Egitto, esercito lancia ultimatum a Morsi. Il rischio è l’anarchia
01 Luglio 2013
di Redazione
Ormai è anarchia in Egitto, con i militari che fanno pressione su Morsi, la Fratellanza Musulmana che grida al golpe, le vittime degli scontri che aumentano. Ieri l’esercito ha lanciato l’ultimatum al Governo, risposte entro 48 ore al popolo che protesta o ci sarà una "road map" del cambiamento sulla punta delle baionette, una posizione di forza simile a quella che portò alla fine del regime di Mubarak. Quella in Egitto è stata una escalation inaspettata, una sorta di "effetto domino" che sembra aver gettato il paese nel caos come nel 2011. "E’ iniziata la fine dei Fratelli Musulmani, a questo punto devono decidere se diventare un partito legale e democratico o sparire" dicono i militanti di Tamarod, il movimento che ha infiammato le piazze riempiendo nuovamente piazza Tahrir. Per adesso, Morsi resiste. "Non lascio", dice. Dalla sua ha ancora la Fratellanza, un parlamento che lo ha votato nonostante sia stato delegittimato dal potere giudiziario e una parte del mondo degli affari. Ma le vittime e i feriti pesano sul Governo egiziano. A farne le spese sono stati un giornalista americano, mentre un reporter olandese risulterebbe rapito a piazza Tahrir. Sono stati registrati nuovi assalti a sfondo sessuale contro una 40ina di donne; un’altra, rapita, ora è stata ricoverata. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno chiesto ai loro cittadini di cancellare i voli per l’Egitto. Se non è una tragedia poco ci manca.
