Ecco una proposta per dare una mano alle famiglie italiane
03 Maggio 2011
L’uovo di colombo o la quadra? Entrambe le cose. L’uovo di Colombo, è l’espediente facilissimo cui però nessuno aveva pensato prima (o mi sbaglio?); e la “Quadra” è il modo di dire del “Senatur padano” che comunica la sua soluzione quando riesce a mettere insieme diavolo e acquasanta. Mi riferisco alla difficile stagione della nostra economia, pressata da un lato dalla necessità di quadrare i conti oberati da un “Debito Pubblico” di 1.890,6 miliardi di euro, e dall’altra dalla necessità di dare lavoro e salario a quella massa di gioventù esclusa dai processi produttivi della nostra economia anchilosata (con danni enormi su tutto l’apparato industriale del Paese).
Premetto che non è come avere botte piena e moglie ubriaca, qua si tratta di sacrifici ragionati che potrebbero contribuire a risolvere il problema occupazionale dei nostri “precari”. Veniamo al dunque: la giornata lavorativa è di 8 ore quotidiane, sindacalmente retribuite e gravate di quei tributi che lo Stato impone per fornirsi di mezzi economici con i quali provvedere alle necessità di tutti (semplificando il sistema fiscale). Cominciamo a dividere in due turni, di 4 ore, la giornata lavorativa e obblighiamo i datori di lavoro ad assumere in eguale percentuale i lavoratori del primo turno e quelli del secondo: a parità di salario che verrà sgravato da ogni fiscalità che oggi incide sul costo del lavoro a turno unico. Su un salario di 1.000 euro mensili almeno il 50% di imposte gravano sul lavoratore e il datore di lavoro che funge da esattore d’imposta.
L’età pensionabile si sposta in avanti di 5 anni per dar modo all’INPS di raccogliere risorse necessarie ai turni di lavoro sgravati da qualsiasi tributo. La pressione fiscale resta immutata, saranno i mancati introiti assistenziali e fiscali quelli che generosamente apporteranno benefici alla nostra economia. L’occupazione lavorativa, divisa in due turni, offrirà a tantissimi giovani in cerca di salario la certezza per il loro futuro, contribuendo così alla produzione industriale che crescerà a pieno sviluppo.
La produzione si avvarrà di tutte le giornate lavorative, sospendendo i dì festivi che incidono sulla mancata produzione e qualsiasi tipo di sciopero. Natale e Pasqua e via ogni ponte da weekend. Almeno per i primi 5 anni. Lo Stato perderà le entrate relative ai salari detassati, compensato da quella decurtazione che non si farà più fin che le cose non si aggiusteranno per il verso giusto. Difficile? Impossibile? Non so, spero soltanto che nella mia idea ci sia qualcosa di positivo da poter applicare alla nostra economia in stagnazione. Anche la Marcegaglia dovrebbe dare l’esempio se l’idea è fattibile.
La finiremmo con questa tarantella del taglio fiscale per consentire alle famiglie una migliore spesa nel mercato dell’offerta. Una migliore domanda sostenuta dalla piena occupazione e una migliore offerta da parte della produzione agevolata nelle sue finalità. Naturalmente i conteggi relativi a questa proposta li lascio agli esperti maestri di “Partita doppia”. Mi raccomando, niente pernacchie, volevo semplicemente contribuire.
