Ecstasy a Venezia, Meloni: basta messaggi sbagliati da tv e cantanti
21 Luglio 2008
di Redazione
"Di fronte ad una tragedia come questa non si può rispondere soltanto con la repressione, o con l’ennesima campagna informativa contro l’uso delle droghe in discoteca. È una cultura intera che va rovesciata». Così il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che interviene così sulla morte della ragazza di Rovigo che ha assunto Mdma durante una festa in spiaggia sabato sera al Lido di Venezia.
Per la Meloni, che è intervenuta sull’argomento con una intervista a Il Mattino, va rovesciata una cultura «costruita da anni di messaggi pericolosi lanciati, colpevolmente, dalla politica, dai media, dagli artisti. Non esistono stupefacenti ‘innocuì o ‘leggerì. Con questa falsa etichetta oggi si vendono sostanze micidiali».
E per Meloni si deve cominciare «dall’orgoglio e dalla concezione di sè. Gli adolescenti – dice – vivono di insicurezze e troppo spesso assumono droghe per sentirsi all’altezza di un gruppo oppure di una situazione. Dobbiamo siegargli che il discorso va esattamente al contrario. Chi butta giù una pasticca per ballare fino all’alba o per essere più intraprendente con le ragazze non è il ‘figò della compagnia, ma lo ‘sfigato’».
Intanto, sono attesi per questa sera i risultati dell’autopsia che sarà eseguita sul corpo della sedicenne morta dopo aver assunto un mix di alcolici ed ecstasy durante una festa in spiaggia, la notte tra sabato e domenica scorsa, al Lido di Venezia.
La ragazza, che viveva a Rovigo, era andata con due amiche alla festa sulla spiaggia di Alberoni, al lido di Venezia in occasione della festa del Redentore. Lì le tre giovani avrebbero comprato la droga da sciogliere in un drink e "sballarsi" con quel mix di alcol e extasy. La sedicenne però si è sentita male si è allontanata dalla "pista da ballo" di qualche passo e si è accasciata sulla spiaggia.
Le amiche, appena si sono accorte di quel che stava accadendo, seppur stordite dalle droghe, sono riuscite ad attrarre l’attenzione di altri ragazzi nonostante la musica assordante e hanno chiamato i soccorsi. Ma non c’è posto all’ospedale più vicino, quello di Mestre così la giovane rodigina stata ricoverata, in condizioni già gravissime, nel reparto rianimazione dell’ospedale di Dolo dove, dopo ore di coma, è morta ieri nel tardo pomeriggio.
Sul caso indagano le forze dell’ordine per risalire anche ai pusher che hanno ceduto la droga alle ragazze ma per ora non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Il pm di Venezia Lucia D’Alessandro ha già aperto un fascicolo per omicidio colposo.
