Ecuador. Il referendum cambia la Costituzione e apre al “chavismo”
30 Settembre 2008
di Sara Panella
Chiuse le urne domenica sera, sono ormai ufficiali i risultati del referendum costituzionale in Ecuador. Con quasi il 70% di voti favorevoli, 9,7 milioni di ecuadoregni hanno approvato la nuova Costituzione voluta dal presidente Rafael Correa, considerata la base per la nascita nel paese andino del “Socialismo del XXI secolo” già sperimentato dal leader venezuelano Hugo Chávez.
La vittoria del “si” è un successo netto che rafforza notevolmente Correa in vista delle elezioni politiche che si terranno il prossimo anno. “L’Ecuador ha scelto un nuovo paese, sconfiggendo le vecchie strutture” ha detto Correa durante una conferenza stampa successiva al voto che, per il sindaco di Guayaquil, Jaime Nebot, l’oppositore più coriaceo del ha riconosciuto essere “un risultato democratico che bisogna rispettare”.
Con la nuova Costituzione “chavista” l’economia dell’Ecuador sarà “sociale e solidaristica”, oltre ad attribuire alle imprese statali il controllo di settori strategici quali il petrolio, l’elettricità, le miniere, i trasporti e le telecomunicazioni. Naturalmente chi si oppone a Correa teme una “deriva socialista” e un rafforzamento dei legami con il governo della repubblica bolivariana del Venezuela.
