Home News “Ecco perché la storia militare è patrimonio della comunità nazionale”. Parla Federico Ciavattone

Il 29 novembre convegno a Pisa sul tema

“Ecco perché la storia militare è patrimonio della comunità nazionale”. Parla Federico Ciavattone

Federico Ciavattone, laurea e dottorato di ricerca in storia contemporanea, è autore di numerose pubblicazioni su queste tematiche e di recente è stato nominato Direttore del Centro Studi di Storia del Paracadutismo, un organismo di studi e di ricerca con sede in Pisa. L’Occidentale lo ha raggiunto a pochi giorni dall’importante convegno che si terrà a Pisa il 29 novembre.

Prof. Ciavattone, qual è la situazione degli studi di storia militare in Italia?

La storia militare non è soltanto un ambito importante degli studi storici, ma, quando riferita alle vicende di una comunità nazionale, la sua elaborazione può contribuire in maniera significativa al sentimento di appartenenza comune e alla percezione di un destino storico condiviso. Benché il rigore metodologico e la lontananza dalla mera celebrazione retorica ne facciano una disciplina di assoluto rango accademico, non gode di buonissima salute nelle Università italiane. In questo sostanziale declinare non ha una vita tanto diversa da altre branche della storia e delle discipline umanistiche in generale; ma in più su di essa grava qualche pregiudizio ostile, figlio dello Zeitgeist e dell’ignoranza pura. Nei fatti esiste però una tradizione accademica di un certo peso, a volte inglobata negli insegnamenti più generali, quando non esplicitamente presente come cattedra autonoma: basta ricordare i nomi di Alberto Santoni, Claudio Donati e Virgilio Ilari e del contributo che hanno dato alla conoscenza puntuale della storia militare italiana anche preunitaria, sfatando più di un radicato pregiudizio (attestato già in Erasmo da Rotterdam) sulla “scarsa attitudine degli italiani alle armi” . Non sono mancate in questi annitesi di laurea e di dottorato, che hanno approfondito specifici aspetti.

Lateralmente, ma con approcci metodologici sicuri e risultati prestigiosi, abbiamo l’importante lavoro di ricerca degli uffici storici delle Forze Armate e il lavoro di raccordo e di stimolo non solo accademico svolto dalla Società italiana di studi militari. Negli ultimi tempi il panorama degli interessi si è andato allargando e concretizzando in ricerche più puntali, con convegni anche internazionali dedicati allo sbarco in Normandia e ad altri eventi legati ai conflitti del Novecento.

In questo panorama, come si colloca il Centro studi la lei diretto?

Il Centro studi è nato in seno all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia e ha come fine di studiare la storia del paracadutismo militare e, più in generale, la storia delle istituzioni e della cultura militare italiana. Il centro è una peculiarità italiana ed è l’unica realtà che si occupa di storia del paracadutismo militare. Sebbene la storia del paracadutismo sia relativamente giovane, queste vicende storiche sono estremamente complesse ed hanno attraversato momenti cruciali della storia italiana.

E come vi state muovendo per diffondere la conoscenza?

Curiamo iniziative di taglio strettamente scientifico, ma anche di alta divulgazione. La nostra attività apre prospettive sia conoscitive che didattiche. Abbiamo in programma iniziative editoriali, ma anche la creazione di un archivio, una emeroteca e una biblioteca tematici. Abbiamo curato un ciclo di conferenze sulle operazioni belliche del 1944. Adesso siamo concentrati su un grosso convegno che ha come tema le grandi operazioni aviotrasportate, eseguite e mancate, della seconda guerra mondiale. Il convegno si terrà il 29 novembre nella Tenuta di San Rossore a Pisa e sarà articolato in 4 sessioni in cui si affronteranno le grandi operazioni aviotrasportate, i raid, i colpi di mano, le azioni di interdizione e ed i lanci progettati ma mai eseguiti. Pertanto, nella conferenza i relatori discuteranno dei lanci in Francia, in Sicilia, in Olanda, nei Balcani, a Cefalonia, del lancio mancato di Malta e di molto altro. Le quattro sessioni saranno arricchite da un intervento, in apertura, del Generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini (attuale Presidente Nazionale ANPd’I) e da una lectio magistralis del Generale Beniamino Vergori, comandante della Brigata Paracadutisti Folgore. Ci auguriamo con la nostra attività di contribuire ad una conoscenza più matura e meno approssimativa della storia anche recente, consapevoli che una buona politica non può prescindere da una narrazione storica ben fondata nei documenti.

 

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