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Ecco perché i termovalorizzatori sono sicuri

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Per legge e per logica la termovalorizzazione è un sistema sicuro, controllato e intelligente. Vediamo perché oltre ogni ragionevole dubbio.

Chiariamo una volta per tutte i problemi relativi al trattamento meccanico biologico?
Con il termine di trattamenti meccanico biologici (MBT) si intendono una serie di processi solo apparentemente simili, che hanno come scopo quello di intervenire sul rifiuto con processi di selezione e di modificazione per via biologica dello stato fisico chimico delle diverse componenti che lo compongono. Tali processi hanno come obiettivo la separazione di flussi di rifiuti a prevalente matrice biologica (ovvero biodegradabili) da flussi a prevalente matrice non biologica (ovvero non biodegradabili). Il metodo prevede che, sfruttando l’attività microbica naturale seppure controllata, si intervenga sulle componenti biodegradabili, in modo da rendere tali frazioni stabili (cioè che non vadano più in putrefazione). Tra le modalità di trattamento biologico applicabili ai rifiuti c’è la digestione anaerobica. Si tratta di un processo in cui, in assenza di ossigeno, le frazioni di rifiuto biodegradabili vengono distrutte dalla flora microbica e batterica presente, fino a produrre un gas con un buon livello di metano. Tali tecnologie, interessanti perché consentono di produrre energia da processi biologici - e quindi a bassa temperatura - sono comunque idonee solo per rifiuti ad alto contenuto biodegradabile e quindi paradossalmente sono non applicabili come fase finale di un processo di raccolta differenziata, in cui si ha proprio l’effetto di ridurre notevolmente il contento di rifiuti biodegradabili. Rispetto ai trattamenti termici, i processi meccanico biologico pongono il problema della maggiore quantità di materia che resta da destinare a discarica, non essendo questi in grado di trattare le frazioni non biodegradabili che, se non inerti, sono invece distrutte dai processi termici.

E’ vero che il trattamento meccanico biologico è un’alternativa alla termovalorizzazione dei rifiuti?
È da premettere che qualunque programma di gestione dei rifiuti, sulla base di un processo quanto più efficace ed efficiente possibile di raccolta differenziata che permetta di ridurre il quantitativo di rifiuti da destinare a smaltimento, non potrà avere altra alternativa al trattamento termico di distruzione. Questo perché, il Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 "Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti", a partire dal 1 gennaio 2007 ha vietato lo smaltimento in discarica di rifiuti aventi potere calorifico elevato (Art.6: non sono ammessi in discarica rifiuti con PCI (Potere calorifico inferiore) > 13.000 kJ/kg). Il problema quindi riguarda la gestione di tutti quei materiali che, se non riciclati adeguatamente, dovranno essere destinati a trattamento termico. I processi MBT hanno visto larga applicazione in alcuni paesi europei, segnatamente Spagna, Italia e Germania. In realtà rappresentano una gamma molto vasta e variegata di tecnologie che hanno la funzione di pretrattare il rifiuto al fine di renderlo idoneo o allo smaltimento in discarica o per processi di recupero energetico.

Esistono altre tecnologie di termocombustione?
Altre opzioni tecnologiche prevedono la possibilità di avere processi di gassificazione o di pirolisi, che, operando a temperature medio alte, hanno come obiettivo la trasformazione del rifiuto in composti gassosi, liquidi o anche solidi combustibili che possano trovare applicazione in macchine di trasformazione energetica di tipo più convenzionale rispetto agli impianti di incenerimento. Tali processi nonostante il notevole sforzo di ricerca che negli anni è stato sviluppato non hanno ancora raggiunto una scala di garanzia sufficiente a poterne evidenziare l’applicabilità se non in casi specifici, per particolari condizioni di sinergia industriale o per particolari tipologie di rifiuti.

La differenza tra nanopolveri e polveri sottili? Dal camino del termovalorizzatore escono nanopolveri?
Qualunque processo di combustione ha come effetto indesiderato la produzione di polveri che si caratterizzano in base alla loro dimensione. Le più piccole sono quelle più difficilmente catturabili e più pericolose dal punto di vista sanitario. Anche i processi di combustione dei rifiuti hanno come effetto la produzione di polveri, da quelle più grandi a quelle di dimensioni tanto piccole da poter essere assimilate per alcuni comportamenti fisici a un gas. Rispetto ad altri processi di combustione, gli impianti di incenerimento sono stati dotati obbligatoriamente di sistemi di abbattimento delle polveri sempre più efficienti. Questo perché, dagli anni ‘90 e a partire dalle esperienze nordeuropee, i livelli autorizzati sono molto bassi. Questi sistemi di abbattimento delle polveri, che non hanno invece applicazione in tutti gli altri processi di combustione, permettono di ridurre i quantitativi di polveri prodotte e intervengono efficacemente anche sulle polveri finissime che sono state rilevate applicando tecnologie oggi di largo impiego come i sistemi di filtrazione a maniche. 

Qual è il risparmio di CO2 rispetto alla discarica?
Il risparmio di CO2 con la distruzione termica rispetto alla discarica è dovuto a due motivi. Il primo riguarda la maggiore capacità di produrre energia dai rifiuti anziché da altre fonti che ne produrrebbero di più. Il secondo effetto di notevole importanza è il fatto che il carbonio degradabile presente nel rifiuto, se sottoposto a combustione genera solo anidride carbonica, mentre se lasciato in discarica produce un biogas che non riesce ad essere completamente intercettato e finisce nell’atmosfera con un effetto di alterazione climatica 21 volte maggiore dell’anidride carbonica.

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10 COMMENTS

  1. termovalorizzatori
    credo che le sperimentazioni con la pirolisi siano tanto avanzate da consentirne l’adozione. ciò – si badi bene – non toglie nulla alla sicurezza dei termovalorizzatori (se ben funzionanti)

  2. sicuro? vai a vivere vicino ad un inceneritore
    Dario Giardi dire “Per legge e per logica la termovalorizzazione è un sistema sicuro, controllato e intelligente. Vediamo perché oltre ogni ragionevole dubbio.” non ti sembra azzardato? Ti sembra intelligente bruciare imballaggi inutili? Intelligente sarebbe eliminare gli imballaggi di plastica, azz ma niente termovalorizzatori dopo 😛

    Per seconda cosa non so se lo sai, ma con gli scarti umidi si può ricavare biogas che può essere utilizzato come fonte di riscaldamento.
    Terzo, tu sei davvero certo che i filtri blocchino tutto? I pm1 e 2? Neanche un ragionevole dubbio? Mi chiedo come mai i giornalisti di oggi sono così sicuri di tutto e lavorano gli imprenditori e non per i cittadini, guarda le ultime ricerche sulla diossina elevata trovata a Brescia… La sicurezza non esiste mai, non dovrei dirtelo io.

  3. Dario Giardi dire “Per legge
    Dario Giardi dire “Per legge e per logica la termovalorizzazione è un sistema sicuro, controllato e intelligente. Vediamo perché oltre ogni ragionevole dubbio.” non ti sembra azzardato? Ti sembra intelligente bruciare imballaggi inutili? Intelligente sarebbe eliminare gli imballaggi di plastica, azz ma niente termovalorizzatori dopo 😛 Per seconda cosa non so se lo sai, ma con gli scarti umidi si può ricavare biogas che può essere utilizzato come fonte di riscaldamento. Terzo, tu sei davvero certo che i filtri blocchino tutto? I pm1 e 2? Neanche un ragionevole dubbio? Mi chiedo come mai i giornalisti di oggi sono così sicuri di tutto e lavorano gli imprenditori e non per i cittadini, guarda le ultime ricerche sulla diossina elevata trovata a Brescia… La sicurezza non esiste mai, non dovrei dirtelo io.

  4. i dubbi che non mi hai tolto
    riguardo alle domande La differenza tra nanopolveri e polveri sottili? Dal camino del termovalorizzatore escono nanopolveri? r sta pe rla tua risposta.. d per le domande che mi sorgono spontanee R__Qualunque processo di combustione ha come effetto indesiderato la produzione di polveri che si caratterizzano in base alla loro dimensione D__Fin qui ben poco hai detto null’ altro che il fuoco fa fumo. R__Le più piccole sono quelle più difficilmente catturabili e più pericolose dal punto di vista sanitario D__Quindi.. le piu piccole (e le piu dannose) sono le nano o le sottili? D__Se mi stai chiarendo la differenza non ti pare il minimo dirmelo? D__Io, contadino che coltivo la terra vicino al tuo inceneritore, devo per forza andarmi a leggere un enciclopedia scientifica per capire che LE NANOPOLVERI SONO MOLTO PIU DANNOSE DELLE POLVERI SOTTILI? R__Anche i processi di combustione dei rifiuti hanno come effetto la produzione di polveri Questo non fa che dire che ANCHE il fuoco del inceneritore fa fumo Beh su questo lo ammetto non ho dubbi! R__a quelle più grandi a quelle di dimensioni tanto piccole da poter essere assimilate per alcuni comportamenti fisici a un gas Ok.. tutto a un tratto pretendi che io da solo debba sapere che cosa implica questa affermazione. D__cosa vuol dire che si comporta come un gas? Dilla meglio.. D__Che fa male il doppio? D__perche sei cosi poco chiaro? R__gli impianti di incenerimento sono stati dotati obbligatoriamente di sistemi di abbattimento delle polveri sempre più efficienti. D__Efficenti? D__Nel senso che prendono particelle sempre piu piccole (e piu pericolose)? D__state cercando di fare il filtro con la rete piu fina? D__O che prendono sempre piu “particellone” ma lasciano queste famose nano-particelle vagare per l’ etere? R__Questo perché, dagli anni ‘90 e a partire dalle esperienze nordeuropee, i livelli autorizzati sono molto bassi. D__ma per caso non è perche questa tecnologia non è proprio considerata a livello europeo la piu intelligente funzionale? D__Ah poi, questi livelli bassi a cosa si riferiscono, negli anni 90 gia parlavano di nano particelle? D__O forse parlano di polveri diverse? R__Questi sistemi di abbattimento delle polveri non hanno applicazione in tutti gli altri processi di combustione D__io ammetto di non conoscere a fondo le alternative agli inceneritori, ma da quanto dice il tuo articolo, almeno per i rifiuti non biodegradabili non ci sono alternative alla combustione, è esattamente cosi? R__ permettono di ridurre i quantitativi di polveri prodotte e intervengono efficacemente anche sulle polveri finissime D__ ma perche dici finissime? Ti sei chiesto la differenza tra questo e quello? Almeno nominali che ci stai prendendo in giro? R__che sono state rilevate applicando tecnologie oggi di largo impiego come i sistemi di filtrazione a maniche. Qua poi, butti là, un ultima parolona per convincere l’ elettore che se non ha capito la risposta.. è stupido lui.

  5. i dubbi che non mi hai tolto
    circa la domanda: La differenza tra nanopolveri e polveri sottili? Dal camino del termovalorizzatore escono nanopolveri? R__Qualunque processo di combustione ha come effetto indesiderato la produzione di polveri che si caratterizzano in base alla loro dimensione D__Fin qui ben poco hai detto null’ altro che il fuoco fa fumo. ¬¬R__Le più piccole sono quelle più difficilmente catturabili e più pericolose dal punto di vista sanitario D__Quindi.. le piu piccole (e le piu dannose) sono le nano o le sottili? D__Se mi stai chiarendo la differenza non ti pare il minimo dirmelo? D__Io, contadino che coltivo la terra vicino al tuo inceneritore, devo per forza andarmi a leggere un enciclopedia scientifica per capire che LE NANOPOLVERI SONO MOLTO PIU DANNOSE DELLE POLVERI SOTTILI? R__Anche i processi di combustione dei rifiuti hanno come effetto la produzione di polveri Questo non fa che dire che ANCHE il fuoco del inceneritore fa fumo Beh su questo lo ammetto non ho dubbi! R__a quelle più grandi a quelle di dimensioni tanto piccole da poter essere assimilate per alcuni comportamenti fisici a un gas Ok.. tutto a un tratto pretendi che io da solo debba sapere che cosa implica questa affermazione. D__cosa vuol dire che si comporta come un gas? Dilla meglio.. D__Che fa male il doppio? D__perche sei cosi poco chiaro? R__gli impianti di incenerimento sono stati dotati obbligatoriamente di sistemi di abbattimento delle polveri sempre più efficienti. D__Efficenti? D__Nel senso che prendono particelle sempre piu piccole (e piu pericolose)? state cercando di fare il filtro con la rete piu fina? D__O che prendono sempre piu “particellone” ma lasciano queste famose nano-particelle vagare per l’ etere? R__Questo perché, dagli anni ‘90 e a partire dalle esperienze nordeuropee, i livelli autorizzati sono molto bassi. D__ma per caso non è perche questa tecnologia non è proprio considerata a livello europeo la piu intelligente funzionale? D__Ah poi, questi livelli bassi a cosa si riferiscono, negli anni 90 gia parlavano di nano particelle? D__O forse parlano di polveri diverse? R__Questi sistemi di abbattimento delle polveri non hanno applicazione in tutti gli altri processi di combustione D__io ammetto di non conoscere a fondo le alternative agli inceneritori, ma da quanto dice il tuo articolo, almeno per i rifiuti non biodegradabili non ci sono alternative alla combustione, è esattamente cosi? R__ permettono di ridurre i quantitativi di polveri prodotte e intervengono efficacemente anche sulle polveri finissime D__ ma perche dici finissime? Ti SEI chiesto la differenza tra questo e quello? Perche ogni volta cambi definizione? Qui stai palrando di quelle come i gas? Di quelle che fanno male? Di quelle che fanno bene? Quali? che ci stai prendendo in giro? R__che sono state rilevate applicando tecnologie oggi di largo impiego come i sistemi di filtrazione a maniche. Qua poi, butti là, un ultima parolona per convincere l’ elettore che se non ha capito la risposta.. è stupido lui.

  6. Non esistono filtri efficaci
    Premio Pimby 2007 (Please In My Back Yard) Il Comitato Locale di Controllo del termovalorizzatore di Torino Gerbido ha vinto il Premio Pimby 2007 per aver contribuito a dimostrare come infrastrutture e processi di partecipazione si possono conciliare quando gli attori di un territorio si impegnano a condividere tempi, regole e modalità di coinvolgimento. Il Comitato è formato da politici e tecnici di Beinasco, Rivoli, Rivalta, Orbassano, Grugliasco e Torino. E’ stato raggiunto un equilibrio tra la l’inceneritore e la popolazione: da una parte c’è un impianto che brucerà circa mezzo milione di tonnellate di rifiuti all’anno e dall’altra c’è una comunità, che ha accettato delle misure di compensazione, per consentire la realizzazione della struttura. Forse non sanno che per ridurre la produzione di diossina, i termovalorizzatori moderni bruciano i rifiuti a temperature altissime, utilizzando anche combustibili fossili non rinnovabili. Le alte temperature del forno fanno perdere temporaneamente la coesione tra gli atomi dei vari metalli, che subito dopo si riaggregano in leghe, di composizione non prevedibile, sotto forma di nanopolveri, che sono già state ritrovate nei tessuti di coloro che abitano nei paraggi di questi impianti. Per brevità (ma potrei dilungarmi e dimostrare tutto) gli effetti sono analoghi a quelli provocati dalle esplosioni di proiettili con uranio impoverito. Esiste il ragionevole dubbio che queste nanoparticelle possano essere causa di varie patologie, tra cui malformazioni e tumori nei bambini e, insieme con la diossina, l’endometriosi nelle donne in età fertile, senza dimenticare i già documentati rischi di trombosi ed infarti a causa degli effetti sulla coagulazione del sangue (i corpi estranei provocano la formazione di fibrina). Mi chiedo (e chiedo a chi legge) quali compensazioni possano pareggiare i conti, in particolare con donne malate e bambini malformati. Cordiali saluti Dott. Roberto Topino Specialista in Medicina del Lavoro

  7. La Termovalorizzazione: un’epoca finita
    Considerata l’attuale situazione, mi sento in dovere di rimetterVi la presentazione della nostra tecnologia per la gassificazione dei rifiuti misti, anche al fine di permettere ai cittadini di conoscere realmente tutte le tecnologie esistenti e di certo molto più evolute ed efficienti del conclamato termovalorizzatore. La Pyromex Italia, da me rappresentata, è licenzataria per la costruzione e la commercializzazione dell’impianto di gassificazione rifiuti in camera stagna. L’impianto, peraltro modulare per capacità, funziona con forno ad induzione elettrico ed è pertanto privo di camini di alcun genere. Ciò significa che I RIFIUTI NON VENGONO BRUCIATI E NON CONSUMA OSSIGENO , non esiste nessun tipo di emissione (zero assoluto certificato!!)- Sopra gli impianti, realizzabili anche interrati, può essere previsto un giardino pensile o, a seconda delle dimensioni, una polisportiva con utilizzo della energia termica in esubero. Il residuo solido dell’impianto, è un materiale basaltico inerte che può essere utilizzato quale materia prima per laterizi o fondi stradali. NON E’ PREVISTA ALCUNA DISCARICA. Lo stesso PUO’ LAVORARE RIFIUTI URBANI, SPECIALI, OSPEDALIERI, PLASTICA e quant’altro senza necessità di cernita alcuna oppure il residuo derivante dalle cernite. Le dimensioni dell’impianto sono circa un decimo di una termovalorizzatore e produce il doppio di energia. Occorre sottolineare che dai detti rifiuti si ricava a ciclo chiuso il “syngas”, che può essere trasformato in combustibile liquido od in energia elettrica. L’energia elettrica prodotta viene venduta ed immessa in rete e solo una parte è utilizzata dall’impianto per autoalimentarsi; oltre alla energia elettrica viene prodotta energia termica. Tutto ciò permette un ammortamento dell’investimento in tempi brevi. Il sistema modulare ci consente di eseguire il progetto in più fasi, di avere una partenza in pochi mesi oppure l’installazione in più punti della città , vista l’assenza di ciminiere, per ridurre i tempi di raccolta ed il trasporto. Qualora riteniate opportuno che si conosca anche questa possibilità, con la quale già da subito i rifiuti possono essere trasformati in energia ovverosia in ricchezza, potrete considerarci a vostra disposizione. In attesa di Vostro riscontro cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti. Dr. Nicola Deiana

  8. Per risolvere il problema
    Per risolvere il problema dei rifiuti è necessaria una nuova cultura in grado di “non produrre” rifiuti che non siano riutilizzabili, cioè non ci devono essere rifiuti ma soltanto materiali utili. Le “porcherie” che vengono prodotte dal sistema industriale sono una bidonata che dovrebbe appartenere al passato. E’ davvero un -grave scientifico industriale- errore pensare a supertecnologie per “smaltire” i rifiuti (prospettando processi assoluti) e perseguire un sistema produttivo e distributivo analfabeta. Carlo

  9. rifiuti
    Giardi, ti devi informare meglio…
    Quante parole…
    Ne bastano due.
    Dissociatore molecolare.
    Giace inutilizzato a Bagnoli. A che serve?Eliminazione di tutti i rifiuti al 90%.
    Tiratelo fuori anche se non conviene alla camorra.
    L’ha inventato un italiano che ora vive in California.
    Altro che discariche.
    Lo ha in regione quel mascalzone di Bassolino. Addio.

  10. la soluzione alle polveri c’
    la soluzione alle polveri c’ é, si chiama torcia al plasma. Lo stream gassoso contenente polveri non viene filtrato bensì incenerito in una torcia al plasma a 7000°C e atomizzato. Può successivamente essere sottoraffreddato o ‘sbattuto’ su olio asfaltenico a sua volta sottoraffredato producendo un asfalto da costruzione inerte.

    Queste cose esistono, le usano perfino in malesia, e noi stiamo ancora parlando di nanopolveri e di trattamenti meccanici…

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