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“Ecco perché a Hillary preferisco Obama”

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Intervista a Nina Gardner 

Solo tre mesi fa sembrava che Hillary Clinton non avesse rivali. I media l’avevano già incoronata come candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti e la gente considerava persino inutile fare le primarie. Ma la storia è andata differentemente: Barack Obama si è reso protagonista di una rimonta straordinaria quanto inaspettata: ora è lui il favorito per la nomination democratica alla Casa Bianca. Nina Gardner, co-presidente degli ‘Americans in Italy for Obama’, ci fa scoprire le ragioni del successo di Obama e i difetti della Clinton. 

Come giudica fino adesso l’andamento delle primarie?
L’ascesa di Barack Obama è la prova della grandezza della democrazia americana. Obama è una figura nuova rispetto a Hillary Clinton, non aveva la sua notorietà e aveva molti meno soldi per la campagna elettorale. Ma grazie al suo carisma è riuscito a recuperare lo svantaggio di partenza e a dare filo da torcere a Hillary. Con il tempo Obama è riuscito a farsi conoscere e a superare il suo avversario nei voti, nei delegati e nei soldi.

Qual è stato il suo punto di forza?
Il carisma, appunto. Quando Obama parla la gente lo segue, come Kennedy. Lo si è visto fin dall’inizio: in migliaia vanno ad ascoltarlo e sono sempre di più. E’ una persona che coinvolge la gente, la fa sognare e sperare. Ma non é solo un sognatore, è anche un uomo di sostanza. Può trascinare la gente a dare il meglio di sé e questo non si vedeva da anni. 

E il suo punto debole?
Forse il fatto che non è ancora conosciuto e per questo la gente può pensare che non ha esperienza. Certamente ha meno esperienza di Hillary, questo va detto. Ma non sempre la poca esperienza è un fattore negativo. Basta guardare gli uomini dell’attuale amministrazione che hanno esperienza da vendere… 

Una differenza tra Obama e Hillary?
Obama non è un opportunista. Conosco molto bene Hillary, è la mia senatrice, ma di lei non mi piace l’opportunismo. Accettando di farsi finanziare da Rupert Murdoch, il padrone di Fox News, quando aveva già un grande vantaggio sui soldi, Hillary ha dimostrato di essere disposta ad accettare finanziamenti da chiunque e di essere disposta a fare gli interessi di chiunque purché la finanzi. Il giudizio positivo sulla persona conta anche più dell’esperienza. 

Tra i candidati poi, Obama è stato l’unico a essere stato contro la guerra in Iraq fin dall’inizio. D’accordo, era solo un senatore dell’Illinois ma era pur sempre un uomo pubblico e all’epoca, per un uomo pubblico, si trattava di una posizione scomoda perché chi era contro la guerra in Iraq veniva accusato di essere antipatriottico ed era considerato alla stregua di un lebbroso. Quindi rispetto molto una persona che ha fatto una scelta di principio che avrebbe potuto mettere a repentaglio la sua carriera politica.

Hillary allora non sarebbe una buona presidente.
Non dico questo ma due punti vanno considerati. Primo: Hillary non trascina la gente a dare il meglio di sé. È preparatissima come tutte le donne, ma nei prossimi anni gli Stati Uniti dovranno prendere decisioni molto difficili. Ad esempio, il prossimo presidente dovrà dire alla popolazione che non è più possibile guidare i Suv: “Basta, dobbiamo cominciare a conservare l’ambiente, anche se questo non vuol dire stravolgere il nostro stile di vita”. Se sarà Hillary a dirlo gli americani non la staranno nemmeno a sentire, se lo dirà Obama la gente sarà disposta a seguirlo come fosse una messia. Ha la capacità di trascinare la gente anche ad accettare decisioni impopolari. E’ una speranza per gli Stati Uniti e per il mondo. 

Il secondo punto è avere per la prima volta alla presidenza degli Stati Uniti qualcuno che è stato eletto senza l’appoggio di grandi gruppi, delle corporations e degli interessi costituiti.

Dal punto di vista morale come giudica Hillary?
Dal punto di vista morale darei senza dubbio più punti ad Obama. Perché nella presidenza Clinton ci sono stati dei punti di amoralità, non solo dal punto di vista personale (e sappiamo tutti a cosa mi riferisco…) ma anche pubblico che non sono  mai stati chiariti fino a in fondo. Mi limito a ricordare gli scandali Travelgate e Whitewater. Molte donne poi la compatiscono, dicono “certo Hillary è stata la moglie che ha dovuto subire quella situazione con la Lewinski, poverina…”, ma in realtà aveva interesse a farlo.

In economia chi è la ricetta migliore, Obama o Hillary?
In economia non ci sono grandi differenze tra i candidati. Sulle issues si trovano più o meno d’accordo. C’è chi dice che il piano per la sanità di Hillary sia migliore però sulla sostanza generalmente si equivalgono. Comunque Obama proviene dalla classe media ed è più sensibile alle tematiche sociali.

Come giudica invece McCain?
E’ un candidato importante per questo sarebbe meglio ci fosse Obama a contendergli la Casa Bianca: avrebbe sicuramente più chance rispetto a Hillary di vincere contro McCain. Hillary ha un indice di negatività molto alto: il 50 per cento del paese la odia.

Perché la odia?
Hillary ha dato un’immagine di sé che non è piaciuta a molte donne americane. L’opportunismo è la sua macchia principale. I problemi di Bill Clinton con le donne erano chiari fin dall’inizio e molte ritengono che Hillary avesse accettato la cosa per pura convenienza. Inoltre le casalinghe non credo abbiano dimenticato le sue parole appena arrivata alla Casa Bianca: “I’m not here to bake cookies”. Ha perso così il sostegno di milioni di donne, ma quel che è peggio è che non prenderà nemmeno un voto al di fuori del partito democratico. Contro McCain, che è un repubblicano indipendente, c’è bisogno di qualcuno che peschi voti  anche nel centrodestra e solo Obama è in grado di farlo. Personalmente sono riuscita a portare tre repubblicani al fund raiser per Obama a Londra; quando hanno sentito parlare Michelle, la moglie di Obama, hanno offerto subito il massimo del finanziamento. Obama ha l’appeal trasversale indispensabile per vincere le elezioni.

Il punto di forza e il punto debole di McCcain.
McCain è un eroe di guerra e questo può essere il suo punto di forza. Ma il fatto di aver appoggiato il surge in Iraq potrà rivelarsi un’arma a doppio taglio. Personalmente non sono convinta che le cose stiano andando per il verso giusto in Iraq, come dice Fox News, e anche in Afghanistan le cose vanno così così. La campagna elettorale è ancora lunga, di qui al 4 novembre può succedere di tutto. Se la situazione in Iraq peggiora, o se a livello internazionale succedono cose imprevedibili o che non si possono contenere, i consensi di McCain crollerebbero a picco. Ecco perché la strategia elettorale, incentrata soprattutto sui progressi compiuti in Iraq, è rischiosa. Poi McCain dice che non sa nulla di economia. Ma stiamo entrando in una fase di recessione e una persona che dice l’economia non è la sua priorità come può diventare presidente degli Stati Uniti? Di qui a novembre l’economia americana potrà andare ancora peggio e questo potrà sfavorirlo rispetto a Obama che sull’economia ha idee più chiare.

Da dove provengono i finanziamenti per Obama? Lei ha parlato di gruppi d’interesse che appoggiano la Clinton. Esisterà anche qualche gruppo che sponsorizza Obama.
La cosa bella di questa campagna elettorale, la cosa che la rende davvero unica è che i finanziamenti per Obama vengono da tutti noi. La Clinton oggi si trova a corto di soldi perché i suoi sostenitori le hanno versato subito il contributo massimo di 2 mila e 300 dollari, così che in questo momento Hillary non può rivolgersi più a nessuno per rimpinguare le casse. Fino a due mesi fa, invece, la gente non aveva versato ad Obama più di 10-25 dollari e oggi sta facendo nuove donazioni fino al limite massimo. Così Obama può contare su denaro fresco. Inoltre, la possibilità di effettuare i versamenti su internet ha notevolmente incrementato le nostre capacità di finanziamento.

Come si sono schierate le star di Hollywood?
Il mondo del cinema si è diviso equamente. Alcune star si sono schierate per Obama altre per Hillary. Clooney e De Niro per Hillary, ad esempio. All’inizio anche a Hollywood nessuno pensava che Obama avrebbe potuto farcela poi le cose sono cambiate. Una persona che sta aiutando molto Obama è Oprah Winfrey. Lei ha molto seguito, soprattutto tra le donne americane.

Come andranno a finire le primarie e poi le presidenziali? Una sua previsione realistica.
Obama ce la farà a conquistare la nomination, risicatamente ma ce la farà. E vincerà su McCain con 5-10 punti di scarto.

E’ possibile che Hillary diventi la vicepresidente di Obama?
Non è possibile. Hillary non accetterà mai il ruolo di numero due; è già senatrice, avrebbe troppo da perdere.

Chi verrà nominato alla vicepresidenza?
Il mio suggerimento a Obama è di prendere con sé Janet Napolitano, governatrice dell’Arizona. Una donna bravissima che metterebbe a tacere le femministe che puntano tutto su Hillary.

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