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Addavenì la Trojka

Ecco perché non possiamo non definirci ‘montiani’

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Lo sappiamo da tempo. A Monti si perdona tutto. Persino quelle battute intempestive sulla crisi a cui veniva crocefisso Silvio Berlusconi. Pochi mesi or sono, durante il viaggio in Cina, il premier preconizzò che la crisi in Europa ormai era finita. Dopo il vertice di fine giugno, Monti si è presentato alla Camera declamando un bollettino della vittoria, nelle stesse ore in cui i media parlavano delle difficoltà di dare attuazione a quei mezzi impegni emersi durante l’incontro. Eppure, nei loro interventi, tutti  i rappresentanti dei gruppi di maggioranza facevano a gara, in Aula, nel compiacersi di quegli irresistibili successi, attribuendone il merito alle loro proposte come se non sapessero che la <spinta propulsiva> del summit era sfiorita, come la rosa, nello spazio di un mattino.

Ma il più repentino <qui lo dico, qui lo nego> del professore/senatore a vita si è avuto durante il suo ultimo pellegrinaggio tra le Cancellerie europee. In una dichiarazione radiofonica raccolta prima della partenza, Monti ha addirittura prefigurato la prossima fine del tunnel della crisi. Poche ore dopo, in Finlandia, ha lasciato intendere che l’Italia avrebbe potuto anche chiedere quel prestito internazionale la cui concessione è subordinata all’assunzione di precisi impegni sul piano del risanamento con annessa accettazione delle verifiche e delle ispezioni. In sostanza, siamo sempre daccapo: se Maometto non va alla montagna è la montagna a raggiungerlo.

Mario Monti ha applicato questo antico adagio all’Italia e al baratro su cui il Belpaese ballava ai tempi del Cavaliere. Grazie al <Governo degli Illuminati> ci saremmo allontanati dal precipizio; ma il cratere – alla stregua della montagna del Profeta – si sarebbe messo ad inseguirci. Così, siamo ormai ad un passo da quel commissariamento che Silvio Berlusconi aveva, in qualche modo, pre-negoziato con il Fondo monetario già nell’autunno scorso, raccogliendo, in patria, un ulteriore pacchetto di critiche da parte di quanti si erano eretti difensori di quella sovranità nazionale violata, poi strenuamente difesa per alcuni mesi, ma che, in questo mese d’agosto, sarà di nuovo in pericolo. Non viene il dubbio di aver perduto del tempo e di aver tentato inutilmente di evitare il commissariamento internazionale in cambio di uno <made in Italy>, per essere costretti a tornare sui nostri passi un anno dopo, quanto tutto è diventato ancora più difficile?

Ma ormai è evidente che le chiavi della <messa in sicurezza> del Paese  (se mai sarà possibile, visto che nessuna nazione europea può salvarsi o perire da sola) sono fortemente dipendenti dalla politica. Come possono gli investitori internazionali avere fiducia in un Paese che non sa ancora con quale legge elettorale voterà l’anno prossimo, che rischia di avere, in Parlamento, un happening di forze politiche, non solo eccentriche, ma anche ostili alla disciplina della Ue e delle Autorità internazionali, che pensano di avere delle alternative ad una politica di rigore e convinte che basti spogliare a colpi di imposte patrimoniali un manipolo di riccastri?

Già il Governo Monti è nato scontando una contraddizione molto seria: il suo programma era lo stesso indicato dalla lettera della Bce del 5 agosto 2011 per nulla condiviso dalla forza politica – il Pd – che in fondo lo ha sostenuto con maggiori lealtà e sofferenza. Anche il Pdl è stato leale, benché una pattuglia irriducibile di suoi deputati abbia voluto marcare il proprio dissenso, non partecipando o non votando le fiducie, come se ci fosse realmente un’alternativa all’attuale Governo. Salvo poi raccomandarsi che a nessuno venisse in mente di votare a novembre, quando tale ipotesi è emersa tra quelle possibili. Il male dell’Europa sta nel suo modello sociale. Così, se sarà chiesto il prestito, verranno poste delle condizioni sulla medesima linea <neo-liberista> della citata lettera della Banca centrale. E se il Governo le accetterà (potrà fare altrimenti?) esse varranno anche per gli esecutivi futuri: alla faccia delle <visioni> e delle <narrazioni> di Vendola e compagni.

L’unico modo per avere una chance di sopravvivenza, allora, è quello di stringere un patto tra le forze politiche che sostengono l’attuale compagine, impegnandosi a governare insieme, se gli elettori lo consentiranno, fino alla conclusione dell’emergenza. Una scelta siffatta va compiuta adesso già nell’impianto della legge elettorale. Certo, non vi può essere un meccanismo che garantisca a priori questo risultato, ma neppure uno che lo escluda. Guai a rimettersi nella logica delle coalizioni contrapposte, formate da forze politiche che, insieme, possono vincere nelle urne, ma non saranno in grado di governare.

Insomma, ormai ci siamo accorti che Mario Monti non è capace, come ci avevano raccontato, di camminare sulle acque e non sa moltiplicare i pani e i pesci. Eppure, piaccia o no, ormai non possiamo non definirci <montiani>.  

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12 COMMENTS

  1. Monti
    e no, questa non mi va proprio giù, va bene che il PDL dell’ultimo governo, con i provvedimenti liberticidi di giulietto tremonti è stato il boja delle partite IVA e delle PMI, ma sostenere che un cancro come monti sia una cosa buona e giusta fa venire da vomitare.

  2. Legge elettorale?
    La mancanza di una nuova legge elettorale sarebbe un problema?
    Forse… ma prima di questo ce ne è uno che viene prima: chi vince le lezioni non governa se gli và, ha il dovere di governare.
    Le elezioni le ha vinte il PDL…dove siete???
    Ovvio vi nascondete dietro il primo ciarlatano che passava di lì..sai era raccomandato da napolitano…
    Prima o poi dalle urne ci si passerà e molti voi (io spero tutti) dovranno cambiare mestiere, semmai trovandone uno che nuoce meno alla nazione.

  3. Ridicoli
    Avere un paese sull’orlo della bancarotta e dare la colpa all’unico che si é dovuto prendere l’onere di risolvere i problemi creati da altri (centrodestra in primis, politica tutta) mi sembra francamente ridicolo. O abbiamo la memoria dei pesci rossi, o siamo tutti fessi. Il PDL alle prossime elezioni é destinato a sparire: chiamato a fare le riforme per il bene del paese 20 anni or sono, lo ha portato al collasso. Centrosinistra aiuto la Provvidenza ce ne scampi. Speriamo che Monti resti, e a lungo, e faccia fare all’Italia quella cura da cavallo alla Tatcher che da troppo tempo viene procrastinata a scapito nostro e dei posteri…

  4. Ridicolaggini e ingenuità
    Egregio Lorenz 08/08/12 09:13, invece a me sembra ridicolo, anzi ingenuo ancor più, pensare a cose del tipo “… si è dovuto prendere l’onere…” “… cura da cavallo alla Thatcher… “ e altre approssimative facezie, come quella propagandistica sui 20 anni 20 berlusconiani. È la vulgata di Casini, uno degli artefici (e dei massimi beneficiarî: in ciò coerenza gli va doverosamente riconosciuta, e faremo festa tutti per il trentennale) dell’incertezza – si può dire incertezza? – democratica in Italia, uno che è sempre nel baricentro del sistema che dichiara di voler – con moderazione però! – riformare, uno che fa appelli a coinvolgere politici seri (il bollino DOC di serietà lo dà lui stesso: Denominazione Origine Casinata) e uomini nuovi, uno che sa stare al mondo, e non può certo prescindere da “un’area che abbia un forte insediamento sociale e una forte rappresentanza in Italia” forte forte forte… Eh, averne tanti come Casini, o come il suo collega Fini con il quale sta lavorando a un contenitore (un grosso bidone, un bidone che si spera molto grosso, chissà che contenuto)… averne di uomini così, allora sì che andrebbe meglio.

  5. articolo condivisibile
    L’articolo è sostanzialmente condivisibile. Se consideriamo che Monti deve tener conto anche dell’appoggio del PD, direi che questo governo sta facendo abbastanza bene, più a destra di così al momento è impossibile. Dobbiamo essere realisti, il (presunto) centro-destra alle prossime elezioni forse perderà, per cui la cosa “meno peggiore” è un governo di Grosse Koalition. Peraltro, se vincesse una sinistra dura e pura, non solo potrebbe fare cose per me inaccettabili, ma probabilmente non potrebbe neanche attuare il programma che l’Europa ci chiede (non sono un “euro-fanatico” ma prendo atto che la lettera della BCE è la cosa più liberista che abbiamo visto in Italia). D’altronde il cosiddetto centro-destra l’abbiamo visto già per 17 anni all’opera, abbiamo constatato che il PDL è rimasto sulla falsariga di Prodi (anzi, in materia economica è stato ancora più a sinistra di Prodi). Pertanto, un po’ a malincuore, mi tengo Monti.

  6. Comici di talento
    Ricordo un giovana Pozzetto. Eravamo pressapoco a metà degli anni settanta. Per catturare il facile sorriso di connazionali allora alle prese con il demone dell’inflazione, il Renatone nazionale vestiva i panni di un villico della Val Trompia, il cui tormentone era: “Qui siamo su a milletre!”. Ecco. Per questo pensiamo che il sobrione nostro abbia in mente di risollevare l’animo di noi italiani abbattuti dalla depressione da egli stesso provocata tentando di farci ridere con qualche pagliacciata. E chissà che invece di spillarci altro danaro con la immeritata seggiola da senatore a vita, non possa decidere, dopo la imbarazzante prova da premier, di darsi alla professione di comico con cazzate del tipo: “Qui siamo su a milledue!”.

  7. Scusate, posto qui pur in mancanza di relazione
    Scusate, posto qui. Non c’entra con l’articolo, ma non saprei dove altro inserire. Chiedo scusa all’autore.

    Un uomo si inginocchia di fronte ad un rudere abbandonato, decrepite vestigia, soffocate da secchi rovi e polverosi, di una civiltà secondaria, avvizzitasi oramai da tempo. Di essa nulla rimane, perchè nulla di realmente vitale fu mai in grado di produrre. Alcun volume fu mai scritto su di essa, nè verrà mai scritto: tale fu l’irrilevanza del suo contributo al progresso della cultura umana. Ma, allora, perchè quell’uomo si inginocchia di fronte al vetusto muro, rivolgendo ad esso garbate domande sul mondo e rimanendo in rispettoso silenzio nell’attesa che lo sfregar del vento contro vecchi spigoli di pietra emetta il suo supremo verdetto intriso di profonda verità? (fiiiiuuuu, fiiiiuuuu). Boh … difficile dirlo. Epperò si potrebbe chiedere al direttore di un importante tiggì (il tiggì del Mulino Bianco, per intenderci, quello istitizionalmente susseguioso e dagli sguardi partecipi, quello che il presidente ha detto che se gli italiani saranno solidali potranno farcela e quel importante segretario di partito sostiene che con più lavoro la disoccupazione scompatre e minculpoppume vario). Ecco. Magari quel direttore potrebbe spiegarcelo che cosa lo ha spinto a genuflettersi (un paio di sere fa) di fronte al incartapecorito rottame della prima repubblica, attualmente sprofondato senza vergogna nel terzo seggio repubblicano, chiedendogli lumi sul presente e futuro nazionali, come se quest’ultimo avesse dimostrato, anche solo una volta in vita sua, di avere realmente qualcosa da dire.
    Una cosuccia squallida squallida, insomma, che ci ha fatto per un istante pensare (ma solo per un istante, chè il pentimento è stato immediato) che quella intervista fosse stata imposta al direttore dal terzoseduto repubblicano con l’intento di ricordare agli italiani la propria, politicamente scialba, esistenza. Non si sa mai che qualche gonzo possa abboccare. Un sentito grazie al direttorone ed al suo fiuto per le paleozoiche novità che attraversano il panorama politico italiano, con la preghiera, però, che il suo tiggì la pianti di fare melassa pietistica a buon mercato, come è solito fare, sulla difficile situazione dei giovani in questo disgraziato Paese.

  8. Eppure e’ semplice….
    Basta decidersi e capire se la crisi e’ dovuta ad un fatto congiunturale oppure strutturale.
    Le misure Monti sono tutte congiunturali, nulla ha fatto in termini strutturali (eccetto, forse, le pensioni). Per cui dalla crisi, cosi non si esce.
    Monti non e’ stupido e questo lo sa. Non riesco a capire a cosa mira.
    Berlusconi ne capisce meno di queste cose, ma ha l’istinto della scelta giusta. Il suo particolarissimo sesto senso innato gli avrebbe fatto fare quelle riforme strutturali che Monti non ha nessuna intenzione di fare…..e ora staremmo gia’ ricostruendo con la lira.

  9. Nessun “oggetto”
    Il sublime Monti ha affermato che è stato “chiamato” anche per “manipolare” la mentalità italiana e indirizzarla nel verso giusto…
    Disse bene Flaiano ( dimenticato?):
    “Vorrei soltanto che Dio, o chi ne fa le veci, tenga lontano da questo paese un sistema politico che ci costringa daccapo a credere, a obbedire e a combattere, o a essere “migliori” di quello che siamo; che in altre parole ci conservi la libertà, anche se questa è una parola che fa ridere”.

  10. Poi farò telefonata a chiarimento di questa estrapolazione
    Egregio Marco 09/08/12 09:44, vedo che ha sputato il rospo che mi sono tenuto in gola, in attesa di quale occasione poi non so. Grazie. Quel telgiornale è una broda laida, di propaganda misera infame e tossica (etichettarla come minculpoppume è farle un elogio). Provi a pensare ai tempi di Minzolini e a tutti gli sproloqui scopertamente ipocriti e strumentali sugli indici d’ascolto, sul servizio pubblico, sulle carte di credito! (ma perché i sommi dirigenti neoarrivati ciucciano tutti quei soldi dei contribuenti? qui vengono comprate le servitù a suon di milioni e di vitalizi senatoriali, ma che roba è? il trionfo del circolo magico dei designati?). Così prosegue il lavoro di pulizia etnica e di occupazione degli spazi. Ma provi a pensare soprattutto a una parte politica debole e corriva, incapace di reggere le proprio ragioni e perennemente subordinata all’altrui aggressività. Sarà opportuno che un po’ di pulizia etnica possa arrivare piuttosto dalle schede elttorali, e non nel senso favorito dai maneggi dei frusti e nocivi costruttori – ormai da trent’anni – di contenitori e bidoni vari ben incoperchiati.

  11. Tachther italiana cercasi
    Eppure,piaccia o no,l’articolista probabilmente “vive” in un mondo.Altro che patto politico, ci vuole una Tachther italiana per risolvere rapidamente i nostri problemi e se eventualmente vince il M5S (glielo impediranno in tutti i modi) e’ perche’ siamo alla frutta e senza vera alternativa.Sono 30 anni che voto e automaticamente mi faccio prendere per i fondelli, altro che patto!!!Marco.

  12. considerazioni
    …..non possiamo non definirci Montiani.Voi on.Cazzola definiteVi pure Montiani e comportateVi di consequenza,ma ricordatevi che il governo Prodi del 2006(con Bersani e Di Pietro ministri a cui nessuno lo rinfaccia quando sproloquiano’con noi niente condoni’)ha fatto,e col vs appoggio, un condono previdenziale per i soli agricoltori al 29%(mi devi 100+200 fra more e ritardati pagamenti ,dammi 29 senza more ecc.e molto dilazionati e sei in regola con l’inps) escludendo commercianti ed artigiani vs cat.di riferimento.Voi avete continuato col condono per il rientro dei capitali esportati al 5%,ma Vi siete dimenticati di farci sentire anche noi ricconi con una sanatoria(dato che avete paura di chiamarlo condono)previdenziale non come Prodi al 29% ma al solo dovuto + il 5% e dilazionato.Ora le elezioni stanno per arrivare,le precedenti amministrative sono state solo un assaggio…e senza sanatoria(già chiesta a tanti di Voi(ns riferimento)ma disattesa ci obbliga a dimenticarci il vecchio”mai a sx”.E poi se come Casini ed il PD( che conta) Vi sentite Montiani,ci autorizzate a cercare altre alternative dato che non vogliamo morire …Montiani.A proposito:avete tolto l’ici sulla 1°casa,giustamente,ed avete dato la possibilità di poter spendere il risparmiato.Però a quelli come me che con le agevolazioni com.li già non dovevano pagare,non hanno avuto alcuna agev.ne dal vs togliere l’ici e nessuna possibilità di spendere il risparmio come gli altri…e anche noi vi avevamo votato.

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