionale” sono
aggiunte, le seguenti: “e dell’ufficio elettorale circoscrizionale”.

 

15. All’articolo 19, comma 2, del decreto legislativo n.
533 del 1993 le parole: “ai sensi dell’articolo 17, comma 8” sono sostituite con le
seguenti: “ai dell’articolo 17 ter, comma 1, lettera a)”.

 

16. Alla tabella A allegata al testo unico di cui al
decreto legislativo n. 533 del 1993 è premessa la tabella 1 di cui all’allegato
2 annesso alla presente legge.,

 

 

Articolo 3

 

1. Il Governo è
delegato ad adottare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, ai sensi dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un
decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali nell’ambito di
ciascuna circoscrizione della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) i collegi sono costituiti garantendo la coerenza del relativo
bacino territoriale e di norma la sua omogeneità economico-sociale e le sue
caratteristiche storico-culturali; essi hanno un territorio continuo salvo il
caso in cui il territorio comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non
possono includere il territorio di comuni appartenenti a province diverse, nè
dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro
dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. In
quest’ultimo caso, ove possibile, il comune deve essere suddiviso in collegi
formati nell’ambito del comune medesimo o della medesima città metropolitana
istituita ai sensi dell’art. 18 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Nelle zone
in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei
collegi, anche in deroga ai princìpi ed ai criteri indicati nella presente
lettera, deve tener conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel
minor numero possibile di collegi;

b) la popolazione di ciascun collegio può scostarsi dalla media
della popolazione dei collegi della circoscrizione non oltre il 10 per cento,
in eccesso o in difetto. Tale media si ottiene dividendo la cifra della
popolazione della circoscrizione, quale risulta dall’ultimo censimento
generale, per il numero dei collegi uninominali compresi nella circoscrizione.
Allo scopo di dare attuazione a quanto previsto nella lettera a) per le zone in
cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, gli scarti dalla media
circoscrizionale della popolazione sono giustificati non oltre il limite del 15
per cento, in eccesso o in difetto.

2. Il Governo
predispone lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 sulla base delle
indicazioni formulate, entro due mesi dal suo insediamento, da una Commissione,
nominata dai Presidenti delle Camere, composta dal presidente dell’Istituto
nazionale di statistica, che la presiede, e da dieci docenti universitari o
altri esperti in materie attinenti ai compiti che la Commissione è chiamata a
svolgere.

%0A

3. Lo schema del
decreto legislativo di cui al comma 1, corredato dai pareri espressi, entro
quindici giorni dall’invio, dai consigli regionali e da quelli delle province
autonome di Trento e di Bolzano sulle indicazioni della Commissione di esperti,
prima della sua approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, è trasmesso
alle Camere, ai fini dell’espressione del parere da parte delle Commissioni
permanenti competenti per materia; laddove lo schema si discosti dalle proposte
della Commissione di esperti il Governo deve indicarne i motivi alle Camere; il
parere va espresso entro venti giorni dalla ricezione dello schema. Qualora il
decreto non fosse conforme al parere parlamentare, il Governo contemporaneamente
alla pubblicazione del decreto, deve inviare al Parlamento una relazione
contenente adeguata motivazione.

4. Si prescinde
dai pareri di cui al comma 3 qualora gli stessi non siano espressi entro i
termini assegnati.

5.
All’inizio di ogni legislatura i Presidenti della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica provvedono alla nomina della Commissione per la
verifica e la revisione dei collegi elettorali, composta a norma del comma 2.
Dopo ogni censimento generale, e ogni qualvolta ne avverta la necessità, la
Commissione formula le indicazioni per la revisione dei collegi, secondo i
criteri di cui al presente articolo, e ne riferisce ai Presidenti delle Camere.
Alla revisione delle circoscrizioni e dei collegi elettorali in Italia e
all’estero si procede altresì, con norme di legge, nel caso di modifica
costituzionale avente ad oggetto il numero dei parlamentari o in conseguenza di
nuova disciplina sull’esercizio del voto da parte degli italiani all’estero.

Allegato
1 (articolo 1, comma 12)

 

Tabella A – Camera dei deputati

 

CIRCOSCRIZIONI ELETTORALI

Circoscrizione Sede Ufficio centrale
circoscrizionale
(*) n. seggi
censimento 2001
Regione Piemonte
1) Province di Novara, Biella, Verbano Cusio Ossola, Vercelli Novara 10
2) Provincia di Torino (salvo comune di Torino) Torino 14
3) Provincia di Torino (solo comune di Torino) Torino 9
3) Province di Cuneo, Asti, Alessandria Cuneo 13
Regione Lombardia
5) Province di Varese, Como, Sondrio Varese 17
6) Province di Monza Brianza, Lecco Monza 11
7) Provincia di Milano (salvo comune Milano) Pavia 18
8) Provincia di Milano (solo comune di Milano) Milano 14
9) Provincia di Bergamo Bergamo 11
10) Provincia di Brescia Brescia 12
11) Province di Pavia, Cremona, Lodi, Mantova Pavia 15
Regione Trentino Alto Adige/Südtirol
12) Province di Trento e Bolzano Trento 11
Regione Veneto
13) Province di Treviso e Belluno Treviso 11
14) Provincia di Padova Padova 9
15) Province di Verona e Vicenza Verona 18
16) Province di Venezia e Rovigo Venezia 11
Regione Friuli Venezia Giulia
17) Province di Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine Trieste 13
Regione Liguria
18) Province di Genova, Imperia, La Spezia, Savona Genova 17
Regione Emilia Romagna
19) Province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia Parma 12
20) Province di Bologna e Modena Bologna 17
21) Province di Forlì Cesena, Ferrara, Ravenna, Rimini Forlì 14
Regione Toscana
22) Province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno Pisa 14
23) Province di Firenze, Pistoia, Prato Firenze 15
24) Province di Siena, Arezzo, Grosseto Siena 9
Regione Umbria
25) Province di Perugia e Terni Perugia 7
Regione Marche
26) Provincia di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino Ancona 16
Regione Lazio
27) Provincia di Roma (salvo comune di Roma) Roma 12
28) Provincia di Roma (solo comune di Roma) Roma 28
29) Province di Latina, Frosinone, Rieti, Viterbo Latina 15

Regioni Abruzzo e Molise
30) L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo, Campobasso, Isernia L’Aquila 16
Regione Campania
31) Province di Caserta e Benevento Santa Maria Capua Vetere 12
32) Provincia di Napoli (salvo comune di Napoli) Napoli 22
33) Provincia di Napoli (solo comune di Napoli) Napoli 11
34) Province di Salerno e Avellino Salerno 17
Regione Puglia
35) Province di Foggia, Barletta Andria Trani Foggia 11
36) Provincia di Bari Bari 14
37) Province di Taranto, Brindisi Taranto 10
38) Provincia di Lecce Lecce 38
Regione Basilicata
39) Province di Potenza, Matera Potenza 6
Regione Calabria
40) Province di Cosenza, Crotone Cosenza 10
41) Province di Catanzaro. Reggio Calabria, Vibo Valentia Catanzaro 12
Regione Sicilia
42) Provincia di Palermo Palermo 13
43) Province di Agrigento, Trapani Agrigento 10
44) Province di Catania, Messina Catania 19
45) Province di Siracusa, Caltanisetta, Enna, Ragusa Siracusa 12
Regione Sardegna
46) Province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Oristano Cagliari 10
47) Province di Sassari, Olbia Tempio, Ogliastra, Nuoro Sassari 8

(*) Nota: colonna extra tabella, solo a fini conoscitivi

Allegato
2 (Articolo 2, comma 16)

 

Tabella 1 – Senato della Repubblica

Regione/Circoscrizione Sede Ufficio centrale
circoscrizionale
n. seggi
censimento 2001 (*)
Regione Piemonte
1) Provincia di Torino Torino 11
2) Province di Novara, Cuneo, Alessandria, Asti, Biella, Verbano Cusio Ossola, Vercelli Novara 11
Regione Lombardia
1) Provincia di Milano Milano 16
2) Province di Varese, Como, Lecco, Monza Brianza, Sondrio Varese 13
3) Province di Brescia e Bergamo Brescia 11
4) Province di Pavia, Cremona, Lodi, Mantova Pavia 7
Regione Veneto
1) Province di Verona, Padova, Vicenza Verona 14
2) Province di Venezia, Belluno, Rovigo, Treviso Venezia 10
Regione Friuli Venezia Giulia
1) Province di Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine Trieste 7
Regione Liguria
1) Province di Genova, Imperia, La Spezia, Savona Genova 8
Regione Emilia Romagna
1) Province di Parma, Piacenza, Modena, Reggio Emilia Parma 10
2) Province di Bologna, Ferrara, Forlì Cesena, Rimini Bologna 10
Regione Toscana
1) Province di Pisa, Massa, Lucca, Pistoia, Livorno, Grosseto Pisa 9
2) Province di Firenze, Prato, Arezzo, Siena Firenze 9
Regione Umbria
1) Province di Perugia e Terni Perugia 7
Regione Marche
1) Provincia di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino Ancona 8
Regione Lazio
1) Provincia di Roma Roma 14
2) Province di Latina, Frosinone, Rieti, Viterbo Latina 13
Regione Abruzzo
1) Provincia di L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo L’Aquila 7
Regione Molise
1) Province di Campobasso e Isernia Campobasso 2
Regione Campania
1) Provincia di Napoli Napoli 16
2) Province di Salerno, Avellino, Benevento, Caserta Salerno 14
Regione Puglia
1) Province di Bari, Barletta Andria Trani, Foggia Bari 12
2) Province di Lecce, Taranto, Brindisi Lecce 9
Regione Basilicata
1) Province di Potenza, Matera Potenza 7
Regione Calabria
1) Province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia Catanzaro 10
Regione Sicilia
Province di Palermo, Agrigento, Caltanisetta, Trapani Palermo 12
Province di Catania, Messina, Enna, Ragusa, Siracusa Catania 14
Regione Sardegna
1) Province di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Ogliastra, Olbia Tempio, Carbonia Iglesias, Medio Campidano Cagliari 9

(*) Nota: colonna extra tabella, solo a fini conoscitivi